.
contributo inviato da team_realacci il 1 febbraio 2011
Fermare la povertà. Solo così sarà possibile risolvere l'emergenza cibo e fare in modo che la popolazione mondiale non superi gli 8 miliardi di persone. Sarà più semplice anche sconfiggere il riscaldamento globale, difendere la natura e le risorse degli ecosistemi, e riuscire a salvare il Pianeta. C'é una nuova idea di "futuro", una sfida da portare avanti in nome delle "prossime generazioni", nel 'Piano B' di Lester Brown, il papà del Worldwatch Institute (noto per i rapporti che raccontano dello stato di salute del mondo, 'State of the world') nonché fondatore e presidente dell'Earth Policy Institute. Brown - che ha da poco iniziato una rubrica sul sito del Wwf Italia - propone delle soluzioni per superare le crisi del globo: il suo 'Piano B', che è già giunto alla versione '4.0' (come il titolo del libro 'Piano B 4.0 - mobilitarsi per salvare la civilta''), offre un'idea alternativa al "modello contemporaneo" di sviluppo con l'obiettivo principale di "eradicare la povertà" e uscire dall'emergenza cibo.

Dalle pagine online dell'associazione del Panda - dove vengono pubblicati articoli e parti del 'Piano B' - lo stesso Brown (24 lauree honoris causa e scritti tradotti in oltre 40 lingue) spiega che di fronte c'é il "Piano più ambizioso" e "urgente" di "qualunque altra cosa l'umanità abbia fatto fino a oggi" basato "non su ciò che è politicamente realizzabile ma sulla realtà scientifica". Per arrivare al traguardo del percorso che salverà il Pianeta serve raggiungere quattro target precisi: taglio delle emissioni di CO2, controllo dell'incremento demografico mondiale, fermare la povertà, difesa della natura. Si tratta di aspetti fondamentali del Piano ritenuto da Brown "integrato e interdipendente" (nel senso che non riusciremo a stabilizzare la popolazione senza fermare la povertà e così via). Il progetto di abbassare le emissioni nette di CO2 dell'80% entro il 2020 impone - secondo Brown - "un radicale miglioramento dell'efficienza energetica a livello globale", investimenti nelle rinnovabili, blocco della deforestazione, e passare da "un'economia fondata sul petrolio" a una basata sull'eolico e il solare. Un altro obiettivo del 'Piano B' è stabilizzare la popolazione mondiale intorno agli 8 miliardi di individui.

Questo, perché "i 2,4 miliardi di persone in più previste al 2050 dalle Nazioni Unite sono destinate a nascere nei Paesi in Via di sviluppo", dove aumenterebbe la fame e le risorse come "terra e acqua" sono in condizioni critiche. Per Brown, prima di raggiungere i 9,2 miliardi di persone, servirebbe programmare "una diminuzione della fertilità". Fulcro del Piano è "eradicare la povertà" che è, sia un gesto "umano e umanitario", sia la chiave per accelerare la transizione verso famiglie meno numerose e consentire un accesso sicuro alle cure sanitarie. Inoltre contribuisce a riportare i Paesi poveri all'interno della comunità internazionale, in modo che possano fornire il loro contributo alle questioni globali come, per esempio, la lotta ai cambiamenti climatici. L'ultimo aspetto del 'Piano B' si occupa di risanare e proteggere gli ecosistemi naturali, quelli che permettono "l'esistenza della razza umana": dal divieto di deforestazione alla rigenerazione delle riserve ittiche, alla protezione delle risorse idriche. Per Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf e curatore del 'Piano B' edito in Italia, "i modelli di sviluppo socioeconomici dominanti" sono "insostenibili rispetto alle capacità del Pianeta", ed per questo che serve una "rivoluzione culturale" e la promozione della "migliore conoscenza scientifica disponibile" per "una società dove si possa vivere meglio consumando meno".

Fonte: Ansa
31 gennaio 2011
TAG:  CLIMA  PIANETA  EMISSIONI  CO2  FAME  POVERTÀ  MODELLO DI SVILUPPO  WORLDWATCH INSTITUTE  LESTER BROWN  PIANO B 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
26 gennaio 2009
attivita' nel PDnetwork