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contributo inviato da xpress il 14 gennaio 2011

La civiltà per gli altri. Lavorare più di 8 ore non si può, tutti siamo uguali di fronte alla legge: dirlo è migliorare la vita.

Chi si indigna, chi no. C'è una educata via d'uscita di fronte ai fatti che riguardano la vita e la cambiano: puoi stare alla larga o dire che va bene. Dà un'impressione di dignitosa equidistanza. Certo garantisce che non sei una testa calda. I saggi e i prudenti si astengono o non si lasciano cogliere dal brutto affare di prendere parte. Si indignano coloro che hanno deciso di non tollerare la schiavitù, di decidere che più di otto ore non si può, non si deve lavorare, che i bambini non possono morire di freddo in mezzo a una strada, che gli operai hanno la stessa dignità e gli stessi diritti di coloro che comandano in fabbrica, che i cittadini sono uguali di fronte alla legge, che i migranti non si possono respingere nel deserto o nel mare. L'indignazione può essere accesa. A volte dà l'impressione di una ostinazione fastidiosa. E la differenza fra interessi (l'interesse è sempre di tenerti alla larga, tu che centri?) e voglia di cambiare e rendere un po' migliore la vita cominciando dagli altri. Insomma, la civiltà. La civiltà è indignazione.

Furio Colombo

Maurizio Chierici, Paolo Flores D'Arcais, Gian Antonio Stella:


IL REFERENDUM FIAT E IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO

TAG:  FIAT  DIRITTI CIVILI  DIGNITÀ  OPERAI 
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