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contributo inviato da xpress il 18 febbraio 2011

L’intervista di Pier Luigi Bersani su La Padania nella quale si invitava Bossi a mollare Berlusconi in cambio dell’intesa sul federalismo è stata letta in modo contrastante all’interno della sinistra. Da una parte chi l'ha considerata una mossa all'insegna del sano realismo politico, dall’altra chi l'ha definita un errore pacchiano. Nella migliore delle ipotesi una leggerezza evitabile, o per dirla con Furio Colombo, giornalista, scrittore e attuale deputato del Partito Democratico, un’ uscita "azzardata e inutile”, anche se per certi versi "comprensibile". Per l'ex direttore dell'Unità è stata come la mossa di una partita a scacchi dove il giocatore più intraprendente cerca di sorprendere alleati e avversari. Solo che in questi casi "è fondamentale la mossa successiva, quella vincente", lo scacco matto: altrimenti si rischia la brutta figura.

Direttore, quello del leader Pd è stato dunque un errore senza giustificazioni?

“Capisco la buona volontà che ha animato Bersani, comprendo l’intento del segretario di partito di dividere gli avversari e unire un fronte politico più largo, per fare almeno alcune cose essenziali nella legislatura. Mi meraviglio però dell’illusione che ha guidato il segretario, essendo un progetto destinato - come già si vede - a non riuscire. Capisco l’intenzione, ma buttarsi nel vuoto in questo modo risulta un errore, e non capisco come l’interessato non se ne sia accorto”.

Non per nulla Umberto Bossi, chiamato al chiarimento dal premier, ha già manifestato per ora la sua fedeltà alla compagine di governo (pur con i dovuti distinguo).

“Certo. In questi casi ci si dimentica che possono esserci molte cose in gioco. Bersani ha agito con semplicità ed onestà, ma questi sono valori che non appartengono al momento politico che stiamo vivendo. Si è comportato come se si trattasse del partito A piuttosto che del partito B, quando invece in certe alleanze esistono legami profondi che non sono solo di carattere sentimentale o ideologico. Per tale motivo, aver agito pensando che si potesse dissolvere tutto e ricomporlo, mi è sembrato un agire semplice, troppo semplice, per il segretario di un grande partito di opposizione”.

Quindi in quella famosa partita a scacchi cui lei accennava sui media non è riuscito lo scacco matto.

“Esatto: allo stato attuale non è riuscita la seconda mossa”.

A giudicare dai blog presenti in Rete il popolo del Pd si è diviso tra quelli che hanno compreso la mossa del segretario e quelli che hanno parlato di brutta figura. Lei la vede sotto questo aspetto o crede sia stato un tentativo, tutto sommato perdonabile, di dare un’ulteriore spallata al "Caimano" Berlusconi?

“Il mio pensiero l’ho espresso, anche se non vedo ragioni di eccedere nella condanna. Ha fatto un errore e mi dispiace, capisco le intenzioni con cui l’ha fatto, ma avrei preferito non l’avesse fatto”.

Anche Niki Vendola ha parlato di un brutto errore.

“Sì, ma ripeto: non vedo la ragione di infierire, purtroppo è andata così. Non si doveva fare ma si è fatto, andiamo avanti”.

Riguardo a un eventuale schieramento elettorale in caso di elezioni, a sinistra ci si divide tra chi vedrebbe come ideale un’alleanza tra Idv, Sel e Pd, e chi crede necessario estendere l’alleanza anche ai centristi e al Fli. Lei per quale di queste soluzioni propende?

“Sono scelte che richiedono concretezza, perché la situazione in cui viviamo si evolve di momento in momento. L’oggi non è paragonabile a ieri, e l’ ieri non è paragonabile all’altro ieri. Bisognerà vedere il momento in cui ci verremo a trovare e quanto grave sia la situazione quando si dovrà affrontare il discorso concretamente. Vedere, cioè, cosa fare e con chi. Potrebbe esserci una situazione così grave da imporre di salvare l’immagine e la Costituzione della Repubblica, per poi andare in un secondo tempo ad elezioni. In questo caso credo proprio che non si potrà andare tanto per il sottile e si dovrà agire guardando a una sorta di comitato di liberazione nazionale. Le distinzioni le dovremo fare quindi all’ultimo momento, un momento che però sembra molto vicino”.

Come dire che pur di spodestare Berlusconi si potrebbe tollerare una alleanza all’insegna del “tutti dentro” e arrivare a un governo di transizione con l’incarico di fare una nuova legge elettorale promuovendo, infine, nuove elezioni... poi vinca il migliore?

“Esatto, proprio così”


Notizie Tiscali - Ignazio Dessì

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commento di magnagrecia inviato il 19 febbraio 2011
1. Abbiamo avuto la conferma che Bersani è persona lineare.
2. Nella sua linearità - che è forse un difetto in politica, ma tant'è -, Bersani ha verificato, coerentemente con l'intenzione da lui espressa all'inizio della rottura Berlusconi-Fini, la disponibilità della Lega Nord ad un cambio di alleanza.
3. Ora ci si potrà dedicare ad altre soluzioni, avendo sgombrato il campo dalla questione Lega Nord, a beneficio della chiarezza per tutti, dentro e fuori il PD.
4. E si rafforza, tra le soluzioni alternative, quella della opzione CLN.
5. Tutto sommato, la mossa di Bersani presenta un bilancio positivo.
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