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contributo inviato da xpress il 4 marzo 2011

Dopo che le forze le forze fedeli a Muammar Gheddafi hanno lanciato attacchi aerei contro due città chiave in mano dell'opposizione e mentre proseguono i combattimenti, Obama sta ora esaminando un’istanza per imporre una "no-fly zone" sopra la Libia.

Il giorno dopo che le forze degli insorti, pur con molta disorganizzazione, hanno respinto un’offensiva per riconquistare Brega, porta vitale del petrolio, migliaia di persone in lutto hanno partecipato ai funerali per le vittime di un attentato e hanno giurato di vendicarsi, gridando ininterrottamente lo slogan "Abbasso Gheddafi!" Almeno 10 persone sono state uccise nei combattimenti di Mercoledì, tra cui un bambino di 7 anni; tutte vittime del fuoco incrociato. 

Da Washington, Obama ha rinnovato una richiesta a Gheddafi di lasciare il potere e ha confermato che la sua amministrazione stava esaminando "una gamma completa di opzioni", compreso l'intervento militare e inclusivo di una no-fly zone, per impedire al dittatore di usare la sua forza aerea contro il movimento di opposizione che controlla la parte orientale del paese.

Obama ha anche annunciato l'invio di aerei da trasporto militare degli Stati Uniti per rimpatriare gli egiziani fuggiti verso il confine tunisino e ha autorizzato il governo americano al noleggio di aerei civili per aiutare gli sfollati provenienti da altri paesi.

Nella sua più ferma condanna di Gheddafi fino ad oggi, Obama ha detto:... "La violenza deve cessare, Muammar Gheddafi ha perso ogni legittimità e coloro che commettono violenza contro il popolo libico saranno ritenuti responsabili di azioni contro legittime aspirazioni per la libertà, la democrazia e la dignità.  Aspirazioni che devono essere soddisfatte." Ha aggiunto che i sostenitori del dittatore "dovrebbe sapere che la storia si muove contro il colonnello Gheddafi".

Rispondendo alle domande in una conferenza stampa alla Casa Bianca a margine della visita del presidente messicano Felipe Calderon, Obama ha detto che una no-fly zone "è una delle opzioni a cui stiamo pensando."  Ma ha sottolineato che qualsiasi decisione di questo tipo deve essere effettuata in consultazione con la NATO e la comunità internazionale.

I funzionari militari statunitensi hanno osservato che l'imposizione di una zona no-fly, richiederebbe prima di tutto l’effettuare incursioni aeree per disabilitare le difese antiaeree e la forza aerea libica. I funzionari russi invece hanno espresso una forte opposizione ad una no-fly zone facendo presente che una tale misura richiede l'approvazione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, dove Mosca detiene il potere di veto.

Obama ha parlato dopo che il terminale petrolifero di Brega è stato colpito ieri mattina da almeno tre potenti attacchi aerei. A circa 40 miglia di distanza, alle porte di Ajdabiya, una unità dell'esercito di stoccaggio di munizioni ha fermato con uno sciopero ogni movimentazione di approvvigionamento per le milizie di Gheddafi.

Circa 28 miglia a ovest di Brega, nella città costiera mediterranea di Bishra, gli insorti si sono scontrati con gli uomini di Gheddafi. Su questo scontro non vi sono ancora sufficienti dettagli dei combattimenti.

A L'Aia, il procuratore capo del Tribunale penale internazionale, Luis Moreno-Ocampo ha confermato ai giornalisti che sta per iniziare ufficialmente l’inchiesta contro Gheddafi e la sua cerchia interna per presunti crimini contro l'umanità.

Ocampo ha promesso che non vi sarà "nessuna impunità in Libia" e contatterà ex funzionari libici e ufficiali dell'esercito per determinare chi avrebbe ordinato attacchi, su cui si sta indagando dopo le segnalazioni dell'Associated Press, contro manifestanti pacifici. A tale scopo si stanno cercando prove video e fotografiche delle eventuali atrocità commesse. "Non stiamo ancora attribuendo responsabilità" ha precisato Ocampo. "Oggi è l'inizio delle indagini."

A Tripoli, nel frattempo, il regime di Gheddafi sembra intensificare le rappresaglie contro gli attivisti per la per la democrazia, anche se i dettagli della situazione nella capitale sono assai scarsi . Alcuni residenti a Tripoli, che avevano già parlato apertamente di abusi dei diritti umani, non sono più reperibili da nessun mezzo mediatico. Molti sono stati segnalati come prigionieri o in clandestinità. Altri ex abitanti di Bengasi e Tripoli sono stati costretti a firmare dei documenti con cui incriminerebbero i loro stessi figli qual’ora siano stati fotografati durante le manifestazioni.

"E 'un giro di vite molto ampio e pesante", ribadisce Heba Morayef, di Human Rights Watch, a seguito di una visita in Libia. E un portavoce del ministero della Difesa olandese ha confermato alla Associated Press che l’equipaggio dell'elicottero olandese che stava tentando di evacuare persone dalla Libia, composto da tre marines, è stato catturato durante il fine settimana dalle forze fedeli a Gheddafi. I tre marines e il loro elicottero sono ancora prigionieri delle autorità libiche e sono in atto "intensi negoziati" per ottenere la loro liberazione.

Intanto, incoraggiati dalla vittoriosa ripresa di Brega, migliaia di insorti avanzano verso ovest e proseguono verso la capitale-roccaforte com'è ora diventata Tripoli. Gheddafi "Ha la forza, ma noi abbiamo il cuore", ha detto Suleiman Abdel, un chirurgo e ora, ribelle al regime dittatoriale.

Ma gli assalti a Brega dimostrano che Gheddafi ha ancora ingenti risorse militari a sua disposizione e che è disposto a farne uso. Tanto che in un discorso televisivo ha promesso di "combattere fino all'ultima goccia di sangue libico".

In effetti, il susseguirsi di scontri dimostra che in assenza di un intervento esterno, la Libia potrebbe essere diretta verso una situazione di stallo lunga e sanguinosa. Gheddafi detiene Tripoli e in altre città occidentali, i ribelli controllano l’est, e nessuna delle due parti sembra in grado di spostare decisamente l'equilibrio.

"Ha mostrato di avere ancora il potere di infliggere gravi danni sui manifestanti e sui luoghi da loro controllati", ha detto Ibrahim Sharqieh del Doha Brookings Center, un progetto del Centro Saban per il Medio Oriente che conduce ricerche sulle aree economiche e geopolitiche a maggioranza musulmana. Però, aggiunge Sharqieh, "Se Gheddafi è disposto a usare la forza aerea, questa situazione potrebbe trascinarsi per mesi."


TAG:  DIRITTI UMANI  GHEDDAFI  OBAMA  LIBIA  ONU 
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