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contributo inviato da Achille_Passoni il 4 marzo 2011


In nessun paese dell'Occidente il ministro del Lavoro attacca e tenta di sminuire il diritto di sciopero dei lavoratori, parlando di "scelta politica e scontata", anziché cercare di comprenderne le ragioni, rispettarle e dare soluzioni credibili. Il ministro Sacconi invece lo fa, innanzitutto perché non riesce ad essere un arbitro sereno nel confronto tra lavoratori e imprese, e dall'inizio del suo mandato propugna la divisione del movimento sindacale e l'isolamento della Cgil.

Dal mio punto di vista è quantomeno irrispettoso, se non offensivo, tacciare di sostanziale “collateralismo” le autonome scelte della Cgil e del Pd. Sacconi presta scioccamente il fianco a giudizi altrettanto sbagliati e di segno opposto nei confronti di altri soggetti sociali. Fa sorridere poi che parli di una supposta debolezza dell'opposizione, in un momento in cui abbiamo di fronte un Governo che per colpa dei comportamenti del Premier è alla berlina di fronte all'opinione pubblica mondiale.

La verità è che lo sciopero generale dichiarato dalla Cgil per il prossimo 6 maggio ha motivazioni tutte sindacali, che affondano proprio nel fallimento della politica economica del Governo e nella sua debolezza nel contrastare la crisi: non c’è nemmeno bisogno di ricordare che il tasso di occupazione dall'inizio della crisi è diminuito di circa 2,5 punti percentuali, che quasi un milione di persone hanno perso il lavoro e che la disoccupazione giovanile è a livelli record, dato che - come ho scritto da poco su questo blog - praticamente un giovane su tre e' senza occupazione.
TAG:  LAVORO  SCIOPERO  SINDACATO  CGIL  SACCONI 

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