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contributo inviato da pierluigi bersani il 10 gennaio 2011
Intervista del Tg2

Chi alza la testa lì muore, viene bombardato". Pier Luigi Bersani, al Tg2, fotografa così la situazione all'interno del Pdl. Quel centrodestra che, secondo il segretario del Pd, "non ha prospettive, è in confusione e deve fare una riflessione sulle responsabilità che ha avuto". Pensa alle campagna dei giornali della destra contro Gianfranco Fini (prima) e Giulio Tremonti (adesso), il segretario del Pd. Il primo in aperta contrapposizione contro il premier, il secondo indicato come manovratore occulto ai danni del Cavaliere.

Davanti a tutto questo Bersani lancia ancora una volta un appello all'opposizione: "Il centrodestra non ha prospettive, l'opposizione si deve organizzare perché abbiamo alle spalle un decennio in cui siamo indietro in tutte le classifiche, è ora di guardare oltre Berlusconi". Per questo "i progressisti e i moderati devono incontrarsi per una piattaforma nuova, una riforma repubblicana che ci faccia uscire dalla personalizzazione populista".

Quanto alla possibilità di un avvicinamento del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini al centrosinistra, il segretario del Pd spiega: "Ha fatto le sue scelte da tempo e mi sembra improbabile che torni indietro in modo radicale. E poi Berlusconi non tratta, compra".

Poi Bersani passa al Carroccio e al federalismo. Accusando Bossi di incoerenza. "Deve smetterla con i diversivi: se è così federalista mi spieghi perché i Comuni non sono mai stati peggio e mi spieghi perché la Lega ha votato tutte le leggi della cricca che sono il record del centralismo e del malaffare" incalza il segretario democratico. Che aggiunge: "Noi abbiamo una nostra idea di federalismo, siamo sempre pronti a discutere".

TAG:  FEDERALISMO  BOSSI  TREMONTI  BERLUSCONI  COMUNI ITALIANI  CASINI  TG2  RIFORMA REPUBBLICANA  BERSANI 

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commenti a questo articolo 0
commento di paola71 inviato il 11 gennaio 2011
Ottima deduzione Anpo, aggiungo che la Lega ha pensato solo alla pancia di chi li ha votati e mai al cervello.
La Lega non ragiona, parla come parla il suo capo, da perfetti ignoranti, senza sapere che non è coi pugni agitati in aria che si governano le tante piccole realtà locali.
commento di Anpo inviato il 11 gennaio 2011
Semplice e chiaro, Bersani. Il governo sta vessando gli enti locali per far cassa. E alla LEga in federalismo interessa soltanto nella misura in cui gli permetta di accapararsi poltrone.
commento di magnagrecia inviato il 10 gennaio 2011
La causa principale delle difficoltà dei Comuni è l’abolizione dell’ICI agli abbienti (2,5 miliardi), oltre al cosiddetto salvataggio Alitalia (3,1 + 2 miliardi di ammortizzatori sociali), lo spreco del G8 (0,4 miliardi), lo sforamento della voce “beni e servizi” (9-10 miliardi), la cancellazione di provvedimenti fiscali antievasione con conseguente perdita di gettito.

Più sotto, nel documento allegato, ho elencato le pecche del provvedimento di abolizione dell’ICI: sono molteplici e gravi e in contraddizione stridente con le politiche di decentralizzazione affermate e sbandierate dal centrodestra, segnatamente dalla Lega Nord, da poterne inferire un'assenza di visione prospettica, di disegno strategico, di respiro programmatorio (punti di forza invece del prof. Prodi), sostituiti da slogan e obiettivi di basso profilo slegati tra loro, che costituiscono - per chi li sappia leggere - la cifra drammaticamente fedele e probante dei limiti, dell'incompetenza e dell'inadeguatezza del Berlusconi politico (nonché della sua preoccupante prodigalità quando si tratti di soldi pubblici)
E, parallelamente, della colpevole acquiescenza del ministro dell'Economia Tremonti, la cui inerzia successiva è perfettamente spiegabile proprio alla luce dei gravi errori commessi, che ha dovuto compensare togliendo – anche con la manovra correttiva 2010 - risorse agli Enti Locali, oltre che ai ceti medio-bassi.
1. Dal punto di vista dei principi: lo Stato Centrale ha eliminato (tranne per le prime case di lusso, ma che assommano a 40.000 unità immobiliari appena, su oltre 32 milioni) un'imposta comunale, ledendo: a) l'autonomia dei Comuni, b) il principio di sussidarietà e c) le regole strategiche del federalismo fiscale.

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