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contributo inviato da Giutre il 14 febbraio 2011

C'e da augurarsi che a breve si concluda questa fase politica che si trascina rovinosamente propinando al paese un “liberismo statalista” denvastante.

E' di oggi il dato Bankitali: Debito pubblico più 4,5% nel 2010 il che vuol dire 80 MLD di crescita pari a 1333€ /abitante in un solo anno (da 1764 del 2009 a 1843 MLD di € del 2010) con una crescita dell'economia nell'anno pari all' 1% ca.

Va da se che ,se nel 2011 la crescita dell'econimia sarà, come stimato da più parti, tra 1; 1,5% a fine anno il D.P. si avvicinerà pericolosamente al 125% del PIL con il rischio di farci precipitare nel baratro. Se in sette anni di governo Berlusconi la crescita del D.P. e passata dal 103 al 116%, cioè e cresciuta poco più del 2 %annuo, che è gia moltissimo, in due soli anni crescerà da 8 a 9 punti percentuali di PIL: Questo non è accettabile e a questo si deve porre rimedio in tempi brevi, prima di entrare in una spirale devastante dalla quale non si potrà più uscire.

Se di questa situazione si intravvedesse uno spiraglio di svolta positiva nel breve periodo si potrebbe anche pensare di subire un danno momentaneo prodotto dalla crisi, destinato a dissolversi con una ripresa che in qualche modo prima o poi avverrà. Ma non è cosi! La situazione è divenuta strutturale e sarà sempre più pesante in assenza di provvedimenti adeguati, adatti a far si di non sostenere il debito facendo debito ulteriore, cioè pagare gli interessi sul D.P. facendo ulteriore Debito Pubblico perchè la crescita, così debole, non da inversione delle velocità “crescita debito”.

A me pare che, senza lacrime e sangue, come si dice quando si tratta di fare grossi sacrifici, dalla situazione in cui si trova oggi la finanza pubblica del nostro paese ,non si esca senza una cura da cavallo, il paese è a rischio di dissolvimento. l'Italia unita com'è ora difficilmente andra oltre il 2020. (fare una simile previsione, per chi come il sottoscritto crede nell'unità nazionale, fa venire i brividi e ancor di più la stretta al cuore nel 150° dell'unità). Questa previsione può sembrare eccessivamente catastrofica (Dio voglia che sia “eccessivamente”) ma alla luce del decennio appena concluso è difficile essere ottimisti.

Esistono due strade per uscire dal tunnel: Una blanda, affidata alla speranza e una muscolare.

La prima: Tentare con provvedimenti blandi, manovre e manovrette, compressione della spesa pubblica, recuperi di evasione e di efficienze, qualche investimento dilatato nel tempo. Insomma fare come il governo attuale sta facendo,vivacchiare nel tentativo di scontentare il meno possibile. Fare in modo di rdurre l'entità della dilatazione del D.P. e invertire le due velocità nel lungo periodo sperando in un sommovimento economico positivo che a tutt'ora non è prevedibile e molto incerto.

In questo modo però il D.P. continuerà a crescere e tenere il paese sotto la spada di Damocle del dissolvimento.

La seconda: Fare una manovra da 7;8 punti di PIL anno per 5 6 anni.

Facile a dirsi e difficile a farsi. Ma se a questo ragionanamento si fanno seguire proposte percorribili il “farsi” diviene probabile.

Nel mio comune è stato assunto un dirigente per tre anni allo stipendio di 103mila€ anno pari a 8500€ /mese. Ma per il lavoro che deve fare non basterebbero 5000€ mese?

Qusta divagazione dal tema per dire che: Se si tagliassero gli stipendi della Pubblica amministrazione, superiori ai 1000 €/mese,con aliquota a crescere dal 5 al 25;30% per chi supera i 12000 €/mese e lo stesso si facesse con le pensioni.

Gli standar di vita si muoverebbero verso il basso di poco e il paese sopporterebbe la misura così fatta con altrettanta poca difficoltà.

Al taglio di stipendi e pensioni si dovrebbe aggiungere una tassa ai lavoratori e dirigenti delle attività produttive private: Specifica, con aliquote simili alle precedenti pensioni e Pa, e separata dai tributi di legge attuali.

Oltre ai due provvedimenti succitati e necessario mettere all'appello una patrimoniale per quel 10% di cittadini che detiene il 45% della richezza nazionale. Leggera(non da rapina) poichè non è il capitale che si deve tassare mail reddito che il capitale produce. A questultimo provvedimento dovrebbe seguire la vendita dei beni dello stato che attualmente sono improduttivi abbandonati a se stessi, se non al degrado, fatto salvo ciò che costituisce patrimonio di richiamo turistico, paesaggistico e/o strategico.

Capisco che tutta la materia costituisce un programma politico gestionale complesso e difficile e che, il “farsi” probabile, comporta un' evoluzione politica che concluda la fase attuale così detta del “berlusconismo” per aprirne una nuova: Sevra, da ideologie , tatticismi, personalismi e quant'altro. Con una presa d'atto che diversamente il paese corre gravissimi pericoli. Si ttratta quindi di chiamare il popolo a raccolta e fare una grande operazione “verità” in modo che ognuno sia cosciente delle proprie responsabilità ed assuma comportamenti conseguenti e coerenti.


TAG:  CRESCITA  DEBITO  POLITICA  FINANZA PUNTI  PERCENTUALI  ANNO  PRODOTTO  PIL    STRUTTURALE  PAESE  PRVVEDIMENTI 
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