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contributo inviato da Achille_Passoni il 25 gennaio 2011

 
Maggiori informazioni e tutto il materiale della campagna sul sito della Cgil

I ddl 753 e 2365 contro il caporalato presentati dal Pd al Senato

Una proposta di legge contro il caporalato. E' questo il tema della nuova campagna della Cgil presentata dalle categorie dell'edilizia e dell'agroindustria, la Fillea e la Flai. Una campagna utile e necessaria, dato che il crimine del caporalato - ancora enormemente diffuso in agricoltura e in edilizia, settori che coinvolgono centinaia di migliaia di lavoratori - oggi viene punito con una sanzione amministrativa di appena 50 euro, nonostante chi viene sfruttato venga praticamente ridotto in schiavitù.  E' un tema di cui il Pd si è già occupato: sono due i disegni di legge presentati dal nostro partito al Senato - entrambi da me cofirmati - che propongono di sancire la punibilità penale del reato di caporalato.
 
 
In una nota congiunta Stefania Crogi e Walter Schiavella, segretaria generale Flai Cgil e segretario generale Fillea Cgil, sottolineano come l'apporto del lavoro sommerso al Pil italiano, sia di oltre il 17%, contro una media dei paesi avanzati dell'Europa a 15 del 4%. Non si esagera dunque quando si afferma che l'economia italiana ha nel sommerso uno dei suoi elementi fondanti, che si radica in profondità nei settori dove a dominare è il sistema delle microimprese, dove è più radicato il controllo da parte della criminalità organizzata e dove i controlli sono più complessi da attuare. 
 
Come già detto, i settori critici sono in particolare l'agricoltura e l'edilizia, che insieme a quello dei servizi sono i più colpiti dal lavoro nero, dall’evasione fiscale e non a caso da una maggiore incidenza di infortuni gravi e mortali. Se a tutto questo aggiungiamo la presenza sempre maggiore di migranti in quei settori e l'introduzione del reato di clandestinità - che rappresenta un elemento di ricatto potentissimo nei confronti di questi lavoratori - abbiamo il quadro completo della gravità della situazione.
 
Ecco perché Fillea e Flai, insieme promuovono una campagna nazionale dal titolo “Stop caporalato” e lanciano una proposta di legge che inserisce nel nostro ordinamento giudiziario il reato penale specifico di caporalato, per segnare un primo e significativo passo in avanti nella lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori. La parola alla politica ora, che ha il compito di non fare cadere ancora una volta nel vuoto una proposta come questa, decisiva per migliaia di lavoratori.
TAG:  CGIL  LAVORO NERO  CAPORALATO  FLAI  SOMMERSO  FILLEA 

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