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contributo inviato da MarcoBorciani il 28 febbraio 2011

Per coloro che sabato scorso abbiano guardato “Che tempo che fa”, il programma di Fabio Fazio, sarà stato palese, immagino, lo stridore tra la considerazione fatta dal Dott. Gratteri (PM di Reggio Calabria) e quella fatta dal premier poche ore prima e che aveva, ovviamente, richiamato l’attenzione di tutti i principali organi di informazione. Per chiarezza faccio riferimento alle due considerazioni fatte in merito alla scuola. Lo stridore è, evidentemente, per la palese contrapposizione tra i due pensieri espressi.

Mentre l’uno, il premier, nel pomeriggio si è affannato a dire che la “scuola pubblica non educa”, l’altro, il Dott. Gratteri, ha espresso l’idea che la scuola possa essere un primo grande mezzo per combattere la criminalità organizzata. Visto che il primo dei due pensieri si esplica da solo, tenterò di chiarire il secondo: il PM reggino ha espresso l’idea che, premessa la difficoltà di ravvedimento da parte di quanti sono nati e cresciuti in un’ottica malavitosa, uno strumento efficace per combattere la criminalità organizzata può essere proprio la scuola. La scuola nella sua capacità di insegnare valori, di negarne gli opposti, di aprire le menti alla realtà quotidiana per esaltarne le positività e confutarne criticità e avversità: insomma, parafrasando gli antichi romani, la scuola come “magistra vitae”.
Allora, se di fronte a un Magistrato e alla sua convinzione, alla sua fiducia e alla sua speranza verso la scuola, si pone l’idea che il responsabile “più alto in grado” della scuola stessa, il Presidente del Consiglio, cioè il capo del Ministro dell’Istruzione, non creda lui per primo nella scuola, si entra in un evidente contraddizione in termini, in una di quelle casistiche tutte italiane per cui, per dirla con la saggezza popolare, si sputa nel piatto in cui si mangia.
Come ci si deve, dunque, atteggiare? Quale può essere la fiducia nella scuola dei genitori che vi mandano i propri figli? Come possiamo pensare che siano motivati gli insegnanti e tutti coloro che lavorano nella scuola e per la scuola? Quale tipo di messaggio passa da un premier che si permette di dire certe cose?
No! Ancora una volta, il premier ha perso l’occasione per tacere, non perdendo quella di dimostrare la propria personale miopia, che è la stessa di tutta la sua compagine di governo! Una miopia che dimostra il perché non investano nella scuola pubblica, ma anzi la danneggino ogni volta che ne parlano. Quel che è peggio, purtroppo, è che questa ottusità mentale ricade su noi cittadini e, nello specifico, sugli studenti dell’oggi e su quelli del domani: anziché alimentare la fiducia e la speranza in loro, gli si tagliano le gambe deliberatamente. Di ben altro ha bisogno questo Paese che non di questo governuncolo! Abbiamo bisogno di iniezioni di fiducia e parole di speranza, come quelle del Dott. Gratteri! Grazie a lui e a quanti ancora sperano convintamente nella nostra scuola pubblica!

ps: ecco alcune reazioni: http://www.repubblica.it/scuola/2011/02/28/news/scuola_pubblica_l_ora_delle_polemiche_pd_miliardi_di_tagli_volete_farla_morire-13005877/?ref=HREA-1 . Mi fa molto piacere, al di là dei distinguo scuola pubblica - scuola privata che si potrebbero fare, che anche una voce autorevole come quella del Card. Bagnasco si sia espressa su una materia tanto delicata e importante: scuola è futuro! Investire sulla scuola non può essere mai un errore!

TAG:  BERLUSCONI  FIDUCIA  FUTURO  SCUOLA  GIOVANI  SPERANZA  GRATTERI  BAGNASCO 
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