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contributo inviato da xpress il 23 gennaio 2011
Workshop Democrazia e beni comuni:
tra crisi ecologica e riconversione produttiva per un nuovo modello di sviluppo.


Al CSO Rivolta di Marghera, si è conclusa la prima giornata del meeting dei Movimenti "Uniti contro la crisi". Intensissima la  partecipazione a tutti i workshop, con arrivi da ogni parte d'Italia. Oltre alla scontata e unanime considerazione della colpevole inerzia del governo che se e quando si muove fa danni, ecco alcuni interventi su alcuni tra i più macroscopici problemi in Italia: da L'Aquila, dove la devastazione del territorio e del tessuto sociale continua (durante il meeting sarà possibile firmare la Legge di iniziativa popolare c/o l'associazione 3e32), da Napoli, Chiaiano, Terzigno e da tutta la Campania sono stati numerosi gli interventi di approfondimento sulla continua emergenza rifiuti; da Vicenza, dove il comitato NoDalMolin di Vicenza è riuscito a impedire l'apertura di 2/3 della base militare prevista; da Taranto dove l'Ilva, da stabilimento pubblico è diventato privato con un continuo feroce inquinamento a livelli esorbitanti di diossina che avvelenano persone e territorio, dove Don Verzè, grande amico di B., aprirà un centro oncologico a partecipazione pubblica. Non serve molta fantasia per capire cosa ci sarà di pubblico. Molti arrivi da Roma, capitale sì, ma del precariato selvaggio. Testimonianze dal Movimento NoTav - perchè si parla di Km. 0 e poi vi è il bisogno dei 300 Km/ora? Nuove esperienze di riappropriazione del lavoro a contatto della terra (agri-cultura) dalle campagne adicenti Bologna: la decrescita consapevole.


Ovviamente presenti i Comitati per l'Acqua Pubblica - Bene comune - in vista del prossimo referendum. E naturalmente non è stato tralasciato il referendum contro il nucleare recentemente approvato dalla Corte Costituzionale.

In mattinata l'intervento di Landini, segretario Fiom, e altri esponenti che hanno seguito il workshop interamente. Fiom, che non poteva non avere l'adesione compatta di tutti i partecipanti al meeting. L'indiscriminata, inutile sovrapproduzione e relativo supersfruttamento degli operai Fiat, non può oltrepassare il lavoro per la costruzione di un nuovo paradigma di civiltà che di certo non vuole nascondere i conflitti che inevitabilmente sorgeranno tra necessità lavorativa e sostenibilità del sistema.

E' sulla traccia del più becero e decrepito capitalismo, Marchionne ha approfittato di questa parvenza di democrazia per porre la questione, sciaguratamente avallata da molti politici - :"Se non ci sono le fabbriche non ci possono essere gli operai".
La domanda da porsi invece è ben distante dall'antica concezione Fordista:- Se questo sviluppo, che ha dimostrato ampiamente i propri limiti, uccide la Terra, su quali margini temporali si potrà contare per la riproducibilità dell'ambiente e per poter aumentare la qualità della vita di miliardi di persone ? (Marchionne compreso).

Questa crisi strutturale ha evidenziato l'insostenibilità dei modelli di sviluppo sin qui adottati, ormai inadeguati a far fronte alla stessa sopravvivenza dell'umanità sul pianeta. Al meeting di Marghera c'è chi ha giustamente parlato anche di ecologia dello spirito. E' infatti con una nuova coscienza che si dovrà indagare e capire se sia ancora possibile coniugare economia con difesa dell'ambiente e qual'è il punto di equilibrio tra un'alternativa all'obsoleto modello capitalista e la piena occupazione.

Domenica 23 Assemblea Plenaria alle ore 09:00

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TAG:  AMBIENTE  LAVORO  DEMOCRAZIA  CRISI  WELFARE  FIOM  DIRITTI FONDAMENTALI  BENI COMUNI 
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