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contributo inviato da drugantibus il 5 febbraio 2011

Credo possa essere d'aiuto, per sviluppare una reale politica di integrazione, dare un'occhiata a quello che succede nel resto d'Europa. Qui sotto troverete un estratto delle leggi che fissano le politiche linguistiche in vari paesi dell'Unione e non. Giusto per capire dove vogliamo andare.

 

Paese: Francia

 Dal 2008 il “Ministère de l’Immigration, de l’Intégration, de l’Identité Nationale et du développement solidaire” chiede a tutti gli immigrati regolari (ricongiungimenti familiari compresi) di sostenere prima della partenza per la Francia un test che certifichi la conoscenza della lingua francese e dei principi fondamentali della Repubblica francese. Se ne occupa l’OFII (Office français de l’immigration et de l’intégration).

Una volta giunti in Francia, tutti gli stranieri che desiderano risiedere in maniera duratura in Francia devono sottoscrivere il Contratto di Accoglienza e Integrazione sottoscritto con il Prefetto, rappresentante dello Stato. Con la firma del CAI gli stranieri si impegnano tra l’altro a “seguire un percorso di formazione sui diritti e i doveri dei genitori in Francia e a rispettare l’obbligo scolastico” (Legge n. 2007 – 1631 del 20 novembre 2007).

·         Negli obblighi del CAI figurano:

1.      Un corso di formazione civica, obbligatorio per tutti i firmatari, che si svolge in una sola giornata e consente ai partecipanti di conoscere le istituzioni francesi e i valori della Repubblica (la parità dei sessi, la laicità, l’accesso obbligatorio e gratuito all’educazione) e l’organizzazione politica e amministrativa della Francia.

2.      Una sessione di informazione sulla vita in Francia, modulata in funzione delle esigenze degli immigrati della durata di un’ora (nell’ambito dell’OFII) o di 6 ore (sessione presso un organismo appartenente all’OFII). Questa sessione permette di informare i nuovi arrivati sulle pratiche della vita quotidiana.

3.      Un percorso di formazione linguistica: durante il colloquio individuale, l’ispettore procede a una verifica orale e scritta della conoscenza della lingua francese.  (La prima volta che viene somministrato, il test è gratuito)

4.      Se il livello del migrante è considerato sufficiente, viene rilasciato un attestato di dispensa dalla formazione linguistica (AMDFL). Tale documento attesta un livello di conoscenza sufficiente della lingua francese.

5.      Se il livello dell’immigrante è considerato insufficiente, all’immigrante viene prescritto un corso di formazione linguistica della durata massima di 400 ore (i corsi sono finanziati dall’OFII). Al termine del corso, i partecipanti sostengono un esame che permette loro di ottenere il Diploma Iniziale di Lingua Francese (DILF). Il conseguimento del diploma attesta un livello soddisfacente di conoscenza della lingua francese.

In caso di mancato rispetto degli impegni definiti nel contratto, il Prefetto può rescinderlo, rifiutare il primo rinnovo del permesso di soggiorno o l’emissione del permesso di stabilimento.

·         Dal secondo semestre del 2003 al 31 dicembre 2006  sono stati firmati 207.805 contratti con un tasso di adesione superiore al 96% nel 2006 (cui vanno aggiunti almeno i 26.765 contratti firmati nel primo trimestre del 2007).

 

 

Paese: Regno unito

Per gestire l’ingresso nel Regno unito, il nuovo testo delle Immigration Rules utilizza un sistema a punti. La nuova politica si basa su cinque livelli (tier) di ammissione, ciascuno dei quali richiede criteri specifici e requisiti precisi per l’accettazione delle candidature. Inoltre, l’ammissione per gli immigrati per ciascun livello viene decisa sulla base di punteggi, mentre lo sponsor (individuale o istituzionale) dell’immigrato viene costretto al rispetto di regole stringenti per evitare gli abusi.

I cinque livelli di ammissione (sono esclusi i turisti e i visitanti) sono i seguenti:

1)-Persone altamente qualificate (skilled) che contribuiscono alla crescita e allo sviluppo della produttività; in questa categoria rientrano anche persone con capitali da investire e gli imprenditori;

2)-Persone qualificate che abbiano un’offerta di lavoro e che riempiono vacanze nella forza di lavoro nazionale;

3)-Un numero limitato di lavoratori a bassa qualificazione per soddisfare specifici e transitori vuoti nella forza di lavoro;

4)-Studenti;

5)-Mobilità giovanile e lavoratori temporanei: si tratta di persone cui viene permesso di lavorare per un periodo limitato nel Regno Unito con l’obbiettivo di soddisfare obbiettivi di natura principalmente non economici (per es: settore non profit).

 

I livelli 1 e 2, che raggruppano i migranti che contribuiscono di più allo sviluppo, hanno la strada aperta per un vero e proprio insediamento nel paese. I livelli 3-5 hanno, invece, natura temporanea: ci si attende che chi entra per questi percorsi ritorni al paese di origine. Salvo che per gli studenti del livello 4, non è permesso passare da un livello all’altro. I candidati dei livelli 2-5 debbono avere uno sponsor (datore di lavoro, istituzione privata o pubblica) approvato e certificato.

Per quanto riguarda la conoscenza della lingua inglese:

  1. agli immigrati di livello 1 viene richiesta una conoscenza dell’inglese del livello C1 QCE
  2. agli immigrati di livello 2 viene richiesta una conoscenza di base (“la competenza di un parlante standard, inclusa la capacità di capire e usare espressioni comuni, di presentare sé stesso o altri e di dare o ricevere informazioni su dettagli personali di base”), e in più l’esibizione di un certificato di lingua rilasciato da un Ente certificatore riconosciuto dallo Stato o di un diploma di livello universitario

Il rispetto di queste caratteristiche prevede l’assegnazione di 10 punti nel totale del punteggio per l’ingresso.

 

Per ottenere la cittadinanza britannica è necessario frequentare il corso ESOL (English for Speakers of Other Languages) “Skill For Life”, articolato in tre livelli: livello d’entrata, livello 1 e livello 2. Il Governo dà notizia dei corsi ESOL sul suo sito e incoraggia la frequenza di questi corsi tramite il sito “Move On” (http://www.move-on.org.uk/), che mette a disposizione degli utenti materiali gratuiti, contatti con i centri che erogano i corsi e test in linea.

 

 Paese: Germania

Organismo competente: BAMF (“Bundesamt für Migration und Flüchtlinge”, “Ufficio Federale per gli Immigrati e i Rifugiati”)

Germania

Il BAMF gestisce corsi di integrazione in collaborazione con l’amministrazione federale e gli enti locali. I corsi vengono appaltati a strutture pubbliche e private. L’obiettivo è portare gli iscritti a una conoscenza linguistica pari al livello B1 QCE, previsto dalla legge per tutti gli stranieri e in alcuni casi obbligatorio  (quando gli stranieri sono del tutto impossibilitati a comunicare in tedesco e quando l’Ufficio stranieri fa richiesta esplicita della frequenza del corso). I corsi si articolano in 645 ore, di cui 600 dedicate all’insegnamento linguistico. Se al termine del corso gli iscritti non riescono a superare la prova di certificazione (DTZ, vedi sotto), possono frequentare 300 ulteriori ore di corso integrativo. Le restanti 45 ore vengono dedicate all’orientamento, ossia alla spiegazione della cultura, della legge, della storia e dei diritti fondamentali della Repubblica federale. Per gli stranieri che non sanno leggere e scrivere il corso di integrazione dura 945 ore complessive (di cui 900 dedicate alla lingua).

Hanno diritto a partecipare ai corsi tutti gli stranieri che ne hanno bisogno. Il corso è gratuito per chi non ha reddito sufficiente a pagare la quota. Quelli che pagano, versano una tariffa più che simbolica di 1 euro per ora di lezione. Gli studenti che sono obbligati a fare il corso si vedono rimborsate anche le spese di viaggio da e per la sede del corso.

Propedeutico al corso è un test di livello, che permette di creare classi di studio omogenee.

Il corso si conclude con l’esame di certificazione di lingua DTZ (Deutsch Test für Zuwanderer) che copre i livelli A2 e B1 del QCE, inaugurato il 1 luglio 2009 e creato dal Goethe Institut. Oltre alle competenze previste dal QCE, il DZT propone ai candidati situazioni e temi vicini ai reali bisogni comunicativi degli immigrati. Oltre al corso e alla certificazione per gli adulti sono previsti corsi ed esami dedicati ai ragazzi.

Per quanto riguarda invece la parte di orientamento, alla fine del corso viene somministrato un test di 25 domande.

  

Paese: Svezia

Il “Ministero per l’Integrazione e l’uguaglianza dei generi” (NB: il ministro è una donna nata in Burundi) delega agli enti locali il procedimento di integrazione, che prevede un corso di lingua (SFI: “Swedish For Immigrans”) e l’inserimento nella rete di contatti lavorativi, scolastici e relativi ai servizi per l’infanzia. Obiettivo dichiarato del percorso di integrazione è che gli stranieri “imparino lo svedese nel minor tempo possibile e siano in grado di sostenersi con le proprie forze”.

Il corso SFI è articolato in 3 livelli ed è pensato anche per chi non sa leggere e scrivere o ha una scolarità limitata; ha un’organizzazione flessibile, che permette di adattare le ore di lezione alle esigenze lavorative o scolastiche degli iscritti. Gli enti locali sono obbligati ad attivare un corso SFI entro 3 mesi dalla richiesta degli stranieri.

Al termine del corso SFI si rilascia un attestato che certifica il raggiungimento delle abilità richieste

 

 Paese: Norvegia

L’ultimo stanziamento del “Ministero del Lavoro e dell’Inclusione Sociale” per l’integrazione degli immigrati, riguardante il 2007 e il 2008, è stato di 512 milioni di corone norvegesi (più di sessanta milioni di euro).

All’interno del percorso di integrazione è obbligatorio dal 2005 un programma di studio specifico per la lingua norvegese, articolato in 300 lezioni.

Chi prende parte al programma di integrazione completo (che dura 2 anni) riceve dallo stato un benefit di oltre 15.000 euro. Gli iscritti sotto i 25 anni di età percepiscono i 2/3 del benefit.

Il tutto regolato dall’Introduction Act, che si pone come obiettivo “incrementare le possibilità dei migranti appena arrivati di partecipare all’attività lavorativa e sociale e di accrescere la propria indipendenza economica”.

Il percorso di formazione è affidato agli enti locali di residenza degli immigrati. Anche qui il corso di lingua deve partire entro i 3 mesi dalla richiesta.

 

 Paese: Finlandia

La gestione del processo di integrazione è regolata da una legge del 1999 (Atto sull’integrazione dei migranti e sull’accoglienza dei richiedenti asilo) i cui costi sono totalmente a carico dello Stato. La legge assegna al Ministero dell’Interno la responsabilità di “sviluppare, pianificare, guidare, monitorare e coordinare” l’integrazione degli stranieri.

Tra le attività necessarie a favorire l’integrazione c’è naturalmente “provvedere all’insegnamento della lingua finlandese o svedese”, nel quadro di un programma d’integrazione concordato fra il singolo migrante e le istituzioni; durante lo svolgimento del piano d’integrazione, il migrante riceve dallo Stato aiuto finanziario e una rete di supporto per la ricerca di lavoro.

L’obiettivo dell’integrazione linguistica viene genericamente definito come “dare [al migrante] l’opportunità di acquisire una padronanza sufficiente nel finlandese o nello svedese e altre competenze e abilità richieste nella vita sociale e lavorativa finlandese”.

Una proposta recente (23/11/09) di un gruppo di lavoro del Ministero dell’Interno fissa in un anno il tempo previsto per la formazione linguistica e culturale di base.

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