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contributo inviato da spiritolibero il 9 febbraio 2011

L’unica via di uscita è uno Stato Federale a base Regionale.

… Il federalismo moderno e contemporaneo presuppone ed esige un autonomo processo di fondazione dello Stato federale per mezzo della creazione di un rapporto di unione di vari Stati sovrani che decidono, ciò facendo, di autolimitare spontaneamente le loro diverse sovranità e di dar luogo a una nuova forma di Stato, la federazione che gode a sua volta di autonoma sovranità, che conosce il suo limite in quella degli Stati membri, i quali conservano alcuni dei loro diritti di sovranità e di autonomia politica [Dunque] La federazione denomina un vero e proprio superstato federale, mentre la confederazione – che non ha carattere statale – indica un mero ambito patrizio, temporaneo e transitorio, che non implica alcuna limitazione o rinuncia di sovranità da parte dei  suoi membri (p. 16).

Tratto da: Corrado Malandrino, Federalismo. Storia, idee, modelli, Carocci, Roma 1998, pp. 184.

In sintesi il federalismo nasce dall’unione di Stati sovrani.

L’Italia è uno Stato sovrano (che non si sta unendo con altri Stati) che con la legge impropriamente detta federalista pone in essere solo una autonomia comunale. Quindi stiamo parlando di due situazione diverse. La logica federale dice che dovrebbero essere le Regioni a dare gli strumenti necessari ai Comuni e non lo Stato centrale che fissa per legge limiti uguali per tutti i comuni facendo di ogni erba un fascio.

L’Italia dovrebbe diventare una Federazioni di Regione autonome.

La Lega, Berlusconi e Tremonti mentono sul federalismo. Ma il PD tace su molte cose.

La lega Nord, avendo stretti rapporti con la Svizzera, tramite con la Lega dei Ticinesi, conosce benissimo il Federalismo praticato in Svizzera che è una Confederazione di Stati. Stati, detti Cantoni, i quali hanno ognuno una propria Costituzione, con un Governo e due Camere e una Magistratura indipendente. 22 Cantoni con 22 Costituzioni; ognuna diversa. Ogni Cantone ha una sua politica anche sulle finanze: Il Federalismo fiscale.

Ci sono tre livelli di imposizione fiscale che poggia su una base di aliquote decisa dai singoli Cantoni: l’Imposta Cantonale. Su questa base la Confederazione, il Governo centrale per intenderci, decide la propria Imposta Federale che generalmente si aggira su una percentuale del 5%; sulla stessa imposta Cantonale i Comuni decidono la propria percentuale di Imposta Comunale che ha una forbice vasta: dal 50% al oltre il 100%.

Esempio:

Imposta Cantonale del Canton Ticino: 1000 Fr.(130 Euro);

Imposta Federale del 5%: 50 Fr. (65 Euro);

Imposta Comunale 75%: 750 Fr. (975 Euro).

A seconda della necessità finanziaria del Comune: dal 50%a oltre il 100%. In genere la percentuale dei comuni si aggira dal 50 all’85%. Raramente si va oltre il 95%; in alcuni casi si va oltre il 100%.

Poi vi è il cosiddetto fondo perequativo (di solidarietà) per i Comuni e i Cantoni: i Cantoni e i Comuni più ricchi e solidi pagano per equilibrare le finanze dei meno virtuosi.

Questo è federalismo fiscale. E questo è possibile solo con paesi che hanno fatto la storia con l’autonomia locale: 700 anni di esperienza.

Queste cose la Lega di Bossi e di Calderoli, ma anche il Ministro Tremonti e Berlusconi, che conoscono la Svizzera come le proprie Tasche che ha in Svizzera conti e conticini, li conoscono benissimo, quindi mentono sulla legge sul federalismo fiscale che stanno propinando agli italiani: è una semplice autonomia comunale sul prelievo delle tasse. Altro che federalismo fiscale.

Ancora una cosa: dal 1990, in Svizzera tutti i comuni stanno mettendo in atto un processo di aggregazione tra comuni sofferenti finanziariamente, vale a dire comuni piccoli che vanno dalle centinaia di cittadini a comuni anche con 5000/7000 cittadini che si fondono e danno vita a comuni più grandi e solidi per quanto riguarda le finanze. Questo perché si riscontrano dei rischi di reperimento finanziario per sostenere in vita un comune che altrimenti muore. Questo significa un risparmio enorme sulle spese della politica: meno Sindaci, meno Municipi, meno Consiglieri Comunali, meno burocrazia; uguale meno tasse.

Bossi, Calderoli, Berlusconi e Tremonti mentono colpevolmente su queste cose. Quale è il loro vero scopo allora? A me viene un dubbio.

Con questa autonomia sul prelievo delle tasse, questo governo sta ponendo le basi su una rinascita dei comuni virtuosi, cioè quelli ricchi del Nord. Nel giro di quattro anni questi comuni ricchi si troveranno nelle condizioni di avere i comuni poveri e in difficoltà come palle di piombo al piedi; stiamo parlando della maggior parte dei comuni del centro sud. A quel punto la forza produttiva e finanziaria dei comuni più forti farà in modo che si ricominci a parlare di secessione dal resto dell’Italia. L’intervento di Formigoni, Corriere della Sera di oggi, va in questa direzione perché da un lato chiede un vero Federalismo fiscale senza dire quale e con quali basi e contemporaneamente cita le tre regioni forti del nord che sono stufe di pagare per gli altri. I toni e l’enfasi delle parole usate sono le stesse dei leghisti di qualche anno fa quando sbandieravano la secessione. Secessione che, secondo il mio punto di vista, è latente ma viva in attesa di tempi migliori.

La Lega sta gettando le basi per sopravvivere politicamente ancora per un quarto di secolo e mira alla secessione come tappa finale.

È finito il sogno berlusconiano. Ma quello che più mi fa male  è che sta finendo anche il sogno del PD perché sta diventando cieco e senza nessun futuro da prevedere perché non sapendo leggere la realtà  le implicazioni e gli sviluppi delle politiche Leghiste e Berlusconiane, non ha niente da proporre al paese per dargli un futuro.

La soluzione è nello stesso federalismo. Di federalismo vero però, con le Regioni principali attori protagonisti e artefici del proprio futuro.

L’Italia può diventare uno Stato Federale di Regionale Autonome dando piena autonomia alle Regioni che hanno già uno statuto proprio. Se il PD capisce questa semplice “equazione democratica” può risvegliare nei cittadini una nuova stagione di vero impegno verso i sacrifici necessari (che ci saranno, comunque vadano le cose) per mettere in piedi le riforme che servono.

Forse usciremo dall’incubo berlusconiano, ma sarà molto dura rimettersi in piedi e ricominciare a disegnare un futuro, specialmente se concentriamo i nostri interessi solo sulle vicende di Berlusconi, che comunque meritano massima attenzione, e non sui risvolti delle politiche di Berlusconi, Tremonti e Bossi, specialmente sul cosiddetto federalismo.

Spirito libero

TAG:  RIFORME  FEDERALISMO  AUTONOMIA  REGIONI  COMUNI  STATO  PD 

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commenti a questo articolo 0
commento di fabio1963 inviato il 11 febbraio 2011
La penso anch'io come te, anche perché il SUD non consentirà un federalismo non solidale: i sudisti non sono stupidi: fino ad ora hanno dato il voto al berlusca, perché li difendeva da Bossi: ora che Bossi li vuole fregare e il berlusca non riesce ad impedirlo prevedo questo scenario:

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