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contributo inviato da cesare pisano il 7 febbraio 2011

Di Cesare Pisano

Una domenica che doveva essere una specie di festa da parte dei tanti, che, da tutte le parti d’Italia, erano convenuti, chiamati dal Popolo viola, per manifestare la loro indignazione e chiedere le dimissione del Premier, e’ finita come non doveva terminare: con una violenza fuori luogo e non giustificabile.

Certamente, gli organizzatori della manifestazione non avevano pensato che la strumentalizzazione, di qualche gruppo di estremisti, potesse esplodere fino a creare una forza d’urto con le forze dell’ordine, preposte alla difesa ed incolumità del Premier.

Gli organizzatori avrebbero dovuto comprendere che, manifestare nelle adiacenze e negli spazi prossimi la villa del Premier, poteva significare un pericolo di sbocco verso la violenza ingiustificata.

L’avere manifestato una forzatura per aprire varchi alla folla, ha costretto l’immediata reazione delle forze dell’ordine; e mi pare abbastanza logico che questo si doveva prevedere, onde evitare future strumentalizzazioni ed azzerare o tentare di azzerare la forza d’urto socio-psicologia-politica di coscienze democratiche vive, che affermano la loro libera espressione, contro un Capo del Governo considerato inadeguato.

Si doveva sapere che non sempre il tutto puo’ essere filtrato da un severo controllo; spesso, la stessa felicità del manifestare, o il lasciarsi andare, perché ci si identifica nella folla, ove si annulla la propria individualità, per rappresentarsi come parte del numero esteso dei partecipanti, avrà potuto fare dimenticare ai molti, ma, soprattutto, a chi aveva la responsabilità di individuare ed isolare, che, in questi casi, quando il gioco si fa duro, gruppi estranei ai manifestanti ed alle loro intenzioni, possono agire strumentalizzando il momento, per creare fenomeni di aggressività e violenza i cui effetti si potrebbero ritorcere contro gli obiettivi, diametralmente opposti, perché pacifici, dei responsabili, come nel caso del Popolo viola.

Gli arresti fanno presupporre quanto detto; sono giovani del tutto estranei al movimento, che ha posto nella sua agenda, non una sola manifestazione, ma, una serie di azioni, per dire, chiaramente e pacificamente, al Premier di lasciare, per evitare di creare altri danni agli italiani.

L’Associazione del Popolo viola ha pubblicato una nota in cui afferma:

"Come cittadini Viola ci dissociamo dall'iniziativa di una decina di facinorosi che oggi hanno tentato di formare un corteo non autorizzato. La nostra solidarietà va alle forze dell'ordine con le quali manteniamo un rapporto di stretta collaborazione".

Infatti, non poteva essere altrimenti; il Popolo viola è un movimento democratico non violento la cui coscienza critica si dirige alla concretizzazione di azioni condivise, in quanto autorizzate.

TAG:  ARCORE  MANIFESTAZIONE VIOLA  VIOLENZA  TAFFERUGLI  PREMIER   

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