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contributo inviato da Marco.Bonfico il 7 marzo 2011

VERITA' NASCOSTE

Federalismo di facciata


Definire il federalismo fiscale comunale una scatola vuota è riduttivo in quanto il medesimo se disciplinato a cascata Governo – Enti Locali con modalità corrette applicative creando definizioni certe di responsabilità economiche senza invasioni di campo è valido.


Tutti gli esperti sono concordi che tutti gli altri adempimenti anche sbagliati politicamente sono parte integrante del disegno complessivo e che la produzione non condivisa farà cadere il tutto come un castello di sabbia.


La complessità insita nell'elaborato che fa riferimento ad una serie di Decreti Legislativi attuativi è paurosa in quanto la sola approvazione del decreto promulgato determina altri passaggi fondamentali che sono: tre decreti (riforma TARSU-TIA, addizionale IRPEF, fondo perequativo) e due regolamenti (sui contributi di scopo) e per concludere la definizione della quota IVA in partecipazione (DPCM).


L'aver abolito l'ICI sulla prima casa che viene spalmata sulla totalità dei cittadini come viene dimostrato dall'avere il governo pagato l'ultima trance del 2008 (344 milioni) restituzione ai comuni del minor gettito pari a 3.364 milioni, lasciando un debito di due anni di mancati introiti porta ad un riposizionamento delle spese connesse e la compressione dei servizi erogati.


Ora il quadro viene a completarsi con l'approvazione di un modello socio economico che di fatto scarica sul livello minore la somma complessiva dei mancati introiti nazionali.


Qualche anno fa fu istituita l'IRAP che era l'accorpamento di più imposte e adempimenti a carico delle imprese ora viene introdotta l'IMU che dovrà accorpare una serie di imposte locali che saranno scaricate su soggetti noti (noi) cioè il 7,6 per mille per un ricavo complessivo di 1,7 miliardi in meno rispetto al totale precedente.


L'aspetto principlae viene evidenziato dai mancati introiti sia per quanto riguarda gli “affitti” che favoriscono sempre le categorie più agiate e il deuperamento degli introiti dovuti dalle aziende in quanto il governo non sa o non vede che siamo in piena emergenza lavoro e non vedo Comuni in cui aziende aprono ma chiudono togliendo benefici (introiti comunali) pertanto niente lavoro e aggravio spese sui residenti.


Ora un aneddoto che la dice lunga della libertà concessaci da questo governo cioè avere un solo dovere non disturbare i manovratori (Governo – Lega): un gruppo consiliare di minoranza si è permesso di ricorrere al TAR per una delibera e il Sindaco (leghista) vuole dichiarare nel prossimo Consiglio Comunale incompatibili nell'incarico i consiglieri ribelli.


A voi tutti il diritto – dovere di recuperare un moto d'orgoglio e chiedere libertà, libertà, libertà e non oppressione simil fascista berlusconiana.


Basiano 7 marzo 2011


Marco Bonfico



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