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contributo inviato da professional consumer il 28 dicembre 2010

Ci si lagna e ci si indigna perché la televisione trasmette informazioni di cronaca, più o meno nera, per 11 ore al giorno.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/11/11/la-cronaca-occupa-la-tv-per-undici.html

Ma santiddio, cortesi Consumatori, cosa volete che faccia l’industria dell’intrattenimento se non intrattenervi.

Quale miglior modo per tenervi inchiodati al video se non con programmi di facile lettura: azioni svolte dentro fatti agiti in luoghi più o meno noti da persone consuete che compiono atti inconsueti. Notizie, come la fiction, come il varietà, prive di quei contenuti astratti che l’80% degli spettatori mancherebbe di dipanare.

Si attraggono così spettatori a iosa. Catturata la loro attenzione la si vende ai pubblicitari quindi giù pubblicità come se piovesse. Il commercio dell’attenzione: questo il prodotto dell’industria televisiva; i televisivi la acquistano, gli spettatori  la vendono  ricavando utili attraverso la gratuità del servizio e degli spettacoli che li intrattengono.

Questo è business bellezze, è business.

Eggià: dal momento che hanno più bisogno loro di acquistare l’attenzione che noi di venderla si può  ricontrattare un più lauto rendimento economico per farci intrattenere.

Business appunto!

 

Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

 

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

 

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