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contributo inviato da galfra il 28 febbraio 2011

La posizione della Chiesa è sempre negoziabile e B ha lanciato un amo interessante, l’attacco alla scuola pubblica che prelude a finanziamenti alla scuola privata. In Italia scuola privata non vuol dire Mit, Oxford, Ecole Supèrieure, ecc, bensì scuola confessionale.

Inoltre la Chiesa non vuole perdere il privilegio dell’esenzione irpef e imu sugli esercizi commerciali.

 

In generale B in questo periodo è munifico, con i soldi nostri, con chiunque si metta dalla sua parte. In fondo Chiesa e Lega hanno la stessa strategia.

 

La Chiesa delle gerachie ecclesistiche non è fatta di pastori, ma di businessman e grandi elemosinieri.
Il distacco con molte parrocchie, centri culturali, enti religiosi di soccorso, missioni, ormai è palese, sono due cose distinte, sono due chiese, una reale, l’altra, quella della fede, virtuale.
L’emblema del businessman è Sepe, del grande elemosinere è Fisichella.
Gli altri gerarchi ed il Vaticano sono fatti a loro immagine e somiglianza.
Il Cristianesimo è altra cosa da ciò, il Vaticano non più la sede del Cristianesimo anzi spesso è l’antitesi, il Cristianesimo si è spostato interamente tra la gente, molti parroci, missionari, ecc ed è ormai acefalo.

Eppoi c'è Cepu ed altre scuole di suoi amici, e poi chissà forse B vuole entrare nel business della formazione per incrementare i profitti tassati al 12% della premiata ditta Marina & Silvio, sede Palazzo Chigi.

 

 

TAG:  SCUOLA E UNIVERSITÀ 

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commento di galfra inviato il 28 febbraio 2011
Mercato del lavoro in difficoltà
Dal sondaggio Confesercenti-Ispo emerge ancora la crisi del mercato del lavoro. Il 95% del campione continua a dichiararsi allarmato (un anno fa era il 92%) e di essi lo sono «molto» coloro che non hanno lavoro o subiscono la cassa integrazione. Anzi con il 100% i disoccupati esprimono tutta la loro mancanza di speranza che impedisce di intravedere la fine del tunnel. Nella classifica dei preoccupati seguono con il 97% impiegati e insegnanti e con il 94% i lavoratori dipendenti con qualifiche meno elevate. Un altro tema dolente della crisi è l'accesso ai prestiti, mitigato in parte dalle intese sulla moratoria dei debiti delle imprese, prolungata proprio nei giorni scorsi. Le difficoltà di ottenere prestiti però ci sono: la pensa così il 52% degli italiani (un punto sopra il dato di un anno fa, ma era il 60% a settembre 2010).

il 93% degli italiani sono insoddisfatti. Anche gli insegnanti! come si permettono, Ghedini provvederà!
commento di galfra inviato il 28 febbraio 2011
Università per ricchi ecco la formula della radical chic Gelmini
Università per ricchi ecco la formula di un donna vincente, laureata per il rotto della cuffia a Catanzaro, che inventa il dottorato senza remunerazione il che significa che solo i ricchi potranno diventare docenti!!
Solo gli amici di B&B, inclusi Trota e Ruby
commento di galfra inviato il 28 febbraio 2011
A fronte del grande cambiamento del governo Usa che non parla più di guerre per imporre la democrazia, nonché le proprie imprese petrolifere, bensì di collaborazione e aiuto crescente e graduato in funzione dello sviluppo degli avvenimenti per favorire chi vuole cacciare i tiranni e i governi ad personam, l’Italia svolge un ruolo di retrovia. Siamo una grande potenza affacciata sul Mediterraneo e con vista corta provochiamo solo allarmismi e non cerchiamo di prefigurarci dei paesi nell’altra sponda che siano democratici, similmente alla Turchia, e i vantaggi che ciò comporterebbe. Ci fu lo stesso atteggiamento della Lega e di Forza Italia all’atto dell’avvicinamento all’Europa da parte dei paesi dell’est; i due partiti persero di vista che ciò significava il definitivo allontanamento da nostalgie comuniste e dal tentativo della Russia di riaffermare il suo dominio sotto altre forme, sempre coercitive, ma meno evidenti, come poi invece fece con Ucraina e Asia centrale.
Sguardo corto che va bene per un paese minore, ma l’Italia non è un paese minore!
D’altronde visione lunga e cultura vanno di pari passo. Non ci si può aspettare nulla di più da chi coltiva il proprio particolare, disprezza CULTURA ed INSEGNAMENTO e non si sforzi di guardare il contesto, ma neppure gli interessa.
Siamo già screditati in Europa per i troppi scandali,per i conflitti istituzionali, per la corruzione crescente ed in più ci presentiamo con questa vista corta, senza proposte, ma solo come bambini spaventati che cercano l’aiuto dell’adulto, e tuttavia ci aspettiamo soccorso. Quelli che ci rappresentano nei contesti internazionali sono solo degli opportunisti, nonché dei polli!
Fecero terrorismo anche con l'introduzione dell'euro. Cosa saremmo con i Balcani appena pacificati,m.o e sud Mediterraneo in ebollizione e crisi economica senza l'euro?
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