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contributo inviato da Achille_Passoni il 19 gennaio 2011


Sta scadendo il conto alla rovescia per i precari con contratto a termine scaduto per poter presentare ricorso contro il datore di lavoro in caso di licenziamento ritenuto illegittimo. E’ l’ennesima vergogna di questo Governo contro i precari con contratto a termine, una vera e propria “legge tagliola”, perché scaduto il termine del 23 gennaio si perderà definitivamente ogni diritto all’impugnazione con effetto retroattivo. 

La norma, introdotta con il collegato lavoro, ha dato soltanto 60 giorni agli interessati per presentare ricorso – parliamo di 100 – 150mila persone secondo stime Cgil – senza che venisse realizzata nemmeno una campagna di informazione adeguata per permettere una scelta consapevole. E’ un provvedimento scandaloso che in pratica finisce per equiparare la conclusione di un contratto a termine a un licenziamento, e che tra l’altro andrà a provocare prevedibilmente un’impennata dei contenziosi da parte di chi non è stato informato correttamente, ossia l’esatto contrario di ciò che il Governo dichiara di perseguire. 

La Cgil ha predisposto una grande campagna informativa cercando di sopperire alle mancanze di un esecutivo scandaloso impegnato a parlare delle avventure personali del Premier piuttosto che a governare, e sono già migliaia le richieste di informazioni giunte in tute le sedi della confederazione. Voglio ricordare anche io a chi ne avesse bisogno che, se si ritiene ci siano state irregolarità, i contratti vanno contestati per iscritto entro domenica: si può fare anche con una lettera che interrompa i termini di legge e in questo si guadagnano 270 giorni per andare davanti al giudice.

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TAG:  RICORSO  CGIL  LICENZIAMENTO  PRECARIATO  PRECARI  TAGLIOLA LAVORO 

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