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contributo inviato da team_realacci il 23 gennaio 2011
Dichiarare lo stato di emergenza nazionale per la marea nera che si è abbattuta sulle coste del nord Sardegna dopo l’incidente dell’11 gennaio nella banchina degli stabilimenti E.On di Fiumesanto, tra Sassari e Porto Torres: è la richiesta emersa dal vertice tenutosi a Santa Teresa Gallura, uno dei Comuni, assieme ad Aglientu, della costa nordorientale sarda dove è altissima la preoccupazione per le conseguenze ambientali ed economiche dell’inquinamento.

La richiesta, formalizzata dalla direzione marittima di Olbia, è stata oggi rafforzata da un intervento del presidente della Provincia di Olbia-Tempio, Fedele Sanciu. Il senatore del Pdl chiede al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, di accogliere la proposta, per consentire «il giusto dimensionamento dell’emergenza e la disponibilità di tutte le risorse dello Stato a supporto di territori che non sono in grado di affrontare da soli una tale emergenza che, se non adeguatamente contrastata, rischia di compromettere l’intero sistema ambientale e turistico sul quale si basa non solo l’economia di tali territori, ma di rimando quella dell’intera regione». Attualmente sono state rimosse circa 5 tonnellate di materiale semisolido, sia spiaggiato sia recuperato in mare davanti alla linea di costa. L’area interessata -sostiene Sanciu- ricade in aree costiere particolarmente sensibili, riconosciute anche dal ‘Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o di altre sostanze nocive causate da incidenti marinì.

Massima allerta anche a La Maddalena anche se, dichiara il presidente dell’ente parco dell’arcipelago, Giuseppe Bonanno, occorre evitare allarmismi. Finora «non sono stati riscontrati fenomeni di contaminazione», aggiunge Bonanno, 2sebbene le condizioni meteo avverse e i possibili movimenti di corrente non escludano nelle prossime ore, purtroppo, il pericolo di spostamento della chiazza inquinante anche nelle acque dell’arcipelago«.

Il presidente del parco maddalenino ha sottoscritto la richiesta di emergenza nazionale. Le operazioni di controllo in mare, intanto, continuano tramite i mezzi della capitaneria di porto e con l’ausilio di attrezzature video filoguidate e immersioni subacquee mentre, nella costa di Santa Teresa, decine di volontari, nonostante il maltempo, continuano nell’opera di pulizia delle spiagge interessate dalla presenza di catrame. Tra i volontari impegnati nelle operazioni di raccolta ci sono anche gli ambientalisti del Wwf Gallura che, in attesa dell’esito delle analisi ufficiali che dovranno rivelare la provenienza del materiale inquinante, stanno effettuando autonomamente campionamenti delle sostanze recuperate negli arenili.

Fonte: Ecquo
22 gennaio 2011
TAG:  GALLURA  SARDEGNA  STATO D'EMERGENZA  SVERSAMENTO  MARE  IDROCARBURI  E.ON  PORTO TORRES  FIUMESANTO  MAREA NERA 

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