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contributo inviato da magnagrecia il 26 gennaio 2011

 

Riporto, come promesso, il punto di vista, sul tema dell’educazione sessuale, di un filosofo-teologo, Paolo De Bernardi (da Il diritto all’innocenza – Osservazioni sul progetto tecnocratico di educazione sessuale nelle scuole dellobbligo, “Sapienza”, Rivista di Filosofia e Teologia, LVII, pp. 325-335 – Aggiornato marzo 2008).
 
E’ questo argomento da trattare con grande delicatezza, dal momento che può consentire forme di condizionamento e plagio, molto più di discipline quali filosofia o religione, perché con l’educazione sessuale si trasmettono valori o modelli comportamentali che riguardano una delle sfere più intime della personalità: educazione che la scuola vorrebbe sottrarre alla competenza delle famiglie col pretesto che le famiglie non lo farebbero o non lo saprebbero fare. L’avvento del nuovo insegnamento preoccupa per i due seguenti riguardi.
1. Per la PRECOCIZZAZIONE degli interessi sessuali. Una cosa, ad esempio, è affrontare il tema dei rapporti non protetti con ragazzi di 18 anni, altra cosa con quelli di 14 e altra cosa ancora con quelli di 10 anni. Nel primo caso , si farà dell’informazione-prevenzione; nel secondo, oltre all’informazione si fa dell’istigazione a precocizzare le esperienze sessuali; nel terzo caso, si deturpa l’innocenza e si precocizzano illegittimamente interessi, che per natura dovrebbero comparire più tardi. (…) Emblematiche le dichiarazioni dell’ex ministro della Sanità U. Veronesi, secondo il quale l’educazione sessuale andrebbe insegnata sin dall’asilo (sic!).
2. Per i CONTENUTI. Avranno a questo punto i genitori la possibilità di avere l’esonero in quei casi dove insegnanti appartenenti a certe aree ideologiche dicessero che (…)?.
INQUIETANTI INIZIATIVE PER L’INFANZIA. (…). L’Italia ha aderito nel 1995 alla European Network of Health Promoting School (ENHPS) che riscuote l’approvazione della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e che impone ai paesi aderenti l’attiva partecipazione (anche con finanziamenti) dei Ministeri della Pubblica Istruzione e della Sanità. La rete di scuole coinvolta in tale progetto vede messi in atto corsi di educazione sessuale, anche per fasce di età da 3 a 11 anni (…).
La GuidaGenitori.it (…) ritiene, per bocca della psichiatra e psicoterapeuta R. Trabalzini, che: “La masturbazione nel bambino è assolutamente naturale… L’autostimolazione dei genitali rappresenta per i bambini soprattutto una possibilità di consolazione alla quale ricorrere nei momenti di stanchezza, di solitudine, di noia… Impedire al bambino la masturbazione con rimproveri, punizioni e castighi è certamente un atteggiamento fuori luogo…”.
La psicologa R. Giommi, dell’Istituto Internazionale di Sessuologia di Firenze (…) scrive dei bambini: “Si può insegnare loro la differenza di genere (maschile e femminile), oggetto di grande curiosità, parlando loro naturalmente con un linguaggio che siano in grado di comprendere (…)".
 
Per i più “curiosi” (se non funziona il link): cercate attraverso Google la invero interessante, integrale analisi, anche per la dovizia di riferimenti ad organismi qualificati e di spiegazioni dettagliate anche sui metodi seguiti all’estero, che il filosofo-teologo (non vorrei esagerare) mi pare riferisca anche con un certo compiaciuto dilungarsi sui particolari un po’ scabrosi e sui quali esprime naturalmente un giudizio molto severo.
 
Aggiungo, per finire, alcune osservazioni.
 
Sigmund Freud afferma che l’umanità, per potersi sviluppare, ha dovuto mettere sotto controllo la potente pulsione sessuale (libido) e, ad un certo punto della sua evoluzione, ha affidato questo compito alla religione. Se questo è vero, quindi, c’è un nesso stretto ed un conflitto perenne tra il naturale esprimersi della libido e la necessità “superiore” di governarla.
 
Questo, a maggior ragione, vale per la difesa della vita (aborto, uso del preservativo, ecc.). Solo che adesso – con 6 miliardi e passa di esseri umani sulla Terra – forse c’è un qualche difetto di adeguamento della Chiesa, o meglio del papa (vedi il suo recente intervento) e della Curia. I quali poi storicamente considerano l’Italia come il proprio giardino di casa.
 
Evidentemente, questo succede anche per l’educazione sessuale: a me pare che la preoccupazione del filosofo-teologo non sia – come afferma - che l’”educazione sessuale venga sottratta alle famiglie”, dove peraltro purtroppo non si fa, ma alla Chiesa, la quale, quasi come al tempo di Galileo, invece di adeguare – almeno in parte - il proprio punto di vista a quello scientifico, afferma e cerca di imporre il suo proprio, con la conseguenza che – aiutata in questo dalla moltitudine di persone che hanno subito un’educazione sessuale più o meno “repressiva” (forse il 90% di noi?), - in Italia l’educazione (informazione) sessuale malauguratamente non si fa: né in famiglia né a scuola.
 
 
 
Puntate precedenti:
TAG:  CURIOSITA' SESSUALI SVILUPPO INTELLETTUALE EDUCAZIONE SESSUALE FAMIGLIA SCUOLA 

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commento di magnagrecia inviato il 26 gennaio 2011
Camerata, Esimio Prof. (luminare di Economia e disprezzantropia) Seamusbl
Come il titolo testimonia, l’assunto principale, mutuato da Sigmund Freud e corroborato dalla mia piccola esperienza, è che è DANNOSO frustrare le curiosità sessuali dei bambini (che si manifestano di norma dai 3 anni in poi; perciò l’intelligente e dotto Prof. Veronesi dice di cominciare dall’asilo, suscitando scandalo nel teologo), poiché (cfr. post/1) “L’educazione proibisce alle donne di interessarsi intellettualmente di problemi sessuali, benché provino tuttavia un’estrema curiosità per essi, e le intimorisce condannando tale curiosità come non femminile e come segno di disposizione peccaminosa. In questo modo rifuggono da qualsiasi forma di pensiero e il sapere perde ai loro occhi ogni valore”.
Anch’io – confortato dall’esperienza - credo che quella frustrazione inciderà profondamente nella psiche del bambino/a TARPANDOGLI LE ALI (= POTENZIALITA’) per sempre.
Quindi, lasciamo da parte il termine “educazione sessuale” (che , come scrivi correttamente tu, “coinvolge un insieme valoriale e investe la sfera di senso complessiva” ed è propria – se fatta - di un’età più avanzata), ma parliamo più semplicemente di “informazione sessuale”; e lasciamo stare anche il teologo, che fa il suo mestiere di prete.
Concordo con te, inoltre, che oltre al controllo della sessualità da parte della Chiesa su “mandato” della società, c‘è anche un controllo della sessualità femminile da parte dell’uomo (vedasi in particolare, oggigiorno, nei Paesi mussulmani), ma non perché superiore, bensì per un rapporto di potere così come si è andato realizzando nei millenni. (continua)
commento di magnagrecia inviato il 26 gennaio 2011
(segue)

PS:
Lo ripropongo, poiché risposi in ritardo la volta scorsa e forse non lo hai letto.

PS: A proposito del tuo amico S.B., lessi sul “Fatto” che dopo l’asportazione della prostata, s’è fatto installare presso il “S. Raffaele” del suo amico Don Verzé un impianto ad hoc, che aziona a comando per il bunga bunga. Dall’alto della tua esperienza, sarai d’accordo con me che la sua predilezione per i rapporti anali è forse spia di omosessualità latente. Il che vorrebbe dire che abbiamo un premier: incompetente, matto, impotente ed omosessuale latente. Che amico simpatico che hai.
E’ probabile che se mamma Rosa avesse potuto usufruire di un’assistenza adeguata durante il periodo critico, ci avrebbe risparmiato tutto o buona parte del casino che il figlio primogenito ha provocato e sta provocando. (Fine)
commento di seamusbl inviato il 26 gennaio 2011
Comrade mental, and sexual health care Magnagrecia sebbene concordi con la tua impostazione resto un poco scettico sul concetto di educazione o informazione, che proproni e che non appare del tutto chiaro.
Infatti educazione sessuale coinvolge un insieme valoriale e investe la sfera di senso complessiva. Il sesso nell'uomo e' infatti una attivita' profondamente culturale (Franca Valeri nella bella intervista dell'altroieri parla infatti di cultura quando portata a toccaare la questione sesso) e in questo senso varie osservazioni del teologo riflettono una prospettiva fondata.
Inoltre se vi e' sempre stato un atteggiamento repressivo, e' interessante notare che e' la sessualita' femminile, potenzialmente superiore a quella dell'uomo, ad essere sempre stata messa sotto controllo, probabilmente per paura da parte dell'uomo.
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15 ottobre 2009
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