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contributo inviato da vpalmier il 4 marzo 2011
La storia procede per fratture, piani paralleli, andamento spiraliforme... non saprei, lascio ad altri più riflessivi di me sul tema.  Eppure, rileggendomi da giorni che sono assente a me stesso sul blog, comprendo che la maggioranza di noi è sopita.  Lo è per moviti vari, ma la maggior parte lo è perché non è chiaro da cosa fuggire e dove andare.  Mi spiego:
l'attuale interpretazione del centro-destra della visione liberale della nostra società è semplice: non serve cambiare la Costituzione per cambiare le cose, basta generare prassi, le quali diventano "legge". D'altro canto, se scarseggia la moneta, allora si taglia ovunque e senza complimenti.
Sembrano temi lontani ma basta fare alcuni esempi per capire che lontani non sono.  Esempio 1: per ridurre il numero di dipendenti della scuola statale bisogna ridurre le cattedre; per farlo si devono accorpare le classi, e ridurre le ore di lezione.  Oggi in una quinta liceale si insegna la storia per 2 ore a settimana. Durante queste ora si deve spiegare e tenere il passo del programma, interrogare, realizzare i progetti didattici. Ci sono tante novità audiovisive interessanti: ma il tempo manca.  L'avessimo avute noi questi supporti per vivere la Storia!
Esempio numero 2: si dice che la Campania, il Lazio, la Calabria hanno un enorme deficit sanitario ed una scarsa qualità dell'assistenza.  Allora guardo i dati ministeriali sulle schede di dimissione ospedaliera e scoprio che si, la Calabria è indifendibile, ma la Campania ed il Lazio hanno indicatori di inefficienza non tanto differenti da quelli dell'Emilia-Romagna, Lobardia, Veneto, Toscana. Quelli di efficienza sono leggermente peggiori. Ma allora il problema dove sta? Sta nel fatto che quel servizio viene svolto da una pletora di dipendenti pubblici. Ma invece di colpire chi ha fatto spreco (e fare la legge anticorruzione, e chiarire le responsabilità civili e penali di sindaci e direttori di ASL...) si punta ai conti senza troppi giri di parole: riducendo i posti letto/migliaio di abitanti si riduce il fabbisogno di personale, e quindi gli stipendi che si pagano. Cosa c'entri questo con la qualità dell'assistenza non si capice.  Ma visto che non ci si può perder tempo, si fa la cosa che serve al pagante, e della qualità... ma il paradosso è (e sarà) che riducendo drasticamente il sistema di accesso senza ristrutturare culturalmente il sistema, in ospedale si entrerà sempre di più via pronto-soccorso, con costi alti e non bassi, e sempre meno efficienza. Esempio numero 3: nell'ordine costituzionale, il parlamento è la sede principale del potere legislativo; la maggioranza che sostiene il governo legifera nel parlamento e govarna nel governo.  Openpolis pubblica un opuscolo dove si dimostra che nella legislatura corrente maggor parte della produzione legislativa è del governo, mentre il parlamento di fatto discute e ratifica quelle leggi: prassi costituzionale di stampo presidenziale senza modificare la costituzione, ovvero senza definire il sistema di controlli/equilibri presidenziali.  Esempio numero 4: l'articolo 33 della costiuzione dice che i privati hanno diritto a contribuire al sistema di formazione scolastica, ma senza oneri aggiuntivi per lo stato. Ma allora, il sostentamento delle scuole private - diretto o indiretto - è anticostituzionale; non solo, riducendo progressivamente l'impegno economico investito sulla scuola state si realizza il disimpegno culturale su una scuola collante del paese. Non solo, peggiorando, la scuola statale sarà sempre meno accettata dai ceti sociali culturalmente ed economicamente più ricchi, i quali preferiranno abbandonarla usufruendo di un sistema parallelo di scuole private-persino finanziate dallo Stato! Si realizzerà un sistema che ripristinerà una stratificazione classista in nome della libertà.
Io credo che questo che sta accadendo è frutto del disimpegno sociale, culturale, morale della borghesia italiana liberale, e cattolica, che in nome di un legittimo anelito ad uno Stato che interpreti meglio anche le proprie esigenze, stia precipitando il paese nello stesso contesto socio-culturale in cui è nato ed ha governato il fascismo in Italia nel secolo passato. Non quella parte che è sfociata nel nazionalismo ed anti-ebraismo scimmiottando il nazismo, ma qeulla del primo decennio, quel periodo in cui era ragionevole essere orgogliosi, pragmatici, diretti. Periodo in cui il capo del Governo aveva una moglie e molte amanti, faceva i patti con la Chiesa, ma non ne subiva la censura morale. Era il periodo dell'italianità imposta e strombazzata, piuttosto che riconosciuta ed accettata. Era il periodo della legge maggioritaria che aveva consentito, senza l'equilibrio costituzionale e con il sonno complice di tanti, di creare un potere che generava sempre più potere, coatto. Se di fronte a tutto questo i cattolici moderati, i social-democratici e le persone di buon senso non opporranno partecipazione e contrapposizione civile (cioé continueranno ad essere disimpegnati), non finiremo bene...   
TAG:  POLITICA  STORIA  SCUOLA  ECONOMIA  PARLAMENTO  SANITÀ  COSTITUZIONE  COSTI  PRASSI 
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