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contributo inviato da Stefano51 il 19 agosto 2011

I titoli di coda che non arrivano mai e tutti, ormai tutti, ad aspettare l’alba del giorno dopo. Si vive così in Italia, si continua a lavorare ma si spegne l’entusiasmo perché non si ha più fiducia. In un premier compromesso da se stesso, dalla sua totale assenza di senso dello Stato, dalle sue affabulazioni sempre più contorte e casuali, dalle sue favole che hanno perso il fascino di quel miracolo italiano che va promettendo da 17 anni e che non è mai arrivato perché lui per primo non ci ha mai creduto.
 
 La rete, la tv ci fanno affacciare giornalmente nel mondo degli altri, a scoprire che i problemi altrove vengono risolti normalmente. Dalle beghe giudiziarie a quelle sindacali, dai diritti per la scuola a quelli per un lavoro decoroso e giustamente remunerato, fino alla casa e alla salute. L’Italia che non c’è più da noi la troviamo altrove, i nostri sogni parlano tedesco, danese, da qualche tempo perfino africano. Vorremmo una vita quotidiana fatta di normalità, di sorrisi spensierati, di fatica e di riposo col pensiero che domani potrà andare meglio, perché l’Italia è una squadra.
 
Invece siamo schierati gli uni contro gli altri, i furbi contro gli onesti, il lavoro autonomo contro quello dipendente, i giovani contro gli anziani. Berlusconi ha voluto dividerci  con il denaro e ha scelto di stare, da sempre, con chi il denaro ce l’aveva già. Ha sprangato l’ascensore sociale e ha aperto il casting per le sue badanti, e noi tutti dietro, per diciassette anni.
 
Basta. E’ così semplice dirlo, ma è tanto semplice anche farlo se vogliamo. Non voglio veder spegnere il sorriso nei nostri ragazzi, voglio che abbiano fame di futuro come ce l’avevamo noi, nel 68. Voglio sentire il mio paese come una sola grande famiglia, con parenti simpatici e antipatici, ma condivisori tutti di uno stesso destino. E Berlusconi questo non può, non vuole darmelo, per questo se ne deve andare. Presto. Prepariamoci a scendere tutti in piazza e non per un giorno solo ma fino a quando non saremo diventati i nostri sogni. Tutti a Roma il 10 settembre.
 
 
Stefano Olivieri
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commento di pasquino50 inviato il 23 agosto 2011
"....ci porti un minimo di incazzatura civile utile a far pensare al male minore ai nostri privilegiati angeli custodi del tempio della democrazia."

L'incazzatura civile c'è manca l'azione individuale che sfoci nella "massa", per rinunciare al ventre molle della vacca che non partorisce più vitelli sacrificali ma orridi aborti.
la "bestia" malata risulta inguaribile anche con largo spreco di "medicina ad hoc" e di "mandriani veterinari".
Si consiglia l'abbattimento per una buona stagione di ritorno all'essere "vegetariani".....o pecore o lupi, e se lupi....che il branco si formi a dispetto dei cani da guardia. Una società in deliquio non può essere "democratica".
Riot
commento di versoest inviato il 22 agosto 2011
I problemi concreti, quelli della gente, difficilmente si risolvono rincorrendo dietrologie prefiguranti manovratori nascosti in castelli tecnologici, anche se l'immaginario li preferisce gotici e puntuti, che manipolano maggioranze e opposizioni. Negli Stati Uniti gli "Sponsor" (lobby) sono legali e controllano senatori Repubblicani e Democratici influenzando addirittura il Presidente, da noi l'ipocrisia del finanziamento pubblico li costringe nell'ombra salvo divenire visibilissimi al momento delle finanziarie e dei relativi emendamenti. Certamente è difficile per i politici di lunga navigazione e di poca passione resistere alle lusinghe preferendo l'equità alle convenienze. L'ondata di calore che in questi giorni ci affligge viene dal Nord Africa chissà che oltre alle alte temperature non ci porti un minimo di incazzatura civile utile a far pensare al male minore ai nostri privilegiati angeli custodi del tempio della democrazia.
commento di seamusbl inviato il 20 agosto 2011
"Prepariamoci a scendere tutti in piazza e non per un giorno solo ma fino a"

comrade Stefano non credo che la passeggiata a Roma sia molto utile se permangono vari equivoci e se si resta nel sentimentalismo.
Per quanto dura e insostenibile sia la realta' occorre definire dei punti concreti e interrogarsi sul destino del PD come partito popolare.

La generazione del 68 che a suo modo si fece portavoce dei cambiamenti che il grande sviluppo del capitalismo determinava facilmente venne pero' manovrata e a partire dagli anni 70 divenne complice della virata verso la frode intellettuale del market fundamentalism e del dominio assoluto dell'elite finanziaria. E' per molti aspetti una generazione fallita.

mother fucker Silvio e' una pedina secondaria nel cammino verso l'esito a cui si e' giunti, il suo peronismo fallimentare e pusillanime non ha inciso molto. L'illusione che l'eliminazione di mother fucker Silvio rappresenti il rimedio e' la classica manipolazione e distrazione inscenata dall'elite.
Occorre concentrarsi di piu' su alcuni problemi veri e sulla natura del PD e a chi e' subordinato. Uno dei problemi e' a quali condizioni puo' sopravvivere l'europa.
Il tempo degli slogan dovrebbe essere chiuso.
commento di versoest inviato il 20 agosto 2011
Caro Stefano, il Partito Democratico, la cui Storia è così breve che non può ritenersi, in quanto tale, complice degli interessi privati del Potere, discorso diverso riguarda le singole persone del gruppo dirigente per le quali pretendiamo la sterilizzazione e la vaccinazione da ogni forma di condivisione con la tradizione di corruttela e trasformismo caratteristica della nostra italietta, il Partito Democratico, dicevo, si ritroverà a gestire i peggiori scenari dal dopoguerra. Il degenerato sistema di potere inventato da Berlusconi, dell'Utri e degni complici ha dimostrato di fare leva sul peggiore senso civile degli italiani, sarà arduo attuare la necessaria Rivoluzione Civile necessaria per riportare l'Italia nell'ambito del sistema di civiltà Europeo. Questo compito difficilissimo non potrà essere compiuto senza una necessaria condivisione di responsabilità con quella parte dell'Italia che ha creduto nella rivoluzione liberale, abilmente propagandata, ma mai attuata, per evidenti incompatibilità monopolistiche dello stesso promotore massimo.
Dire basta è giusto e necessario, ma non indolore. Il segretario Bersani si troverà a gestire una pulizia interna, non solo utile, ma vitale, che significa perdita di rendite elettorali di scambio, rinuncia a imporre la politica nell'Amministrazione pubblica, trasparenza della gestione di ogni aspetto dei rapporti con i Cittadini di diritto e non di questua. Tutto ciò mentre è necessario tracciare una rotta che identifichi il Partito come alternativo al marciume Berlusconiano e non un balbettante intento di non rompere un vaso di coccio al cui interno sono in azione i demolitori.
DIFFICILE, MOLTO DIFFICILE
commento di rebyjaco inviato il 19 agosto 2011
Condivido pienamente quello che affermi, manca la parte che corrisponde al Partito democratico. Il Partito che da decenni, ha collaborato attivamente alla costituzione di questa Dittatura Politica che sta soffocando il Paese Italia. Alcuni giorni addietro, ho letto l'intervista concessa da Berlinguer, a Eugenio Scalfari nel 1981. Bada bene, 1981. Gia allora, Berlinguer, denunciava la trasformazione del sistema politico Italiano in una vera e propria dittatura. Sono convinto che, se non avesse avuto il ""buon gusto"" di morire, qualcuno, dei dirigenti attuali, l'avrebbe ""spinto"" fuori dal gioco.
Non si può più accettare che, individui come Dalema, Veltroni e Fassino, con le loro ""cosche"" (che loro chiamano pomposamente ""correnti"") continuino a spadroneggiare indisturbati al comando della Segreteria, grazie alle tessere procuratesi sul ""mercato"". Sono LORO, quelli che da DECENNI impongono i loro capricci, che impediscono il rinnovarsi della classe politica interna, che determinano chi deve diventare "qualcuno", come quel Boccia sconfitto e risconfitto da Vendola e che ancora Dalema vorrebbe magari ricandidare a qualcosa. NESSUNO, salvo i parassiti e la mucillaggine politica che vive di questi veri e propri ""Potentati"" politici intoccabili, li sopporta. Il Partito, ha perso voti anche alle ultime elezioni, ha finto di aver vinto, (come sanno fare benissimo) grazie ai Chiamparino (che ha servito il piatto pronto a Fassino, o a Pisapia, candidato avverso al solito ""tumore maligno"" di nome Dalema, per non parlare di De Magistris, avversato dalla "Nomenklatura" tutta. Man mano che che noi anziani, andiamo scomparendo, diminuiranno i voti ""fedeli"" che meglio definirei come i voti del ""Gregge sciocco"" che per mancanza di alternative e/o capacità proprie, continua a votare per abitudine, come pure quello di Berlusconi o Lega, purtroppo.
Se si vuole un VERO cambiamento, va rinnovata la NOSTRA dirigenza. NON SE NE ANDRANNO da soli, ci faranno perdere elezi
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11 febbraio 2008
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