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contributo inviato da Achille_Passoni il 5 gennaio 2011


Torno ad aggiornare il blog invitandovi a leggere una mia intervista pubblicata ieri dal Riformista. Parlo di quanto sta accadendo al mondo del lavoro e delle relazioni industriali dopo l'ennesimo strappo di Marchionne, e dico la mia sulle posizioni della Cgil e della Fiom. Buona lettura! 

Passoni: "Ha ragione la Cgil, qui servono nuove regole per la contrattazione e nessuno deve sottrarsi al tavolo: né le aziende né i sindacati"

In un modo o nell`altro, ora bisogna arrivare a una nuova regolamentazione delle relazioni sindacali: al contrario del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, il senatore Pd Achille Passoni, forte della sua esperienza nel sindacato con la Cgil, è convinto che le parti debbano trovare un accordo che torni a delimitare gli ambiti della contrattazione, dopo lo spariglio di Sergio Marchionne. E la Fiom non può chiamarsi fuori. 

Che idea ha dell'intera vicenda? 
La strategia Fiat nelle relazioni industriali, è una novità dirompente. Da un lato ci sono gli investimenti, le cifre in ballo sono imponenti, anche se il piano industriale è nebuloso. Marchionne taccia di provincialismo chiunque solleva dubbi in proposito, ma qui si tratta semplicemente di sapere con chiarezza quali sono le intenzioni dell`azienda: il piano industriale è tutto da veri ficare sui 20 miliardi annunciati. E dall'altro lato c`è la forzatura esercitata dal vertice Fiat per cambiare le relazioni industriali. 

Forzatura che potrebbe varcare i cancelli della Fiat
Sarei cauto nel generalizzare. Né Confindustria, né Federmeccanica vogliono far saltare il banco. L`orientamento mi pare essere quello di cercare una nuova intesa fra i sindacati e poi con le imprese, sulle relazioni future. E qui entra in ballo il tema dello strumento legislativo. A mio avviso, per trovare un accordo la via maestra è il confronto fra le parti, e solamente dopo un intervento normativo che recepisca quell`intesa. Ma se questa strada non dovesse dare i suoi frutti, ci vorrà una legge a monte. 

Fiat però non negozia. Marchionne dice: o si fa così, o non si fa. Anche Marchionne, di fronte a un accordo tra Confindustria e sindacati, deve per forza bere. Non esiste che Fiat pensi di poter essere un`isola autonoma dal mondo. Marchionne ha fatto una forzatura per aprire un nuovo schema, ma sa che c`è bisogno di regole. 

Marchionne ha avuto campo libero. Solo la Fiom gli si è messa di traverso. 
Sicuramente il Governo, come gli capita dall`inizio della legislatura, fa il tifoso. Tifa esclusivamente per la divisione, per chi vuole isolare la Cgil nelle relazioni industriali. E la vicenda Fiat è stata il culmine di questa tendenza. L`esecutivo non ha speso una virgola, non una parola su quello che stava succedendo, salvo poi gridare evviva, senza rendersi conto delle conseguenze di quegli accordi sull`insieme delle relazioni industriali. Che la Fiom si sia fatta carico di questo tema, non lo so, ma senza dubbio la Cgil lo sta ponendo con forza. 

Ovvero? 
La posizione di Susanna Camusso è corretta. Ha individuato il tema della riscrittura delle regole e ha avanzato la sua proposta. Non ci sono altre posizioni possibili. E la Fiom sbaglia se non l`accetta. I lavoratori si esprimeranno, e se vincerà il «sì» la Fiom deve trovare il modo per rientrare in azienda. Altrimenti, lasceranno scoperti i loro iscritti. Capisco che si sentano sotto ricatto, ma non vedo altre strade. 

Ma la Cgil è unità su questa posizione? 
Penso che sì, il sindacato sarà unito. Poi toccherà alla Fiom decidere. 

In che senso deciderà? 
Ho letto dichiarazioni della minoranza che hanno addirittura anticipato la posizione della Camusso. Landini deve ri flettere bene, perché alcune reazioni del gruppo dirigente, come quelle di Giorgio Cremaschi, mi sono sembrate un po` sbrigative. E poi anche noi politici dovremmo essere rispettosi della dialettica interna, evitando di fare i tifosi. Vede? Ci sono cascato anche io.
 
TAG:  LAVORO  ECONOMIA  LAVORATORI  SINDACATO  FIAT  FIOM  MARCHIONNE  SACCONI 

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