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contributo inviato da Achille_Passoni il 28 febbraio 2011


La presentazione a Firenze del disegno di legge contro la precarietà prevista per sabato scorso è saltata a causa del voto sul milleproroghe, ma vi segnalo il mio articolo pubblicato sull'Unità di Firenze in cui spiego di cosa avremmo parlato al convegno. Buona lettura!

"Nel contesto politico in cui ci troviamo, è diventato difficile parlare dei problemi reali dei cittadini nel nostro Paese. Eppure è sempre più necessario. E’ necessario perché gli italiani chiedono con forza un’alternativa credibile a un Governo che non governa, a un Presidente del Consiglio che non ha evidentemente il tempo di occuparsi del Paese perché troppo impegnato in attività di ben altro tipo. Eppure, stiamo attraversando una crisi che continua a flagellare il mondo del lavoro, ad accanirsi contro le fasce più esposte della popolazione come i giovani alla ricerca di un primo impiego, i precari, le donne".

continua
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commento di Giuseppe Ardizzone inviato il 28 febbraio 2011
(continua3)
.Nel caso di necessaria mobilità territoriale deve essere previsto a carico del Fondo di gestione il rimborso delle spese di trasloco familiare e un contributo per i primi 5 anni di affitto pari alla differenza fra l’affitto pagato dal nucleo familiare nella città di provenienza e quello pagato nella città di arrivo.
c) Il progetto di licenziamento economico e di ricollocamento deve riguardare sia il settore privato che quello pubblico. Le professionalità, a seconda del bisogno, potranno pertanto passare indifferentemente fra i due settori senza alcuna preclusione da parte del lavoratore. A tal fine va chiarito che il finanziamento della struttura/agenzia di ricollocamento va finanziata con disponibilità messe a disposizione sia delle imprese,dello Stato e dei lavoratori pubblici e privati.Le imprese, nel periodo di utilizzo del licenziamento economico, avranno l’onere di un maggior contributo ( da definire) in relazione ai lavoratori oggetto di esubero non ancora ricollocati.
d) il lavoratore non potrà rinunciare all’offerta di lavoro presentatagli pena l’esclusione dal progetto di ricollocamento e l’interruzione di qualunque remunerazione.
e) Queste misure devono essere accompagnate dall'introduzione del contratto di lavoro unico prevista dai disegni di legge Ichino e altri e dalla riduzione drastica della possibilità di ricorso delle aziende al lavoro precario ( con l'innalzamento del costo dello stesso in modo da renderlo non conveniente rispetto all'ordinario
f) il lavoratore deve continuare a godere del versamento dei contributi e dell’utilizzo della struttura sanitaria di base
g) Durante questo periodo il lavoratore ,pena esclusione dal programma, oltre ad essere pienamente disponibile ai percorsi di formazione aggiuntiva previsti e/o necessari per il suo ricollocamento, dovrà essere disponibile alla prestazione
commento di Giuseppe Ardizzone inviato il 28 febbraio 2011
(continua)
E’ necessario pertanto porsi il problema, con l’accordo delle forze sindacali, di liberarci dalla rigidità del lavoro offrendo la necessaria flessibilità a patto che il ricollocamento dei lavoratori avvenga con l’assunzione di responsabilità di tutti: imprese e collettività .
Bisogna che sia data all’impresa pubblica e privata la possibilità del licenziamento economico ma altresì che venga garantito al lavoratore in esubero e/o licenziato un percorso di reinserimento.
E’ valida l’ipotesi della costituzione di un contratto di ricollocamento in cui il lavoratore venga assunto da una struttura/agenzia con lo scopo di dargli una formazione aggiuntiva e seguirlo nel reinserimento lavorativo,. Questo progetto descritto dal Prof Ichino nel programma Flexsecurity --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Bisognerà tuttavia specificare alcuni punti proprio per evitare l’insuccesso della proposta di fronte al giusto possibile risentimento del lavoratore che vede la possibilità di essere privato del frutto della propria crescita professionale,della propria stabilità e delle proprie prospettive:
a)Il lavoratore ricollocato deve poter mantenere l’equivalente del proprio inquadramento contrattuale nella nuova situazione lavorativa con l’eventuale riduzione motivata di un solo livello di carriera .
b) Nel caso in cui il lavoratore dopo i quattro anni di contratto di ricollocamento non sia ancora riuscito a trovare un’occupazione deve essere previsto il suo mantenimento nella struttura di reinserimento con il vincolo da parte delle associazioni imprenditoriali e dell’amministrazione pubblica alla prelazione di questi lavoratori rispetto a qualunque nuova assunzione di personale sul territorio nazionale .Nel caso di necessaria mobilità territoriale deve essere previsto a carico del Fondo di gestione il rimborso delle spese di trasloco familiare e un contributo per i primi
commento di Giuseppe Ardizzone inviato il 28 febbraio 2011
riporto qui di seguito alcuni punti sul tema del precariato tratti da un documento sulle poblematiche del lavoro il cui dibattito è in corso nel circolo "Libertà è partecipazione" all'indirizzo http://circolopd.ning.com

"Il sistema ha ottenuto progressivamente la necessaria flessibilità della risorsa lavoro attraverso un utilizzo abnorme del lavoro precario con un risvolto sociale pesante costituito dal fatto che la precarietà colpisce in particolare le nuove generazioni, sia in termini di sicurezza, che di reddito, che di progettualità ( anche la possibile pensione finale è enormemente penalizzata)-
Tale contraddizione risulta infatti ancora più insostenibile non solo per la disparità di garanzie ma anche per l’aspetto generazionale che ha assunto. Le difficoltà d’inserimento dei nostri giovani nell’attività produttiva avviene con eccessiva lentezza e in condizioni di assolutà precarietà.........................................................................................................................................in tal senso riteniamo che il progetto di Flexsecurity (1) del prof. Ichino, insieme agli altri disegni di legge presentati dal PD sulle limitazioni all’utilizzo del lavoro precario ed alla sua disincentivazione, dia una prima risposta importante al problema tentando di rompere l’immobilismo che impedisce qualsiasi soluzione . Non riteniamo sufficiente, come già detto, la politica dei disincentivi che comunque condividiamo. Ad integrazione e modifica richiediamo che il mondo delle imprese elimini l’uso anomalo e abnorme dei contratti di lavoro precario (2)accettando la riduzione e la modifica degli stessi ( introduzione del contratto unico d’ingresso come previsto dal disegno di legge Nerozzi con un solo anno di prova) e riducendo il periodo di apprendistato .
E’ necessario pertanto porsi il problema, con l’accordo delle forze sindacali, di liberarci dalla rigidità del lavoro offrendo la necessaria flessibilità a patto che il rico
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4 marzo 2010
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