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contributo inviato da pierluigi bersani il 14 febbraio 2011
Dichiarazioni al Tg2 e al Tg3

Andare a votare è il male minore. Credo che la situazione che stiamo vivendo non possa essere protratta oltre, sia dal punto di vista del ruolo dell'Italia nel mondo, sia dal punto di vista della possibilità di affrontare con urgenza i problemi che abbiamo.

C'è l’esigenza, peraltro segnalata dal presidente Napolitano, di abbassare i toni ed evitare lo scontro tra le istituzioni pena la sopravvivenza della legislatura.

Sul federalismo e sulla giustizia da parte del premier e del governo c'è solo fretta, urgenza di correre, chi ad avere una bandierina chi ad avere una fedeltà per far votare il processo breve piuttosto che qualche legge utile.



Sul federalismo noi abbiamo una nostra piattaforma che vogliamo confrontare in un quadro politico che lo consenta. Credo quindi che con Berlusconi il federalismo serio non arrivi.

Grazie alle donne italiane e alla loro mobilitazione, buone notizie: l’immagine del nostro Paese è stata riabilitata davanti al mondo. È partito un segnale molto forte dalla parte migliore dell’Italia. La manifestazione delle donne nelle piazze italiane ha avuto un riscontro importantissimo che porterà altri frutti: il risultato ci sarebbe se fosse più corale l'indignazione ci fosse anche un pezzo delle cosiddetta classe dirigente che dicesse basta. Questo non perché siamo puritani o ci occupiamo di peccati o di reati di cui si occupa la magistratura, ma perché vediamo tutti che l'Italia così va allo sbando e non può affrontare i problemi. Stiamo parlando di un movimento di centinaia di migliaia di persone che sono andate in piazza senza nessuno sforzo organizzativo, stiamo parlando di una presenza femminile che, come in tanti passaggi della storia nazionale, è un elemento capace di suscitare una reazione etica, civica, morale, che viene prima della politica.

Di fronte all’emergenza umanitaria generata dai nuovi sbarchi di clandestini sul nostro territorio, “è giusto anche invocare la presenza dell'Europa tuttavia anche questi episodi fanno vedere che noi contiamo sempre meno, sia in Europa, sia nel Mediterraneo. Siamo soggetti impreparati agli eventi. Senza dimenticare che dell'Egitto siamo il secondo partner commerciale e non abbiamo saputo dire una parola.

La proposta di dimissioni simultanee per andare al voto anticipato lanciata da Gianfranco Fini al premier non è stata una provocazione: è infatti necessario al paese avere un chiarimento, un passo indietro, andare a votare. Credo sia questa oggi ormai la soluzione. Continuare, come fa Berlusconi a rimanere abbarbicato a una sedia che traballa, senza riuscire ad affrontare i problemi che ha l'Italia, ci porta ad un passaggio veramente cruciale e drammatico.
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commenti a questo articolo 0
commento di torquemada58 inviato il 17 febbraio 2011
Caro Segretario,
temo che in rapida successione tu abbia fatto due errori .

1. con l'apertura di credito che hai fatto alla Lega con l'intenzione di scompaginare il fronte avverso, hai consegnato a Bossi un jolly potentissimo che lui userà invece per condizionare e pilotare SB a comodo suo.
La mia opinione è che nonostante certi fremiti della base, la Lega non si staccherà da SB per molti motivi, il primo dei quali è che la Lega è interessata all'eredità politico-elettorale di SB e quindi non ha interesse a rompere con SB, ha interesse a metterlo sotto tutela : «Berlusconi si riposi, ci pensiamo noi».

2. chiedere le dimissioni di SB è sacrosanto ma chiedere le elezioni anticipate è sbagliato perché il quadro politico è troppo ingarbugliato : la peculiarità dei fattori in gioco e le incertezze del Terzo Polo tenderanno a creare una polarizzazione degli schieramenti e anche l'improbabile proposta di una Santa Alleanza non farebbe altro che ricompattare il centro-destra e rendere incerto l'esito del voto, soprattutto se SB fosse nelle condizioni di ripresentarsi ancora come leader.

Dobbiamo invece riuscire a provocare le dimissioni di SB determinando una situazione politica tale da neutralizzare SB politicamente ed impedirne la ricandidatura alle prossime elezioni, in pratica si tratta di riuscire a sganciare il destino di SB da quello della legislatura.
commento di aregolo inviato il 16 febbraio 2011
Sono d'accordo con il primo commentatore di questo post e cioè "Pasquino50".
Chiamare " male minore" le elezioni politiche anticipate, magari da celebrare il prossimo anno, nella situazione attuale che lo stesso Segretario non perde occasione per definire drammatica e insopportabile, mi sembra un atteggiamento che denota insicurezza e malcelato timore.
Con ben altro spirito e convinzione si dovrebbero chiedere a gran voce le elezioni!
In mancanza di un opposizione decisa e autorevole che prenda iniziative forti e chiare la "dittatura" Berlusconi può continuare a "galleggiare" facendosi beffe perfino di iniziative giudiziarie nei suoi confronti come quelle odierne senza precedenti in Italia e in tutto il mondo progredito.
commento di silv inviato il 16 febbraio 2011
caro Bersani,
il vento è cambiato ed è logico che la sinistra, vedendo i sondaggi, richieda le elezioni.
Bisogna però stare attenti. Siamo sicuri di vincere? Io ho paura che Berlusconi all'ultimo momento riesca a comperare una gran quantità di voti, specialmente in Sicilia e in Campania.
Avete visto la gente che andava da Cetto La Qualunque dicendo "io sono molto indeciso"?
Va bene è un film comico, ma la realtà spesso è molto peggiore di qualunque fantasia.
Berlusconi politicamente sembra alla fine, ma ha in mano ancora un gran potere economico, e conta, e come se conta!
commento di magnagrecia inviato il 15 febbraio 2011
La Repubblica Federale di Germania è costituita da 16 Länder (regioni)
Le cinque regioni della ex-Germania dell'est (DDR)sono contrassegnate con un asterisco rosso *
Land (regione) abitanti (%)
Germania = 100 % forza economica (%)
Germania = 100 %

Nordrhein-Westfalen
(Nordreno-Vestfalia) 21,9 22,3

Bayern
(Baviera) 14,7 16,8

Baden-Württemberg 12,7 14,4

Niedersachsen
(Bassa Sassonia) 9,5 8,9

Hessen
(Assia) 7,4 9,7

Sachsen
(Sassonia) * 5,6 3,3

Rheinland Pfalz
(Renania-Palatinato) 4,9 4,2

Berlin
(Berlino) 4,2 4,3

Schleswig Holstein 3,3 3,1

Sachsen-Anhalt
(Sassonia-Anhalt) * 3,3 1,9

Brandenburg
(Brandeburgo) * 3,1 1,9

Thüringen
(Turingia) * 3,0 1,7

Mecklenburg-Vorpommern
(Meclemburgo-Pomerania) * 2,2 1,3

Hamburg
(Amburgo) 2,1 3,9

Saarland 1,3 1,2

Bremen
(Brema) 0,8 1,1
Da questa statistica si vede un grosso squilibrio tra le regioni dell'est e quelle dell'ovest: nelle 5 regioni dell'ex DDR (Germania dell'est) vive il 17,3% della popolazione della Germania, ma queste regioni rappresentano solo il 10,1% della forza economica del paese. Nelle regioni dell'ovest invece vive il 82,7% della popolazione, queste regioni rappresentano invece il 89,9% della forza economica!
http://www.viaggio-in-germania.de/federalismo.html
commento di galfra inviato il 15 febbraio 2011
Caro Bersani,
sono d'accordo co le sue iniziative sul federalismo, purché si prenda a modello la Germania (10 laender di cui 3 aree metropolitane e 500 parlamentari). La lega vuole aggiungere il federalismo all'organizzazione sgangherata e pletorica di regioni,province, comunità, comuni piccolissimi e per sovrappiù mantenendo i benefici fiscali alle regioni autonome.
Pertanto confrontiamoci pure con la Lega su un federalismo per sostituzione e non con il "pacco" che gli sta rifilando B!
Il ceto politico deve diminuire non aumentare con il federalismo.
In altri termini ci vuole una "lenzuolata" sulla pubblica amministrazione ed il ceto politico!
commento di galfra inviato il 15 febbraio 2011
Negli Usa la prostituzione femminile equivale allo stupro, nell'Italia berlusconizzata è un scappatella
commento di galfra inviato il 15 febbraio 2011
calendario di Berlusconi in tribunale:

- Il prossimo 28 febbraio riprenderà il processo sui presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset, uno di quelli sospesi in attesa della sentenza della Consulta sul legittimo impedimentio continuativo. Il premier risponde di frode fiscale: sul falso in bilancio e appropriazione indebita è già arrivata da tempo la prescrizione, che tra due anni seppellirà tutto.

- Il 5 marzo riprenderà l'udienza riguardante Mediatrade, controllata mediaset al 100 per cento, sempre diritti tv. Berlusconi risponde di appropriazione indebita fino al 2006 e frode fiscale fino al 2009. Tra gli imputati anche il figlio Piersilvio.

- L'11 marzo è previsto il processo per la corruzione di David Mills. Nello stesso giorno a Bruxelles ci sarà un Consiglio d'europa straordinario sull'economia. La richiesta di rinvio per legittimo impedimento appare come un atto dovuto.

- In primavera Berlusconi dovrà comparire anche nell'udienza Unipol. I pm hanno chiesto l'archiviazione delle accuse di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, in riferimento alla pubblicazione su Il Giornale della telefonata in cui Fassino diceva a Consorte: "allora abbiamo una banca?".

- Per il premier si potrebbe profilare un'udienza camerale in relazione alla richiesta di archiviazione del presunto aggiotaggio in merito all'invito rivolto da Berlusconi agli imprenditori a non dare pubblicità ai giornali "che remano contro".

- A Roma, a breve i pm chiuderano le indagini su Rti, altro capitolo del procedimento sui diritti tv nato dalla trasmissione di atti da Milano. Anche qui l'accusa per il premier è frode fiscale.
commento di car me lo inviato il 15 febbraio 2011
Berlusconi rappresenta quell'Italia che non accetta lacci e lacciuoli, che non rispetta le regole democratiche, che del bene comune non se ne frega niente, di quelli che le regole stanno strette, che vuole avere senza dare, di quelli cioè che: te ne lascio una se me ne frego quattro. Quell'Italia che abita al sud, al centro e al nord che mantiene coloro che delle istituzioni fanno una depandance della propria casa, della propria azienda, del proprio orticello e non si fanno scrupoli di candidare i propri figli, nipoti, amici e igieniste dentali. Ci vorrebbero invece tanti igienisti mentali giusto per fare una battuta e sdrammatizzare. Una malattia che ultimamente è stata ben diffusa nel territorio, in tutto il territorio a parte tante o forse poche eccezioni come per esempio il Sindaco di Adrano (certamente uomo del sud ma non piagnone del sud) che per il bene comune ha perso la vita.
Piagnoni al Sud si ma berlusconiani ovunque. Caduto Il cavaliere che è uno resteranno i fanti che sono purtroppo tanti.
C'è poco da stare allegri.
Prima di discutere dei massimi sistemi, come il federalismo, dovremmo non dimenticarci delle precedenti priorità come per esempio il cambio della legge elettorale di cui poco se ne stà parlando.
Dobbiamo abbattere un sistema politico corrotto e corruttibile se no non andremo molto lontani.


commento di magnagrecia inviato il 15 febbraio 2011
Da meridionale, dico che il Paese non può più reggere, economicamente prima che moralmente, l’andazzo inefficiente, sprecone, talora truffaldino, sempre insopportabilmente piagnone delle Regioni del Sud. Il federalismo fiscale solidale - sul modello tedesco, che ha 16 laender, non 10 come scriveva Galfra – diventa, per porvi rimedio, cosa buona e giusta.
Forza, Pierluigi Bersani, Silvio B. è capace di tutto, proprio di tutto; si potrà toglierlo di mezzo prima o poi, ma per fare più in fretta ed evitare al Paese ulteriori guai è opportuno provocare il ritiro del sostegno della Lega Nord al Governo.
commento di galfra inviato il 15 febbraio 2011

Sondaggio Famiglia Cristiana: “Dovrebbe dimettersi?”. Il 96% dice sì 71 –
L’edizione online di Famiglia Cristiana ha lanciato un sondaggio sulla propria homepage. Alla domanda ”Berlusconi a processo: dovrebbe dimettersi?” hanno risposto più di 500 lettori nel giro di poco più di un’ora. La risposta, per la stragrande maggioranza (96,6%),
commento di Anpo inviato il 15 febbraio 2011
Il buon Bersani con la sua apertura sul federalismo (che peraltro non è nulla di nuovo) ha gettato la destra nel panico. Bondi e Cicchitto dicono che il segretario PD è pronto a tutto pur di far cadere Berlusconi (E questo è il miglior complimento che Bersani potesse ricevere) e i leghisti balbettano sulla necessità che la riforma sia ampiamente condivisa.

Perchè se da un lato cianciano di federalismo, dall'altro il loro vero intento è quello di usarlo come scusa per ottenere più poltrone e più potere, obbiettivo che possono ottenere solo attraverso Berlusconi.

Per questo non staccheranno al spina al governo.
commento di car me lo inviato il 15 febbraio 2011
Continua:
Credo che senza volerlo ci siamo messi in un nebbioso pantano, prima alla ostinata ricerca del leader, poi pensando ad una grande coalizione ora al patto sul federalismo. Tre anni passati per il primo punto, due mesi circa per gli altri due punti, che in politica sono niente.
Dovremmo forse cercare innanzitutto di ritrovare quella che era la nostra anima e forse quella che stà venendo meno. Quello che erano i nostri valori e i nostri obiettivi principali e ne citerò solo tre, c'erano vi ricordate, il lavoro, i giovani, la cultura e non certo il federalismo.
Il mio pessimismo deriva dal fatto che non siamo stati capaci di battere un governo battibilissimo a livello politico e questo perchè ci manca, visto il nostro barcamenarci, una vera alternativa di governo.
Sarà la magistratura a far cadere, come da previsioni dei luogotenenti berlusconiani, il Cavaliere la politica ne è stata incapace.
Chi i responsabili di questa ulteriore sconfitta?
commento di car me lo inviato il 15 febbraio 2011
Tutti a chiedersi - La pressione della base Leghista e cosa farà Bossi -.
a sentire la maggior parte delle telefonate a Radio Padana siamo messi bene:
Bersani è un comunista, servo e bugiardo mai alleanze con i comunisti.
Se questo è il pensiero della base, Bersani quale patto va a chiedere alla Lega?
Bossi innanzitutto deve togliersi l'armatura di dosso e deve cominciare a indossare vestiti più democratici più consoni ad uno stato democratico che aspira a diventare, caso forse unico al mondo, federalista. Se davvero vuole sto benedetto federalismo deve isolare, se ne è capace, gli estremismi interni al suo partito nordcentrico e cominciare a guardare all'Italia con occhi e sentimenti diversi, solo dopo possiamo patteggiare.
La cosa avvilente è che nonostante fatti personali, che sotto gli occhi di tutto il mondo che sta a sua volta cambiando radicalmente, stanno devastando lo stato democratico e ancora il Mediaset/Premier si tiene aggrappato all'ormai esile filo del potere che ancora gli rimane, noi stiamo lì a Mendicare patti con chi tra l'altro ha sostenitori che non vogliono festeggiare i 150 anni di unificazione e in più ci considerano Ladri Comunisti, Bugiardi Comunisti, Servi Comunisti e altre e tante invettive sentite dalle mie orecchie in quella radio di quel paese che fino a prova contraria non esiste. La padania.
Abbiamo forse paura di andare al Governo del Paese?
Abbiamo forse paura che se andiamo al governo del paese, poi i problemi non li risolviamo?
Messi come siamo credo che in tutto il mondo l'opposizione avrebbe già da tempo ottenuto il risultato e si sarebbe impegnata con ogni forza democratica al cambio del governo.
L'opposizione in questi ultimi mesi, invece, a quali e quanti soluzioni ha puntato rimanendo incastrata su se stessa... Bastano le dita di una mano a contarle tutte?
Credo che senza volerlo ci siamo messi in un nebbioso pantano, prima alla ostinata ricerca del leader, poi pensando ad una grande coalizi
commento di magnagrecia inviato il 15 febbraio 2011
Con buona pace di Berlusconi e dei berlusconiani, l’Italia è ancora uno Stato di diritto e c‘è un giudice (donna) a Berlino.
In punta di fatto, ci sono prove evidenti sia per il reato di concussione, sia per il reato di favoreggiamento della prostituzione minorile.
In punta di diritto, la competenza è del Tribunale di Milano, e non del Tribunale dei Ministri.
Sotto il profilo psicologico, è del tutto vano sperare in un atto di resipiscenza e di responsabilità del premier.
Dal punto di vista politico, vedremo se Bossi, sotto la pressione della sua base leghista, manterrà il sostegno al Governo.
Sotto l’aspetto delle alleanze politiche per il dopo, occorre avere ben chiaro il “che fare”, cioè trovare un minimo comun denominatore, su cui è più facile trovare l’accordo (in ordine di difficoltà): 1) una riforma del sistema dell’informazione, in particolare delle tv; 2) alcune misure urgenti per la crescita economica ed occupazionale; 3) una nuova legge elettorale.
Occorre grosso modo un anno di tempo. L'anno prossimo si va al voto.

CASO RUBY
Il Gip: "C'è la prova, processate Berlusconi"
Rito immediato, prima udienza il 6 aprile
Il giudice Cristina Di Censo rileva la sussistenza della prova evidente e attribuisce al Tribunale di Milano la competenza territoriale per il procedimento a carico del premier, accusato di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile dalla procura milanese. Sarà giudicato da tre magistrati donna
http://www.repubblica.it/politica/2011/02/15/news/ruby_berlusconi_rinviato_a_giudizio-1248289
commento di pasquino50 inviato il 15 febbraio 2011
Finchè si considererà male minore dare la possibilità al popolo di eleggere i propri rappresentanti, non ci potrà essere futuro serio per il nostro paese.
Non ci sono crisi economiche che tengano o pericoli di radicalizzazione dello scontro, già ci siamo nel pericolo, tutto rappresentato dall'impossibilità di liberare democraticamente il parlamento dalla teppaglia corruttiva.Le strade percorribili, in punta di democrazia parlamentare, per lo scioglimento delle camere, sono tutte sbarrate, impercorribili per chi osserva i fatti con gli occhi della "casta". Rimane, ancora una volta, il potere giudiziario a sbrogliare la matassa, con necrologio della politica. Non ci si nasconda dietro il dito. La protesta che sale dal basso offre per l'ennesima volta la corda alla politica del palazzo per i desiderata del cambiamento.Ma essa non viene ascoltata. E quando un paese che urla dal basso non è ascoltato, può solo verirne cattivo auspicio. Alchimie di coalizioni, promesse elettorali si infrangono sul problema del dittatore che non cede passo. Non vi è "democrazia parlamentare" che tenga: il popolo è sovrano nelle sue decisioni, con l'ausilio del voto o della sommossa e quando si blocca il voto... Ma ha chi fa veramente paura? Scelga Napolitano con chi stare e si comporti di conseguenza. Il tempo stringe sempre più, dall'impotenza si passa facilmente alla forza ragionata o violenta. Non se ne esce.Senza rompere le uova, la frittata non si fa.
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27 febbraio 2008
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