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contributo inviato da team_realacci il 1 marzo 2011
La scure sulle rinnovabili, che il decreto legislativo in discussione in queste ore rischia di bloccare tagliando fuori l’Italia da un settore strategico, spacca il governo. Per il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo “questo settore dà lavoro a decine di migliaia di addetti, rappresenta una scommessa sul futuro che l’Italia non può perdere”. Per il coordinatore nazionale di Fli Roberto Menia “si resta veramente perplessi nel constatare che l’attuale governo, lento e affaticato su tutti gli argomenti più scottanti,spinga sull’acceleratore e si attivi a colpi di accetta per colpire un settore oggi strategico come quello delle energie rinnovabili”. Per il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, invece, bisogna interrompere un meccanismo di incentivazione all’energia rinnovabile che «tra il 2009 e il 2010 è costato 20 miliardi di euro agli italiani». Un’affermazione alla quale è stata opposta una replica piuttosto decisa da parte di Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd: ”Il ministro Romani mente sapendo di mentire se afferma che gli incentivi alle rinnovabili sono costati agli italiani 20 miliardi di euro tra il 2009 e il 2010. E’ vero piuttosto che negli ultimi 20 anni, attraverso il Cip 6, sono stati dati più di 40 miliardi alle false rinnovabili come gli scarti di lavorazione dei processi di raffinazione del petrolio”. E’ un punto determinante: il blitz tentato dal ministro dello Sviluppo Economico, ignorando in modo totale quanto è stato elaborato in  proposito dal Parlamento nelle ultime settimane, si basa su numeri falsi?

Fonte: blog Eco-Logiga di Antonio Cianciullo
Autore: Antonio Cianciullo
1° marzo 2011
TAG:  RINNOVABILI  TAGLI  INCENTIVI  DECRETO  GOVERNO  ROMANI  REPLICA  REALACCI  PRESTIGIACOMO  LA REPUBBLICA  ANTONIO CIANCIULLO 

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