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contributo inviato da Anpo il 10 febbraio 2011

A questo punto, dopo i vari "reponsabili" o presunti tali, che si sono affannati a fare da stampella al sempre più traballante governo Governo, i margini per la formazione in questo Parlamento di una amggioranza senza PDL e Lega (sempre più due facce della stessa medaglia) si fanno davvero risicate.

Quindi che fare? Beh i sondaggi, a volergli dal credito, ci dicono (una volta tanto concordemente) che un'alleanza sinistra + terzo polo polverizzerebbe, a prescindere dal nome del candidato premier a Palazzo Chigi, Berlusconi  e soci.

Gli irriducibili che si dicono contrari, come Di Pietro, e recentemente Vendola, non hanno gran che da offrire in termini di progetto vincente per un centrosinistra che andasse da solo in una corsa a tre (sempre sperando che alla fine Berlusconi non trovi qualche alchimia per ottenere, quantomeno, la non belligeranza di Casini e co.).

A mio avviso le opzioni sono due. O ci si sporca le mani fino in fondo come fecero i nostri padri contro il fascismo facendo quelle alleanze, per il tempo strettamente necessario a "raddrizzare" la demcorazia in questo Paese, ritenuti "innaturali" dai celoduristi innaturali c oppure dobbiamo tirare fuori un progetto veramente innovativo spostare massicciamente i consensi all'interno di un sistema mediatico in cui i partiti di opposzione finiscono nei trafiletti.

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commento di Stefano51 inviato il 13 febbraio 2011
Come si abbate un regime, Anpo? Domani si scende in piazza e si rimane lì, davvero. O ci fidiamo della nostra forza, e allora è proprio il caso di dire "se non ora quando", oppure lasciamo perdere e Berlusconi governerà per altri cento anni fino all'ultimo nipote. Non c'è più da far domande, è ora di dare risposte.

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/2011/02/12/domani_13_febbraio_in_piazza_p.html

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it
commento di Kurtsack inviato il 12 febbraio 2011
Usando il termine regime che diventa attuale se viene riferito alle misure anticrisi che hanno imposto un regime dietetico molto restrittivo alla maggior parte degli italiani si ricava che un regime può essere contrastato da un altro regime che propone una dieta più nutriente. Non è ,però, con provvedimenti giusti ma falsati dal termine liberalizzazioni che si ottiene fiducia proprio in un momento in cui c'è bisogno di interventi a favore della sicurezza compresa quella economica per rassicurare l'opinione pubblica.
Le liberalizzazioni proposte da un partito di centro-sinistra acquistano carattere di una confusione del ruolo del partito nella società attuale che aspira alla garanzia di quei valori espressi da Bersani ma che non possono scaturire da liberalizzazioni la cui formula potrebbe sembrare un alibi agli obiettivi reali di una sinistra che gìà nel governo Prodi ha intrapreso un discorso azioni tutt'altro che interclassiste. Il partito democratico , a mio avviso , deve liberalizzarsi solo al suo interno consentendo un libero dibattito , ma all'esterno deve avere solo la voce del segretario . Qualsiasi regime s'impone quando il partito è in grado di costruire un unico punto di riferimento . La partecipazione a dibattiti,opinioni espresse dai responsabili del partito debbono convergere verso una unica direzione quale quella autorizzata dal segretario del partito. Se un regime punta su di un leader costruendo un leader più forte si può ottenere un consenso elettorale . Una cosa è anche importante : aprire le stanze del potere ai singoli cittadini , anche via e-mail o fax ed interessarsi di qualsiasi istanza o problema sottoposto alla attenzione di qualsiasi esponente del partito , segretario compreso Che si tratti di parlamentari in veste ministeriale palese od in ombra non potrà esserci democrazia o fiducia se vengono disattese le istanze dei singoli elettori. Occorre attrezzare un apposito settore che sia in grado di mantenere questi rapporti al di fuo
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