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contributo inviato da Achille_Passoni il 24 gennaio 2011


Vi segnalo un articolo molto interessante sulla comunità cinese di Prato scritto da Andrea Giorgio, segretario metropolitano dei Giovani Democratici di Firenze. Buona lettura!

Da molti anni i sindacati si scontrano con il muro di omertà della comunità cinese di Prato: tra barriere linguistiche e culturali però, era sempre apparsa una lotta titanica che dava l’idea di una sfida persa, per sempre. Invece, il 12 Gennaio Chen Mei Xi, una ragazza cinese di 29 anni, regolarmente in Italia, si è fermata in Piazza Mercatale, alla Camera del Lavoro di Prato, per rompere questo tabù: è arrivata in sede alla Cgil per denunciare i propri datori di lavoro, cinesi anch’essi. Il primo caso in Italia.

La Touch’n Touch srl, azienda per la quale lavorava, l’aveva appena costretta a firmare una lettera di licenziamento dopo che Chen, malata e con referti medici a testimoniarlo, aveva espresso l’esigenza di tornare un mese in Cina per curarsi, vicina al marito ed al figlio di 5 anni. Quando ha detto di aver già acquistato il biglietto per Fujian, i datori di lavoro l’hanno costretta a firmare la lettera di dimissioni, lasciandola senza lavoro e senza casa. Chen, infatti, come tanti suoi connazionali, viveva nella stessa azienda in cui lavorava.

La ragazza non si è arresa, arrivata in Camera del Lavoro ha denunciato le sue condizioni di lavoro, uguali a quelle di tanti altri capannoni pratesi: un contratto part time fittizio, turni massacranti fino a 12 ore, 7 giorni su 7, senza diritti né tutele, con buste paga false e senza contributi. 

Una storia, quella di Chen, che ha molto da insegnarci: mentre Tremonti ed i suoi teorizzano che si debba rinunciare alla sicurezza ed a diritti acquisiti, in nome di una strana modernità portandoci verso la Cina ed il suo modello di lavoro, scopriamo una Cina che scappa da se stessa, come dimostrano le notizie di proteste e rivolte tra gli operai ed i contadini cinesi in Cina e come ci insegna questa storia.

Finalmente si è aperta una breccia nel muro di omertà della comunità pratese, adesso c’è bisogno di dare tutti una mano a Chen, perché non si senta sola e non subisca minacce e ostracismo. La sua battaglia è la nostra: legalità, diritti, doveri, lavoro, accoglienza. Da qui passa l’integrazione.

Andrea Giorgio
TAG:  DIRITTI  LAVORO  PRATO  CINESI  CGIL  TOSCANA  TESSILE 

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