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contributo inviato da nino55 il 24 febbraio 2011

 Una nazione che non conosce i propri limiti, alla fine non solo perde la propria identità ma il suo popolo perde anche ogni orientamento ed ogni certezza.E’ ciò che sta accadendo agli italiani.

Le altre nazioni,Germania in testa non solo hanno molto meno deficit, ma riescono a far coesistere le vecchie tradizioni con le nuove esigenze, riescono a far coesistere( e lo fanno da decenni) altre razze integrate al loro sistema costituzionale ed economico, consolidando l’idea di popoli muti etnici, proprio in Germania, la terra dei genocidi.

Mentre nella nostra Italietta,a causa dell’ultimo boom(economico) degli sessanta/settanta etc. le nostre menti eccelse, cosa hanno fatto ? Su un territorio che ha i suoi limiti, di conformazione,hanno permesso l’edificazione selvaggia, hanno permesso alla grande industria di fare razzia,depauperando e  sfregiando intere comunità, mentre invece andavano curate ed assistite le piccole imprese, nel settore artigianale, turistico, edile, e poi nel settore agricolo, ciò che ha rappresentato il miglior MADE IN ITALY, e che permettavano attraverso la loro collocazione e la loro attività il rispetto dell'ambiente ed invece no,

questo terziario che doveva servire a dare respiro alla nostra economia non è stato per niente sostenuto, valorizzato,con il risultato che la disoccupazione cresce, i giovani emigrano peggio ancora di quando si partiva con la valigia di cartone, e noi rimaniamo a pensare, forse arriverà un signore con la lampada di Aladino che soddisferà i nostri desideri, cioè quel signore che oggi si chiama Berlusconi, o magari un giorno si chiamerà “testa di c……”.

Si è realizzata una società con una generazione che possiede un indice di titoli e di specializzazioni  che non sa cosa farsene, perché l’offerta è troppo elevata rispetto alla richiesta. Ci sono sproporzioni che mettono in discussione tutti e tutto a discapito di enormi ritardi e di carrozzoni che arrecano danni economici, e la popolazione rimane inattiva.

Credo che tuttavia, una soluzione esista ed è quella che alcuni paesi nordici stanno adottando, cioè la valorizzazione delle proprie culture, del proprio sapere , del proprio territorio e delle proprie tradizioni, senza bisogno di indebitamenti o peggio ancora di ulteriori sprechi.

Così, pòssono coesistere la tecnologia e la chimica applicata all'agricoltura in piccola e media scala,

può coesistere una valorizzazione dei beni culturali integrata nelle realtà turistiche meridionali;

può coesistere un settore manufatturiero che libero dal peso  tributario potrà aspirare a competere anche con i prodotti economici.

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commenti a questo articolo 0
commento di nino55 inviato il 28 febbraio 2011
Sinceramente se fossi al posto dei dirigenti del csx, per la coscienza sociale e civile farei molto di più; a confronto quei ministri svedesi che invece di recarsi al loro lavoro in auto scelgono le bici, cosa sono marziani?Ecco se inizi, anche nei piccoli esempi, a dare una idea rassicurante e protettiva dei valori del vivere comune,alla fine non puoi che avere un buon feeling con l'elettorato.Se poi proponi anche delle politiche sociali a costo zero e funzionali, sei sulla buona strada per far crescere il consenso.
commento di delega inviato il 27 febbraio 2011
Il dramma è, caro Nino, che con i fatti accaduti nel nord africa ultimamente, l' italia dimostra non solo di essere lontana anni luce dai paesi del nord europa, ma in fatto di coscienza sociale e civile, cominciano a darci dei punti anche i tanto vituperati paesi islamici.Svegliamoci!
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