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contributo inviato da team_realacci il 1 marzo 2011
Interrogazione scritta

Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Al Ministro della Salute

Per sapere premesso che 

la situazione ambientale nel sud della Provincia di Frosinone è gravemente condizionata dall’impianto di riciclaggio e compostaggio di Colfelice e dalla discarica provvisoria di Cerreto di Roccasecca; 

nei comuni di Colfelice e Roccasecca, in provincia di Frosinone, insistono  rispettivamente un impianto per la preselezione e compostaggio dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili agli urbani ed un impianto di discarica rifiuti solidi urbani e nei suddetti impianti vengono altresì trattati  e stoccati i rifiuti urbani, assimilabili agli urbani e a quelli speciali;

i suddetti Comuni,  ricadono nei territori limitrofi all’Area della Riserva Naturale delle Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico;

il progetto esecutivo di adeguamento dell’impianto di selezione dei rifiuti urbani di Colfelice prevede, tra l’altro, interventi finalizzati alla produzione di combustibile derivato dai rifiuti ed alla realizzazione di una sezione di valorizzazione/recupero dei flussi provenienti dalla raccolta differenziata;

il suddetto impianto, originariamente concepito e realizzato per preselezionare rifiuti solidi urbani e produrre fertilizzante di qualità è stato riconvertito per trasformare rifiuti urbani in rifiuti speciali da avviare all’incenerimento;

il Presidente della Giunta Regionale, nella sua qualità di Commissario Delegato per l’attuazione degli interventi per il superamento dell’emergenza socio-economica-ambientale nel settore dei rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi nel territorio della Città di Roma e Provincia, nonchè nelle province di Frosinone Latina, Rieti e Viterbo, con ordinanza n. 2 del 28.11.2002, approvava il progetto per la realizzazione e la gestione di una discarica provvisoria per rifiuti urbani e assimilati sita in Roccasecca (Fr), località Cerreto;
nelle premesse della citata ordinanza, il provvedimento commissariale (n. 2 del 28 novembre 2002) rivestiva carattere assolutamente straordinario e la discarica di Cerreto di Roccasecca doveva rappresentare, quindi, una soluzione provvisoria che consentisse di superare l’emergenza per la mancanza di una discarica comprensoriale definitiva per il deposito dei soli sovvalli provenienti dall’impianto di trattamento rifiuti di Colfelice. Si disponeva poi l’avvio delle procedure per la progettazione, la realizzazione e la gestione dell’intera discarica definitiva comprensoriale della Provincia di Frosinone, da attivarsi con separato decreto, mai emanato, e: <<: “di disporre con separato decreto l’avvio delle procedure per la progettazione, realizzazione e gestione dell’intera discarica definitiva comprensoriale della provincia di Frosinone che verrà affidata nel rispetto di procedure che, pur adeguando taluni profili operativi all’eccezionalità della situazione, garantiscono, in ogni caso, il necessario confronto concorrenziale tra gli operatori del settore>>;

il sito di Roccasecca, individuato dal Commissario con Ordinanza n. 2 del 28.11.2002 concernente “Approvazione del progetto, affidamento della realizzazione e gestione di una discarica provvisoria per rifiuti urbani e assimilati sita in Roccasecca, loc. Cerreto - FR”, risulta essere geologicamente e morfologicamente non idoneo ad ospitare discariche per rifiuti di qualsiasi tipologia perché:

a) la zona:- si trova alla confluenza di tre corsi d’acqua (fiume Liri - fiume Melfa - rio Sottile, 
b) è permeabile per porosità e fessurazione; -
c) è ricca di falde freatiche;
 d) è ad elevato rischio idrogeologico secondo l’Autorità i Bacino “Liri-Garigliano-Volturno”
 e) è destinata al contenimento delle piene (ad ovest è presente il lago di San Giovanni Incarico
    una diga artificiale utilizzata, tra l’altro, dalla centrale idroelettrica di “Ponte Fiume”);
 e) è sismica;
 f) è umida;
 g) è circondata da abitazioni civili, da aziende agricole e da allevamenti;


il provvedimento di localizzazione, inoltre, è in contrasto con gli studi tecnici e scientifici eseguiti dai periti che la stessa Regione Lazio ha incaricato per la redazione del piano regionale dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili del 1992. Il citato studio è da ritenersi ancora valido e attuale soprattutto per quanto riguarda i caratteri di permeabilità del sottosuolo e della vulnerabilità dell’acquifero della zona in questione. A conclusione, infatti, della caratterizzazione ambientale dei siti destinati ad ospitare impianti per lo smaltimento dei rifiuti, la relazione tecnica, allegata al suddetto piano, si conclude nel seguente modo: “Vulnerabilità dell’acquifero” - “Il grado di vulnerabilità è alto sia in relazione alle caratteristiche di conducibilità della zona vadosa, sia in relazione alla trasmissività dell’acquifero” (vedi Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 10.2.1992 - Supplemento Straordinario al Bollettino Ufficiale n. 4 del 10 febbraio 1992, pag. 449);

il T.A.R. del Lazio di Roma - Sezione I Ter - con sentenza n. 3714 del 26.2.2004, accoglie i ricorsi presentati dai Comuni di Roccasecca e San Giovanni Incarico, con l’intervento “ad adiuvantum” della Provincia di Frosinone e dell’Associazione “Comitato Cittadini di San Cataldo”, ed annulla l’ordinanza Commissariale della Regione Lazio n. 2 del novembre del 2002 inerente l’individuazione della discarica provinciale dei rifiuti urbani nella località Cerreto di Roccasecca. Tra le motivazioni della sentenza emessa dal suddetto Tribunale Amministrativo testualmente si legge: “.... non si riesce obiettivamente a comprendere il perché - in presenza di una graduatoria di siti autorevolmente ritenuti idonei alla bisogna - non sia stata scelta una di quelle aree che (in base alla graduatoria stessa) precedevano di gran lunga quella che è poi risultata oggetto d’individuazione. Concorda, al riguardo, il Collegio con la tesi (sostenuta dai ricorrenti) secondo cui - dinnanzi alla conclamata urgenza di provvedere - logica avrebbe voluto che si prendesse in esame il primo (e, semmai, il secondo od il terzo) di detti siti (individuati, lo si ripete, in base ad una graduatoria già pronta e ponderata) [...]”;

il Commissario delegato per l’emergenza ambientale nel territorio della Regione Lazio con ordinanze n. 10/2003, n. 68/2003, 3/2004, n. 15/2004 autorizzava l’abbancamento in elevazione di ulteriori volumetrie di rifiuti nella discarica di Roccasecca;

la Regione Lazio, con Ordinanza n. 7 del 26 aprile 2004, approvava il progetto, presentato dalla MAD S.r.l., per la costruzione di un novo invaso di discarica di complessivi 340.000 metri cubi da realizzare sempre nella località “Cerreto” di Roccasecca (Fr);

il Commissario Delegato per l’emergenza ambientale del territorio della Regione Lazio, con provvedimento n. 8 del 31 maggio 2006, autorizzava la MAD S.r.l., con sede in Cassino, a realizzare il progetto di ampliamento della discarica comprensoriale per rifiuti, sita in località Cerreto del Comune di Roccasecca, per una volumetria di mc. 858.400, destinata a smaltire  sovvalli provenienti dall’impianto di Colfelice (in misura almeno del 50% delle volumetrie consentite);
- rifiuti speciali (non pericolosi) assimilabili agli urbani (in misura almeno del 50% delle volumetrie consentite);
la Regione Lazio, con decreto del Commissario Delegato per l’emergenza ambientale, n. 23 del 22 febbraio 2007, autorizzava la MAD s.r.l. a realizzare in località Cerreto:
- una linea tecnologica per il trattamento del percolato prodotto dall’attività della discarica;
- una linea tecnologica per la produzione di energia elettrica da Biogas. Il progetto per il trattamento del Biogas prevede un impianto di 5 gruppi elettrogeni, ciascuno di potenza termica di combustione pari a 0,950 Mwh per un totale di 4,75 Mwh;

la MAD S.r.l. il 20 giugno 2008 depositava presso l’Area VIA (Valutazione Impatto Ambientale) della Regione Lazio nonchè presso la Provincia di Frosinone e il Comune di Roccasecca il progetto per la realizzazione nella località Cerreto del nuovo bacino di abbancamento rifiuti (denominato BACINO IV) costituito da n. 4 lotti di potenzialità complessiva pari a 933.333 mc. con un volume utile netto di circa 840.000 mc.;

il Direttore del Dipartimento Territorio della Regione Lazio, su proposta dell’Area Rifiuti, disponeva con propria determinazione n. 1990 del 7 aprile 2010 - pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 7.5.2010 -, la riclassificazione della discarica di Cerreto “come discarica per rifiuti misti non pericolosi con elevato contenuto sia di rifiuti organici o biodegradabili che di rifiuti inorganici con recupero di biogas;

presso l’inceneritore di San Vittore del Lazio è stato rinvenuto materiale radioattivo proveniente dall’impianto di Colfelice, così come affermato dall’ARPALAZIO - Sezione di Frosinone - nella nota n. 0025546 del 9.4.2010 indirizzata all’Assessore all’Ambiente della Provincia di Frosinone. Al fine di verificare la presenza di materiale radioattivo conferito all’impianto di Colfelice, la Regione Lazio, con determinazione dirigenziale n. C1628 del 15.7.2010 ha autorizzato la S.A.F. S.p.A. a dotarsi di un contatore geiger;

il materiale radioattivo all’interno dell’impianto rappresenta un ulteriore rischio per la salute dei cittadini, ai quali non potrà mai essere assicurata la completa neutralizzazione delle sostanze contaminate; 

attualmente, nella discarica di Cerreto del Comune di Roccasecca i rifiuti depositati possono essere quantificati nella misura di 2.000.000 di tonnellate e che le volumetrie autorizzate sono circa 3.000.000 di m.c.. In data 24 giugno 2008, il Commissario Delegato per l’emergenza ambientale, nella persona del Presidente della Giunta Regionale del Lazio, ha decretato la chiusura della fase emergenziale in ordine alla crisi socio-economico-ambientale nel settore dei rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi, dichiarata con D.P.C.M. del 19.2.1999 e s.m.i.;

è necessario riavviare le procedure relative alla gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti, secondo quanto previsto dagli articoli 197, 198 e 199 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 - Parte IV - Norme in materia di gestione dei rifiuti - restituendo così le competenze, l’autonomia e la dignità agli enti pubblici ed agli altri soggetti interessati a partecipare ai percorsi decisionali;

- i previsti ulteriori potenziamenti dell’impianto di Colfelice ed ampliamenti della discarica in località Cerreto del Comune di Roccasecca, da realizzarsi in contiguità con gli invasi già esistenti causerebbero condizioni di invivibilità alle popolazioni residenti nei Comuni di Arce, Ceprano, Colfelice, Falvaterra, Pontecorvo, Roccasecca e San Giovanni Incarico ed all’intera area della Riserva Naturale delle Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico;

il degrado sociale, ambientale ed economico, nelle popolose località di “San Vito” e “Cerreto” del Comune di Roccasecca, di “San Cataldo” del Comune di San Giovanni Incarico, di alcune frazioni dei Comuni di Arce, Colfelice e Pontecorvo, ha ormai raggiunto livelli preoccupanti per quanto riguarda la salubrità dell’aria e la qualità della vita a causa delle forti e costanti esalazioni maleodoranti provenienti dall’impianto di discarica e dall’impianto di preselezione e compostaggio di Colfelice e l’emissione di sostanze maleodoranti provenienti dai suddetti impianti e l’alta concentrazione di altri inquinanti di composti organici e di prodotti gassosi sono all’origine dei forti disagi da sempre lamentati dai residenti della zona; 

le nocive e continue esalazioni influiscono negativamente sullo stato psico-fisico della persona e su i suoi comportamenti. Quando ciò accade si viola il diritto alla salute (Art. 32 della Costituzione). Al riguardo la sentenza del 5 novembre 2004 del Tribunale di Mantova - II Sezione - così recita: “diritto alla salute da intendersi come stato di benessere psico-fisico la cui lesione viene determinata da ogni immissione idonea a provocare stress, esasperazione e tensione psicologica anche a prescindere dalla prova dell’esistenza di patologie”;
i forti disagi che centinaia di famiglie del comprensorio lamentano e denunciano da anni alle autorità civili e giudiziarie scaturiscono soprattutto dalla totale mancanza di programmazione e dalla completa inadeguatezza degli interventi finora messi in campo dalle istituzioni pubbliche per governare tutti i problemi legati allo smaltimento dei rifiuti; 

il sito di Cerreto, prescelto per il deposito dei rifiuti, è stato precedentemente sede di attività estrattiva che ha completamente modificato l’assetto morfologico originario della zona in questione e, pertanto, i vari interventi di abbancamento dei rifiuti hanno ormai colmato definitivamente le cavità prodotte dall’attività estrattiva; 

se i Ministri interrogati siano a conoscenza della grave situazione ambientale in cui versa il Cassinate e quali iniziative urgenti intendano mettere in campo i Ministri interrogati affinché si verifichi la reale conformità alla Legge degli impianti di trattamento dei rifiuti  di Cerreto e Colfelice e l’opportunità di un loro ampliamento in un’area così popolata e fragile da un punto di vista idrogeologico. Se non sia poi necessario attuare tutte le azioni necessarie, anche tramite le strutture specializzate del Ministero dell’Ambiente, per mitigare i tremendi odori che si sprigionano dagli impianti. Inoltre se il Ministero della Salute non ritenga infine necessario effettuare i corretti rilievi epidemiologici per verificare l’effetto sulla salute umana della vicinanza a tali impianti di trattamento rifiuti.


Ermete Realacci
Roma, 22 febbraio 2011 
TAG:  RIFITUI  IMPIANTI  COLFELICE  ROCCASECCA  INTERROGAZIONE PARLAMENTARE  FROSINONE 

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