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contributo inviato da PDSiziano il 4 marzo 2011

 

 
Il Partito Democratico è contrario al centro commerciale di Borgarello. Da parecchio tempo ed in modo convinto.
Il PD è contro perché crede in un modello di sviluppo diverso, fondato sulla sostenibilità, sulla conoscenza, sull’innovazione tecnologica, sulla creazione di un’occupazione ad alta qualificazione.
Un’idea forte. Una spinta ideale e appassionata che non vogliamo compromettere.
Il PD è contro perché proprio questo grande centro commerciale la può compromettere; perché questo centro nel lungo termine non creerà né economia né un bilancio occupazionale positivo.
Perché, pur rispettando il Piano Territoriale Provinciale (magicamente adeguato per l’occasione), non risponde a nessuna specifica programmazione del settore commerciale (una delle tante irresponsabilità di PDL e LEGA di questa Provincia).
Perché un investimento così consistente che cade così vicino alla città di Pavia non può non essere governato in un ambito territoriale che veda la città stessa come perno fondamentale.
Perché il luogo dove sarebbe costruito è prossimo ad uno dei monumenti più importanti della provincia, la Certosa.
Perché cadrebbe in una grande area verde, che verde non lo sarebbe più per sempre.
Perché non può essere fatto senza una chiara paternità politica dell’Amministrazione Provinciale, che più la situazione si chiarisce più non c’è.
Perché il Sindaco di Borgarello, responsabile legale oltre che politico dell’ente proponente, è tuttora sottoposto a carcerazione preventiva per fatti molto gravi.
Il Partito Democratico è al fianco dei propri Sindaci di Certosa e Giussago che sono sempre stati altrettanto contrari.
Al fianco perché dopo aver subito questo progetto si sono responsabilmente attrezzati per valutarne l’impatto, formulando osservazioni che chiamano tutta la politica a riflettere (come il vincolo d’inedificabilità permanente lungo tutto il tracciato della nuova tangenziale da Certosa a Pavia).
Al fianco perché nella conferenza di servizi per primi hanno evidenziato l’assurdità del ruolo del Commissario prefettizio.
Perché hanno chiesto all’Amministrazione Provinciale un chiaro giudizio politico (non ancora oggi arrivato) su un progetto per definizione di scala sovracomunale.
Perché se sull’asse Pavia-Milano si può ancora immaginare uno sviluppo “diverso” lo si deve a quelle amministrazioni che, negli anni, non hanno consentito che si realizzasse lo sviluppo più ricorrente: quello dell’urbanizzazione selvaggia.
Perché proprio in quei Comuni esiste una delle aree rinaturalizzate più grandi d’Italia.
Perché proprio da quei Comuni negli anni sono arrivate proposte - alla città, alla Provincia e alla Regione - importanti. (per riconoscere il Sistema Turistico Locale del Naviglio Pavese o per realizzare un polo tecnologico “lungo”, da Pavia a Giussago, dove attrarre - magari nelle cascine dimesse - aziende di terziario avanzato e ad alta qualificazione di manodopera).
Perché quei Comuni hanno già compiuto una scelta che altrove si evoca e basta: unirsi per programmare lo sviluppo insieme, facendo nascere il Comprensorio neorurale della Certosa.
Perché proprio quei Comuni sono stati gli unici della Provincia di Pavia premiati nella competizione “Expo dei territori” promossa dalla Provincia di Milano nel 2009 e aperta a tutta la grande area metropolitana milanese.
Perché tutto questo non è successo per caso. Questi principi vengono da lontano: sono il dna di una lunga storia di governo, di una lunga storia di relazioni tra i Sindaci e i loro cittadini, narrata da risultati elettorali che ci dimostrano che, forse, qualche sintonia sui canali della sostenibilità, della qualità della vita, della coesione sociale esiste davvero.
TAG:  BORGARELLO  CENTRO COMMERCIALE   

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