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contributo inviato da pierluigi bersani il 15 febbraio 2011
Intervista de 'La Padania' - Carlo Passera

Giornalisti de la Padania nella sede lombarda del partito Democratico per un`intervista a Pier Luigi Bersani suggerita dallo stesso entourage del segretario Pd: già questa è una notizia... Destinata a far discutere parecchio, poi, con questi chiari di luna e visto il messaggio forte e chiaro recapitato dal leader originario di Bettola (tremila anime nel Piacentino, Lega al 35%) a Umberto Bossi: «Impegno me e il mio partito a portare avanti il processo federalista, dialogando con la Lega. Quali che siano gli sviluppi politici. Guardiamo oltre Berlusconi ma salviamo la prospettiva autonomista.

Perché questa sua presa di posizione?

Intendo prendere anche personalmente un impegno: penso che sia oggi la Lega a tenere attaccata la spina di Berlusconi, ma presto o tardi si arriverà al dunque e il processo federalista va preservato, è una riforma storica, epocale per la democrazia italiana. Credo da sempre che, pur da posizione diverse e anche alternative, ci siano due vere forze autonomiste in questo Paese: il Pd e la Lega. Noi rivendichiamo e vogliamo coltivare, rinnovandola, questa nostra antica tradizione. Abbiamo in testa "l`Italia delle autonomie", l`idea cioè che con la responsabilità diretta dei territori si possa arrivare sia a un livello comune di cittadinanza e di servizi, sia alla possibilità che chi ha una marcia in più possa correre. In questa contingenza noi vediamo dunque con grandissima preoccupazione il fatto che la Lega, vedendo accorciarsi i tempi della legislatura, possa accontentarsi di un Federalismo di bandiera; dall`altro temiamo che Berlusconi, culturalmente e politicamente del tutto disinteressato al Federalismo, ne approfitti per pretendere in cambio il processo breve, così come ha ottenuto il voto sulle "leggi sulla cricca", e dunque "passare `a nuttata". Da questo matrimonio un bambino come il Federalismo rischia di rimanere soffocato».

Bossi si aspettava da parte del Pd un atteggiamento diverso sul Federalismo municipale, che voi avete bocciato forse più per questioni di contrapposizione politica che per considerazioni di merito...

«Voglio chiarire, con sincerità. Noi abbiamo prima di tutto innestato il meccanismo federalista con la modifica dell`art 119 della Costituzione, abbiamo avuto un atteggiamento positivo sulla legge 42 (la legge delega sul Federalismo fiscale, il Pd si astenne, ndr), ma abbiamo votato contro la fiscalità comunale per una questione assolutamente di merito. Non ci piace l`assetto che disegna: concede qualcosa ai Comuni, che recuperano un po` di soldi con nuove tasse, e non applica la logica di autonomia impositiva `voto, vedo e pago", restringe la tassazione a quelli che non votano nel Comune stesso, e mette una patrimoniale sulle pmi... No, ecco, non ci va bene».

Ci saranno presto altri decreti.

«Penso una decina. Dobbiamo darci la possibilità di avere un quadro, c`è un lavoro profondo da fare, sto parlando di inquadramento del tenia in una generale riforma fiscale che noi proponiamo, sto parlando di definizione dei costi standard e degli standard di servizio, sto parlando di perequazione che non riguarda solo Nord-Sud ma diverse tipologie di Comuni anche al Nord. Noi diciamo che il contesto politico attuale è un enorme ostacolo».

Quale quadro politico alternativo prefigura? Gianfranco Fini ha appena lanciato un`offerta alla Lega: «Federalismo, modifica degli assetti parlamentari con la previsione di un Senato delle Regioni e legge elettorale, poi elezioni nella primavera del 2012». Lei pensa a qualcosa del genere?

«Io dico semplicemente: qualsiasi soluzione è meglio di quanto sta accadendo ora, anche in previsione di cioò che si prospetta nei prossimi mesi. Giuliano Ferrara non coglie in fallo né me né, penso, voi: io non parlo dei peccati - che interessano la Chiesa - o dei reati - che interessano i magistrati. Parlo di politica, di Paese: siamo in stallo. Tutto ruota attorno alle vicende di una persona, il resto è paralizzato. Se Berlusconi fosse uno statista dovrebbe generosamente trame le conclusioni, aprescindere che si ritenga o meno responsabile. Invito quindi tutte le forze politiche a considerare questi problemi fornendo una disponibilità larga. Berlusconi fa un passo indietro? Se il Governo rimanesse nell`ambito del centrodestra, noi staremmo all`opposizione pronti però a essere propositivi. Il premier non se ne vuole andare, si è inchiavardato? Allora si vada a votare, pur con una legge elettorale che non ci piace. Non so in quale scenario ciò avverrebbe; noi e la Lega saremmo magari sempre alternativi, ma garantisco personalmente, per me e per il mio partito, con tutta la credibilità della quale dispongo, che il processo federalista deve andare avanti e giungere a compimento. Discuteremo, certo, ma noi ci crediamo, siamo gli unici a crederci, con voi. Lo vogliamo, a nostro modo ma lo vogliamo».

"A nostro modo" suona un po` minaccioso...

«Noi crediamo nell`Italia, non pensiamo che un Nord possa correre da solo finché lareciprocità Nord-Sud non si risolve. Sono differenze tra noi e voi, certo: ma il processo deve procedere, nel confronto. Dico che tale processo è oggi impedito dalla crisi politica del berlusconismo: non siamo noi a sacrificare il Federalismo alla contrapposizione politica, è quest`ultima che si impone, quotidianamente. Capisco la Lega, vede l`orizzonte del Governo accorciarsi, dunque haunapriorità: fare alla svelta. Ma questa è una riforma troppo importante e seria perché venga costruita male, perché sia vittima dello scenario politico. Il Federalismo cambia l`Italia: non può dipendere dal caso Ruby».

Qualche anno fa Massimo D`Alema parlò della Lega come di una costola della sinistra. Poi per la verità smentì... Lei cosa ne pensa?

«Io ricordo Bossi che girava il Nord nei primi anni Ottanta, lo andavo a osservare. Vidi fin d`allora che li c`era qualcosa di interessante: una radice autonomista, anti-burocratica e moralizzatrice dal punto di vista della serietà dell`azione amministrativa. Così fino ai primi anni Novanta: non direi costola della sinistra, macerto tanta gente di sinistra divenne leghista, e io non ritenevo che fosse andata del tutto... "fuori casa". In seguito la distanza tra noi e il Carroccio è aumentata per due fattori. Primo: la Lega, sotto l`onda di un meccanismo globale, ha interpretato il "locale" come elemento di difesa di comunità omogenee. Su questo non siamo d`accordo: l`immigrazione non l`ha scelta nessuno: c`è. Non ho bisogno che qualcuno mi spieghi che la Lega non è razzista. Lo so. Però dire "ciascuno a casa sua" non fai conti col mondo moderno».

E al secondo fattore di distanza?

«Ha fatto l`accordo col miliardario. Racconto un aneddoto: gennaio 2006, sono ospite della festa leghista di Busto Arsizio, bellissima, popolare, mille persone, dibattito dove ce ne siamo detti di tutti i colori, ricordo la cosa con grande simpatia. Alla fine mi venne di aggiungere: attenzione, io come voi so dire quanto deve pesare uno spiedino, quanta carne ci vuole perché sia fatto bene e il macellaio non ci truffi. Provate a chiederlo a Berlusconi: non-lo-sa! E questo è un punto di fondo, non una bazzecola. Si può essere alternativi su temi cruciali, ma noi e voi siamo in grado di dialogare. Siamo popolari, Berlusconi solo populista. Il patto che propongo è questo: fra forze popolari anche alternative vi siano temi sui quali ragionare insieme».

Restiamo sull`emergenza immigrazione. Lei dice di sapere che la Lega non è razzista, anche se molte accuse di questo tipo sono sempre piovute e hanno investito anche il ministro Marana, ora alle prese con una difficile situazione dovuta al caos in Nord Africa. Come vi porrete?

«Dico che la Lega non è razzista, ma attenzione: a incoraggiare certe pulsioni il razzismo si può produrlo. Per il resto, saremo assolutamente collaborativi, dal Nord Africa può svilupparsi un fenomeno di proporzioni rilevantissime nel quale l`Italia non può essere lasciata sola. È anche giusto invocare la partecipazione dell`Ue. Mi permetto solo di aggiungere una considerazione, senza dare alcuna responsabilità a Maroni: adesso siamo quelli che "protestano verso l`Europa", una volta eravamo tra i protagonisti delle politiche europee...Così ci siamo ridotti: sulla questione mediterranea hanno parlato Inghilterra, Germania e Francia, mentre Frattini era occupato ad annunciare il ricorso a Strasburgo sul caso Ruby...».

Lei tende la mano. Ma quanto è possibile fidarsi, se si considera come il suo partito sia tutt`altro che compatto?

«E una buona domanda, viene da una formazione in cui il leninismo è una roba seria... Scherzi a parte: di certo il Pd non ha padroni, è un partito plurale. Ma se dico, a nome mio e del Pd, che noi il Federalismo non lo molliamo, è perché so di poterlo dire, ne sono sicuro. La Lega ci rifletta e ci chieda pure, giustamente, cosa succede dopo, con uno scenario diverso, pur nelle reciproche distinzioni. Ma non si può andare avanti così».

Cosa pensa delle politiche economiche di Tremonti e del suo ruolo politico attuale?

«A Tremonti rimprovero di fare molto il filosofo, un po` il ragioniere ma per nulla l`idraulico, ossia di non mettere le mani nell`economia reale. Se la stabilità non si accompagna anche a un po` di crescita, va a ramengo anche la stabilità. Dal punto di vista politico, vedo Tremonti molto defilato, coltiva la propria popolarità chiamandosi fuori. Ma non è questo il momento di nascondersi, siamo di fronte a un nodo politico decisivo, drammatico. Cosa vuol fare? Ce lo dica. Vitti quelli che oggi "si fan di nebbia" vanno a finire nel girone degli ignavi».

Un`ultima domanda. Per Fini la Padania non esiste. L`espressione "Padania" fu peraltro usata fin dagli anni Settanta da un suo predecessore sulla poltrona di presidente della Regione Emilia Romagna, Guido Fanti. Per lei dunque esiste o no?

«La Padana non è una nazione o un popolo, è un sistema di relazioni. Nei primi anni Ottanta, proprio da presidente dell`Emilia Romagna, dicevo: se a Piacenza serve un`università, non la faccia fare da Bologna, ma da Milano».

L`ha fatta.

«Esatto. Per affermare l`identità non è necessario chiudersi. Pensavo e penso, ad esempio, che l`Emilia Romagna debba sviluppare potenzialità e relazioni con le regioni vicine. Chiamiamolo Nord. Volete chiamarla Padana? Come preferite».

Leggi e scarica l'intervista a Pier Luigi Bersani, segretario del Partito Democratico, a cura di Carlo Passera, pubblicata da La Padania il 15 febbraio.

 

TAG:  FEDERALISMO FISCALE  BERLUSCONI INDAGATO  RUBYGATE  POLITICHE IMMIGRAZIONE  BERSANI SEGRETARIO PD 

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commenti a questo articolo 0
commento di galfra inviato il 22 febbraio 2011
Quando Berlusconi baciò la mano di GheddafiE La Russa diceva: «Libia meglio della Spagna»
Prodi va in tv e attacca il Cavaliere: «Con Gheddafi ha dato spettacolo, la dignità va difesa»
Bossi: li manderemo in Europa

Bossi è il solito capitan Fracassa che cento ne dice e nessuna ne passa
Ma al suo ‘popolo’ va bene così, come per il federalismo

Su la russa, il sanbabilino picchiatore, ministro della guerra, non vale neppure la pena di commentare!
commento di aregolo inviato il 22 febbraio 2011
Anche oggi il piccolo "Hitler della Padania" ha inveito contro i disperati del Nord-Africa che in questi giorni stanno cercando di raggiungere la salvezza sulle coste italiane per sfuggire dalla miseria e dalle bombe dei dittatorelli arricchitisi per decenni sulle spalle della povera gente.
"Che vengano deportati in Germania!" ha grugnito il capopopolo leghista.
Ed è con questo tipo di soggetti che il PD vorrebbe intavolare dialoghi e trattative per un vero federalismo?
Dove andrebbe a finire l'ideale di socialismo umanitario che è stato uno dei tratti fondanti del PD se si dovesse scendere a compromessi con simile gentaglia?
Il segretario Bersani rompa senza indugio ogni dialogo e ogni trattativa con un movimento anomalo e disumano come la lega di Bossi!
commento di scompala inviato il 22 febbraio 2011
MA VI VOLETE SVEGLIARE I FASCISTI SONO AL POTERE SVEGLIA ACCOGLIAMO L'APPELLO DI MICROMEGA DOVETE BLOCCARE IL PARLAMENTO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
commento di galfra inviato il 22 febbraio 2011
Caro segretario,

ho apprezzato il suo gesto verso la Lega, ma credo che stante ai fatti,sconfortanti,convenga fare da soli partendo con una ns. proposta per il federalismo i cui principi in soldoni non possono che essere questi:

per fare il federalismo bisogna dimezzare il numero di regioni, eliminare i comuni piccoli, le province, le comunità, le società pubbliche locali e di conseguenza ridurre i ministeri e dimezzare i parlamentari. Infine le autonomie vanno salvaguardate solo per gli aspetti linguistici e culturali, ma non fiscali.

La Lega non vuole neppure eliminare le province ed inoltre chiama falsamente federalismo municipale restituire capacità impositiva e di spesa ai comuni!

I dirigenti leghisti stanno prendendo per i fondelli i propri elettori!
Inoltre il decreto mille proroghe, approvato felicemente dai parlamentari leghisti, contiene l’azzeramento del debito di Roma e Napoli e finanziamenti alla montagna per il 50% erogati a Calabria e Camapania.

Le Lega, è un partito molto forte, ma concettualmente non esiste più!
commento di galfra inviato il 22 febbraio 2011
@Marco S. scrive:
22 febbraio 2011 alle 10:01
Subito una grande iniziativa ,su una proposta di legge d’iniziativa popolare. Una enti locali :riduzione da 20 a 12 Regioni,cancellazione di Province,Comunità Montane ed altro,accorpamento degli 8101 Comuni in 1000 Città Urbane o Metropolitane suddivise in Municipi; inoltre una struttura snella, di tipo consultivo per Comuni e Regioni.Per le autonomie linguistiche ci sarebbero i Città Autonome con molti poteri delegati delle Regioni.Con due livelli politici ed un terzo livello consultivo. Risparmio 15-20 mld.


commento di nino55 inviato il 20 febbraio 2011
Bersani, lei ha molte iniziative popolari e logiche nella sostanza.Molti di noi sono d'accordo con lei,ma mi faccia fare una piccola osservazione, oggi gli italiani devono temere Berlusconi o la vergogna di un capitalismo tutto italiano, basato sulle speculazioni finanziarie, sociali, amministrative, culturali?Mi spiego meglio, trova qualcuno disposto a sacrificare il suo tempo e il suo denaro per un progetto culturale, edile, agricolo,turistico, industriale, che a distanza produca redditi ? nessuno.Preferiscono la maggior parte di italiani,spendere il proprio tempo e denaro nella Borsa, o altre iniziative finanziarie che non mettano a rischio qualsiasi soggetto.Allora si deve cominciare un discorso molto garantista, dove chi governa deve assicurare a chi ci mette la faccia, i soldi, e la fatica, un futuro con una percentuale di tasse al minimo e nel contempo un recupero dalle operazioni finanziarie speculative.
commento di mgk inviato il 20 febbraio 2011
Ecco uno degli articoli piu' belli che abbia letto su di noi....

di Fabio Picchi (dal blog de Il fatto quotidiano)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/20/la-guerra-di-troia/93123/

LA GUERRA DI TROIA

Ho sognato. Ho sognato come chiudere questa ventennale guerra. Guerra che non ci ha mai visti vincitori ma nemmeno sconfitti......
commento di Mirko.mk inviato il 19 febbraio 2011
A proposito della festa per l'unità d'italia... non è per dare ragione ai leghisti, che usano la questione per scopi strumentali, ma la questione festa/non festa è piuttosto sterile... E' quantomeno dubbio che la festa serva a celebrare qualcosa o a 'rafforzare' lo spirito d'unità nazionale (a meno di volerci raccontare barzellette fra noi, ovviamente).
Gli unici fatti certi che vedo sono i costi, come dicono i leghisti per giustificare la loro contrarietà ideologica, e la considerazione che, finché questa destra non sarà stata cacciata dal paese, e la mentalità di chi li ha votati non sarà cambiata, ci sarà davvero molto poco da festeggiare...


@magnagrecia

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commento di pmarmonti inviato il 19 febbraio 2011
BASTA COMPROMESSI
commento di car me lo inviato il 19 febbraio 2011
Scendere a patti con i matti.
Calderoli Ministro della semplificazione definisce una follia festeggiare l'unità d'Italia. Poi rincara la dose affermando sulla Stampa: "C'è ben poco da celebrare". Poi, premettendo di dire "un'eresia", ha aggiunto: "Pure la festa dei lavoratori andrebbe celebrata lavorando, altro che scampagnate".
commento di magnagrecia inviato il 19 febbraio 2011
1. Abbiamo avuto la conferma che Bersani è persona lineare.
2. Nella sua linearità - che è forse un difetto in politica, ma tant'è -, Bersani ha verificato, coerentemente con l'intenzione da lui espressa all'inizio della rottura Berlusconi-Fini, la (non) disponibilità della Lega Nord ad un cambio di alleanza.
3. Ora ci si potrà dedicare ad altre soluzioni, avendo sgombrato il campo dalla questione Lega Nord, a beneficio della chiarezza per tutti, dentro e fuori il PD.
4. E si rafforza, tra le soluzioni alternative, quella della opzione CLN.
5. Tutto sommato, la mossa di Bersani presenta un bilancio positivo.
commento di car me lo inviato il 18 febbraio 2011
Oltre modo, se ce nè fosse bisogno, ecco cosa fa' la Lega. Con tutto ritardo il governo decide di votare a favore della festa sull'unità d'Italia, la Lega vota contro. Quanti giorni abbiamo perso e parole gettate al vento per un possibile patto con chi non sente e non vede.
Berasni, il buon Bersani, con tutto il rispetto, non mi pare abbia fatto una buona cosa a proporre patti a perso solo un po' del suo tempo prezioso. Sarebbe forse più necessario parlare un po' di più alla sua gente che è molto disorientata e non conosce molto bene la strada che si sta percorrendo e nemmeno la capisce. Dovevamo fare mambassa di consensi, i cittadini guardarci come una speranza, e invece rincorriamo, rincorriamo ma lentamente, piano piano e, intanto c'è chi si sta preparando la via d'uscita.
Dovevamo fare mambassa di consensi e invece.......
commento di galfra inviato il 18 febbraio 2011
Il Consiglio dei ministri ha approvato la Festa dell’unità d’Italia con il parere contrario dei ministri leghisti.E’ un governo coeso solo quando si tratta di salvare Berlusconi
commento di magnagrecia inviato il 18 febbraio 2011
@ Mirko.mk
La modifica sul vitalizio fu una delle tante buone cose - poco o punto conosciute - fatte dal 2° Governo Prodi.
Sul federalismo: quello finora approvato è un mezzo pastrocchio. Per un’analisi dello stato dell’arte di quest’ultimo, suggerisco di leggere questo interessante e puntuale promemoria dell’On. Marco Causi, vicepresidente della commissione bicamerale per l'Attuazione del federalismo fiscale
http://beta.partitodemocratico.it/doc/203109/promemoria-sullattuazione-del-federalismo-fiscale.htm

PS: Quesito tecnico: come riesci a riportare link attivi?
commento di Mirko.mk inviato il 18 febbraio 2011
Continua

Di leggersi questo.
commento di Mirko.mk inviato il 18 febbraio 2011
@magnagrecia

Hai ragione sul vitalizio, mi era sfuggito che fossero cambiati i termini. Anzi, ancora non ho capito chi abbia proposto la modifica e chi l'abbia approvata... incredibile. E' una riforma sicuramente positiva che però rende quantomeno improbabile che ora rinuncino a (cercare di) completare i loro 5 anni di mandato... (che tristezza però...)
Io dico... stiamo qui a parlare di politica, accordi e cambiamento, ma con una classe politica come questa, in grandissima parte votata alla menzogna continua e al raggiro degli elettori, e non disposta a fare gli interessi dello stato e degli italiani in una situazione macroscopicamente deteriore e degradata, ha senso? E parlare di accordarsi con loro?
E do qui per scontato, ottimisticamente, che certa parte di tale classe si differenzi dalla sua maggioranza (numerica, se non altro).

@Anpo
Probabilmente hai ragione, a prescindere dalla questione vitalizio, Napolitano forse non scioglierebbe le camere, perché in caso contrario il precedente creato creerebbe effettivamente un'ancora maggiore insabilità istituzionale, in prospettiva, ma si tratterebbe comunque di una situazione senza precedenti, a significare la gravità della situazione.

Quanto al federalismo, premetto di non aver letto il progetto del governo, ma se devo basarmi sull'idea leghista ispirata al concetto base di "Roma ladrona", cioè al fatto che i tributi locali debbano rimanere sul territorio e non essere redistribuiti fra le regioni, con un maggior controllo dei contributi dello stato alle regioni, allora consiglierei a tutti quelli che sono favorevoli a questo progetto, perché pensano che la propria regione sia 'autosufficiente' (e mi riferisco ad esempio e soprattutto agli 'autonomisti' siculi), di leggersi
commento di pratese inviato il 18 febbraio 2011
Non vedo bene il federalismo che tende solo a dividere l'Italia in tante regioni o staterelli come era prima della riunificazione per ottenere la quale sono morti tanti giovani eroi.Cosi com'è concepita la legge sul federalismo serve solo alla Lega per perpetuare la conquista di posti che garntiscano prebende e retribuzioni . Per cui se il segretario Bersani riesce a condizionare le scelte verso un vero interesse per il popolo e una vera trasparenza nel'assegnare posti di responsabilità,. Ben venga.
commento di nino55 inviato il 17 febbraio 2011
Mi chiedo:Ammesso che a Berlusconi venga concessa una possibilità per uscire indenne dal processo,ma dal momento in cui gli viene notificato l'atto, non viene compromessa tutta la politica estera? Come si presenta il nostro premier in un'altra nazione,con quali garanzie altri stati faranno accordi con il nostro?
I partiti di maggioranza tengono conto di questo effetto negativo?
commento di cristinasemino inviato il 17 febbraio 2011
Condivido il commento di galfra. Il federalismo deve consistere nella riduzione delle strutture pubbliche centrali e periferiche e quindi del ceto politico, sulle orme del modello tedesco. Senza questi cambiamenti, il federalismo è un non senso. Se questa è la motivazione della proposta di Bersani (e solo in questo caso) si potrebbe pensare ad un accordo con la lega esclusivamente per portare a casa queste riforme. Poi, ognuno per la sua strada.
commento di ciccio c inviato il 17 febbraio 2011
al PD dico: cosa vuoi fare da grande?
un partito leader di opposizione ha il dovere divino di guidare un'offensiva verace e schietta verso una liberazione delle coscienze che conduca ad un paese migliore, basta con tatticismi suicidi, ammiccamenti autolesionisti, ripescaggi dell'ultim'ora;

chi ha supportato l'intollerabile negli ultimi vent'anni deve passare per il purgatorio prima di essere considerato un interlocutore;

è anche un dovere ineluttabile OCCUPARSI di peccati & di reati, quando a commetterli è l'avversario politico: è quindi tempo di cimentarsi nel mestiere dell'opposizione prima che l'onda di una cittadinanza ultra-consapevole spazzi via quel residuo di buono ancora salvabile convergendo su forze più fresche e desiderose di combattere!
commento di galfra inviato il 16 febbraio 2011
magnagrcia
hai ragione. Nello scritto originario che ho memorizzato ho messo uno 0 al posto del 6 e quindi con il copia ed incolla ho replicato l'errore, mi scuso.
La sostanza comunque non cambia, se loro giustificano 16 laender, incluse città metropolitane, noi quanti ne giustifichiamo? non di certo le 20 regioni attuali e neppure 16 vista la maggiore dimensione della Germani sia in termini di abitanti che di potenza economica.
Comunque se vogliamo ridimensionare il costo della politica, del ceto politico e quindi della corruzione dovremmo ridurre significativamente il numero di regioni ed eliminare le altre strutture intermedie, comuni piccoli, molte società pubbliche locali e ridimensionare alcuni ministeri ed il numero dei deputati.
Chiamiamolo federalismo o estensione delle autonomie, poco importa questa è la strada da battere
commento di magnagrecia inviato il 16 febbraio 2011
Personalmente, non confido molto nella possibilità che i parlamentari possano agevolare la crisi di governo, visto che – contrariamente a quel che scrive Mirko.mk – il vitalizio viene maturato non dopo 2 anni e mezzo, ma dopo 5 anni.
La caduta rapida di Berlusconi – per evitare altri guai al Paese da parte di un governo di incompetenti e orientato a salvaguardare gli interessi concreti dei ricchi e degli abbienti, a scapito di tutti gli altri (vedasi, ad esempio, la manovra correttiva 2010 Tremonti-Sacconi) - val bene una messa... leghista, ma decidendo noi il rito minimale, irrinunciabile.
Io, meridionale – l’ho già scritto - nel rito minimale includo senz’altro il federalismo fiscale, purché solidale e che realizzi un’allogazione ed un utilizzo più efficace ed efficiente delle risorse, che preveda per questo anche un quadro sanzionatorio serio, non annacquato come ha fatto l’attuale governo per la riforma – fondamentale – della Pubblica Amministrazione, forse il tappo maggiore per la crescita italiana e soprattutto del Mezzogiorno.
Nel "mio" rito minimale, per una serie di ragioni, non è incluso il nome “Padania”.

P.S.: @ Galfra
Terza comunicazione. O sei molto distratto o sei più ostinato di un calabrese ostinato: i Länder tedeschi non sono 10, ma 16, di cui 5 nella Germania Est (ex DDR).
commento di Anpo inviato il 16 febbraio 2011
L'idea avanzata da Padellaro è scopiazzata da una proposta originaria di Belpietro (e già questo non depone bene), ma a parte che difficilmente Napolitano (o qualunque presidente con un minimo di senso della responsabilità) si assumerebbe l'onere di creare un precedente per il quale le dimissioni delle minoranze provocano lo scioglimento delle Camere, ma come fa Padellaro ad illudersi che uno come Berlusconi non approfiterebbe dell'assenza delle opposizioni dal Parlamento?


commento di Mirko.mk inviato il 16 febbraio 2011
Non ho parole per descrivere questa proposta... né tantomeno le affermazioni concilianti del segretario sulla lega, che sono arrivate a negare l'evidenza delle sue posizioni xenofobe e intolleranti. Ignobile è poco.
Non posso riconoscermi in un partito e in un segretario che decidano di perseguire questa strada.

Se vogliamo davvero far cadere il governo, e che si vada alle elezioni, perché invece di fare 'proposte indecenti' (è il caso di dirlo...) alla lega non prendete in considerazione l'idea avanzata da Padellaro di dimissioni in massa di tutti i parlamentari delle opposizioni?
La legislatura è iniziata 2 anni e 10 mesi fa, quindi anche i nuovi parlamentari ormai il vitalizio se lo sono assicurato, no?

Quindi cosa avete da perdere? Non sarebbe forse un segnale concreto che vale più delle stesse mille vuote parole ripetute fino alla nausea? Non sarebbe un modo clamoroso, ma necessario, per riflettere coi fatti la assoluta gravità e insostenibilità della situazione?

Un gesto di coraggio per una volta, segretario... tra l'altro ben diverso dallo scendere a compormessi con una forza inaffidabile, eversiva e odiosamente xenofoba, se permetti.
commento di car me lo inviato il 16 febbraio 2011
Continua
cominciando per esempio con l'abolizione delle Province.
Se dobbiamo rincorrere altre forze politiche, rincorriamole pure. Ma se poi perdiamo pezzi per strada, come ne abbiamo ultimamente persi, poi non lamentiamoci.
commento di car me lo inviato il 16 febbraio 2011
Abbiamo più volte leggittimato il conflitto di interesse di Berlusconi, leggittimeremo pure la natura razzista della Lega.
Vogliamo fare un patto con la Lega allora discutiamone ma le condizioni devono essere talmente chiari, ma talmente chiari che di più chiaro non abbiamo mai visto. Una politica siffatta, deve essere fatta nei binari giusti e cioè quelli della solidarietà, dell'unione nazionale, della pari dignità tra le diverse Regioni, ci devono essere diversi approcci all'immigrazione, sulla lotta al degrado delle regioni meno sviluppate ma più sfruttate ed altre cose che un politico di sinistra ha, ed ha sempre avuto, come sua bandiera da sventolare.
Ci sono poi, in merito al razzismo, dichiarazioni fatte da esponenti rilevanti e dirigenti della lega che fanno accaponare la pelle, Borghezio, Gentilini, Salvini, lo stesso Bossi e lo stesso Calderoli questi sono elementi che con il razzismo hanno, e stanno facendo,la loro "fortuna" politica altro che no. Gli incontri pagliacciata di Pontida, la passeggiata in barca a Venezia il parlamento Padano dove li mettiamo? Quella famiglia che sente il bisogno ma soprattutto il dovere di porre nella sua finestra il tricolore ad ogni adunata veneziana dove la mettiamo. Io caro Presidente, anche se al nord gli altri sono maggioranza stò con quella famiglia e con quei valori, questi sono problemi da non sottovalutare altro che no.
Se Bersani riesce a far si che la Lega rientri sui binari di una dialettica che non deragli dalla Costituzione e dal buo senso di cittadinanza, MA QUESTO LO DEVE DIRE AD ALTA VOCE, è meglio lasciar perdere. Se poi il tutto è per far cadere questo governo, allora il pasticcio verrà fuori.
Caro segretario, da parte mia l'ho sempre stimata e questo non cambia il mio giudizio sulla sua persona, ma ho forti dubbi, ho forti dubbi anche sul federalismo pensi un po'. Io avrei continuato a parlare di decentramento di riassetto programmatico del sistema attuale, cominciando per esempio con l'abol
commento di Kurtsack inviato il 16 febbraio 2011
P giudicare la proposta di Bersani che anche se à stata concordata coi notabili del PD diventa a suo dire, impegno personale e del partito bisognerebbe poter giudicare de oto e de visu la reale statura politica dei referenti. Se debbo giudicare solo in base ai proclami che hanno consentito un consenso alla Lega nord mi debbo trattenere da giudizi che non mi consentirebbero di sentirmi persona civile finchè possibile. L'Italia dei popoli e non dei cittadini non rientra nella mia esperienza di italiano che ha imparato a riconoscersi anche nei valori qualificanti della resistenza.Non credo che Bersani abbia nostalgia della Maria Luisa delle sue presenze pubbliche in teatro chè il privato era tutto contro il Buonaparte .Se realamente si vuole il bene del'Italia è con il PDL che bisogna realizzare una grande coalizione programmatica.
Studiare assieme a decente riforma elettorale e provvedimenti che sicuramente possano giungere in porto. Fine del biparitismo ? No | Ma all'opposizione debbono stare quei partiti che non meritano di governare : debbono maturare:
Un nuovo PDL con affluenza di tutti quelli del PD che ritengono di poter vivere la politica da italiani con italiani per l' Italia è il traguardo che renderà il nostro Paese degno di ammirazione nel mondo E non è fascismo, nè dittatura perchè tutti dovranno rispettare la Costituzione rivisitata con un sistema unicamerale ed il Senato delle regioni com'era nel principio e leggi dello Stato. E' arrivato il momento storico che una unità nazionale deve poggiare suul'unità politica di una denominazione comune per la libertà democratica anche se con impostazioni idelogiche enunciate . Lo spazio dell'opposizione ai protestari.
commento di alpaos11 inviato il 16 febbraio 2011
Caro Bersani,

sappiamo tutti bene come sia la Lega il vero salvagente di B. Accordo strategico con la Lega? L'idea in teoria e' buona, ma si puo' fare un patto con una dirigenza che mette la Bandiera al cesso? Sottolineo dirigenza perche' anch'io sono convinto che non tutti i leghisti offenderebbero il tricolore.
Comunque, PERCHE' la dirigenza leghista salva e segue B in tutti i suoi spericolati impicci contraddicendo la sua storia come nel processo breve , di fatto peggio del condono?
Non ho una spegazione logica, la storia del federalismo con B non la bevo. Io credo che la Lega sia in mano a B fin dai
tempi del salvataggio della famosa Banca padana, li' e' nato il patto di ferro B-B ma nel senso che Bossi e' ostaggio di B. Se questo fosse vero il tentativo e' destinato a fallire. gli elettori leghisti, piu' che la dirigenza, vanno costantemente tenuti sotto pressione e cuocerli nelle contraddizioni, anche chiedendo il rispetto per la bandiera, senno che dialogo e'?
commento di rebyjaco inviato il 16 febbraio 2011
Cosa si può ricavare da un patto (che non accetteranno) con un partito di ispirazione nazista? Fare una figura ""Barbina"" perchè le condizioni che ""EVENTUALMENTE"" porrebbero sarebbero inaccettabili. Si continua a sbagliare. Credo che, una persona che apparentemente sembra ""una brava persona"" capace, e preparata come Bersani, sia stata mandata in anticipo allo sbaraglio, dalla furbizia subdola di Dalema e ""cricca inclusa"" allo scopo di bruciarlo per il momento decisivo di scegliere il VERO CANDIDATO. La forza Berlusconiana (e la vedremo in campagna elettorale quando CONTA) sia ancora la presenza nel PD. della vecchia E CONSUNTA DIRIGENZA, CHE HA FATTO Berlusconi grande, CON LA PROPRIA PRESENZA IN tutti i governi E opposizioni CHE HANNO CREATO QUESTA DITTATURA POLITICA. LA gente non dimentica. I ""GREGGI SCIOCCHI"" che, nei due schieramenti votano per ""abitudine"", pesano sempre meno nel risultato elettorale, infatti, TUTTE le parole e gli sforzi, che si traducono in bugie propagandistiche, esagerazioni e fantasticherie, sono indirizzate a cercar di convincere quella parte dei votanti che, almeno in parte, cercano di individuare il male minore. Agli occhi del PAESE, i DALEMA, FASSINO, VELTRONI, (e complici), sono il male minore? Purtroppo...... mi fermo quì.
commento di galfra inviato il 16 febbraio 2011
Una vera riforma federale è tale purchè le nuove funzioni locali sostituiscano a quelle esistenti e non si sovrappongano come invece viene proposto oggi.

In Germania ci sono 10 laender di cui 3 città metropolitane e 500 parlamentari.
Noi con 20 regioni, le autonomie, le province, le comunità, i comuni piccoli, le società pubbliche, ecc. non andiamo da nessuna parte.
Perciò se il modello che interessa alla Lega consiste nella riduzione delle strutture pubbliche centrali e periferiche e quindi del ceto politico, il che significherebbe seguire le orme del modello tedesco, allora caro segretario, sono con Lei e se ciò volesse dire rottura con la sx radicale pazienza, già, Prodi docet, con loro non c'è garanzia di tenuta di governo.
Se invece la visione della Lega è andare per sovrapposizioni, che è poi il 'pacco' che gli sta consegnando B, allora è meglio stare alla larga!
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27 febbraio 2008
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