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contributo inviato da Achille_Passoni il 20 dicembre 2010


In questi giorni in cui stiamo misurando la distanza enorme che si è scavata tra il Paese reale e i palazzi della politica e siamo costretti ad assistere al triste spettacolo di un Parlamento bloccato dalla crisi politica e ridicolizzato fino a sembrare un suk di deputati, mi è sembrato giusto dare voce a quei ragazzi che più di tutti stanno subendo la crisi e che protestano legittimamente per rivendicare spazi e diritti. Il mio intervento di oggi in Aula contro la Riforma Gelmini è stato scritto da numerosi studenti e ricercatori dell'Università di Firenze, da quegli stessi ragazzi che, a differenza di quanto sostengono il Premier e il Ministro, studiano e lavorano con passione e competenza, e proprio per questo protestano contro l'approvazione della pseudo-riforma.

Il Governo non ha mai dato a questi giovani la possibilità di far sentire la propria voce su una riforma che non chiama in causa le parti vive dell’Università, ignorando chi davvero non ha voglia né di difendere privilegi né di mantenere lo status quo. 

Se il ministro Gelmini e il suo Governo avessero ascoltato studenti e ricercatori, invece che sminuire e ridicolizzare le loro espressioni di protesta, avrebbero capito che tutto quello che vogliono è un’università moderna, efficiente, libera e di qualità, cui l’accesso sia garantito – come del resto sancisce la Costituzione - ai più capaci e meritevoli, a prescindere dalle condizioni economiche di partenza. Quello che chiedono insomma è una Università capace di valorizzare le energie migliori di questo Paese: esattamente il contrario di quello che fa il ddl Gelmini.

Nel mio intervento ho sottolineato come il Governo potrebbe e dovrebbe aprire un serio tavolo di discussione con loro: questa sarebbe in sé una giusta risposta democratica a un movimento che chiede di essere ascoltato e rappresenterebbe una bella risposta contro chi fomenta e pratica violenza, e per questa via danneggia seriamente il movimento. Credo che questa sia la strada da seguire, non quella delle farneticazioni fasciste che abbiamo dovuto ascoltare in queste ore.

Cliccando qui potete leggere il testo integrale del mio intervento scritto dagli studenti e ricercatori fiorentini.
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