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contributo inviato da cesare pisano il 15 dicembre 2010

di Cesare Pisano

Il tanto atteso giorno 14 di dicembre ha deluso milioni di italiani che si aspettavano la caduta del Governo delle destre; invece, a vincere è stato il premier, dimostrando, ancora una volta, di saperci fare.

Le opposizioni all’apparenza pare siano state sconfitte, soprattutto, il Presidente Fini, coi suoi aficionados.

Questi sono i meri risultati aritmetici della conta, dopo la votazione alla Camera.

Nella realtà dei fatti politici, invece, le cose stanno in maniera diversa.

Infatti, a vincere non è stato il Governo, ma il popolo italiano attraverso le opposizioni, cioè il PD, l’UDC, l’IDV, FLI ed API.

Quella delle opposizioni è una vittoria politica, perché hanno dimostrato, al di là dell’inaccettabile mercato acquisti, effettuato fino all’ultimo secondo, e che probabilmente continuerà, che non produrrà, a cominciare da oggi, effetti positivi alla maggioranza, che tale non è da considerare.

Questo Governo si avvale di trenta deputati che svolgono attività governativa e che, nello stesso tempo, siedono nei banchi del Parlamento.

Tra questi ha votato il neoeletto Giuseppe Vegas alla Presidenza della Consob, che, non avendo dato le dimissioni dalla Camera, ne aveva pieno diritto; ma, Vegas, tra qualche giorno, si dimetterà dalla Camera dei Deputati; pertanto, i numeri da tre si assottigliano a due.

Se a questo consideriamo la presenza-voto di tutti i ministri o, se vogliamo, solo di alcuni come ad esempio: Tremonti, Frattini e qualche altro, che risulteranno costantemente impegnati a svolgere attività ministeriale, soprattutto Frattini, che sta sempre all’estero, si evince, facilmente, che il Governo non ha vinto alla Camera, ma, ha perso.

Infatti, nessuna legge potrà essere varata, perché le opposizioni non lo permetteranno, tranne nel caso in cui riusciranno a fare passare i loro emendamenti.

Così il PD, che ha fatto di tutto per sfiduciare il Governo, si trova in una situazione di vantaggio, quella di presentare tutti gli emendamenti necessari, fin dalla prossima seduta, per contribuire agli aggiustamenti necessari alle proposte di legge delle destre, a cominciare dal problema dei rifiuti di Napoli.

Naturalmente, il Governo di Berlusconi si darà da fare per cercare di convincere l’UDC ad entrare nella maggioranza.

Io non credo che Casini sia disposto a salvare le sorti delle destre; ricordiamoci che Casini anni fa faceva parte del Governo di Berlusconi, poi, costretto ad uscire per divergenze politiche.

Casini aveva proposto le dimissioni del Governo per l’apertura di una nova fase politica; ma, il Premier non ha voluto dimettersi perché ha pensato di pilotare la crisi e di poterla dominare, sconfiggendo chi lo sfiduciava.

Le cose sono andate in questo modo, ma, solo nei numeri, relativamente, esigui, per potere cantare vittoria e festeggiare, così, come hanno fatto, subito dopo, inneggiando ed applaudendo.

Infatti, mentre al Senato ed alla Camera dei Deputati si discuteva sulla fiducia, fuori si manifestava energicamente: vigili del fuoco, forze dell’ordine e forestali, studenti, la popolazione di Terzigno e dell’Aquila.

Si manifestava per i tagli e per non avere saputo affrontare i problemi dei terremotati e della spazzatura.

Nel mentre, nella stessa giornata della votazione alla Camera, nella Roma blindata da un cordone di forze dell’ordine, gli studenti manifestavano con tafferugli e scontri, in un crescendo di violenza inaccettabile, perché pare che vi siano state delle infiltrazioni da altri gruppi di estremisti; infatti, la Magistratura sta indagando sulle varie responsabilità.

Cosa si prospetta per il futuro dell’Italia con questo Governo, privo politicamente della maggioranza?

Un tempo di attesa inutile, e la continuazione dei patteggiamenti per tentare di convincere più parlamentari possibile; un tempo, quindi, che poteva e doveva essere evitato se i politici delle destre avessero compreso che molto più importante del loro potere c’è la sorte dell’economia e dei cittadini, dei precari, dei disoccupati, delle piccole imprese, che subiscono, reagiscono, ma, nulla possono contro chi crede di essere sempre nel giusto, senza mai una piccolissima capacità di autocritica, su quanto non è stato fatto, dopo i tantissimi proclami, i festeggiamenti, gli applausi e tutte le formalità, che indicano felicità, come conseguenza del mito della continua vittoria sui numeri.

Ma, i numeri non sono politica e non lo saranno mai; essi contribuiscono all’affermazione della politica, ma, poi, occorrono i numeri della politica; che ci sia un vero progetto da realizzare, basato su Riforme condivise e non fatte passare a colpi di fiducia, e con ironica superiorità; una superiorità basata sui numeri, ma, mai sulla qualità politica.

Il Governo non esiste perché è privo della sua maggioranza; il pallino del gioco passa al PD ed alle altre opposizioni, che metteranno sotto, quando e come vorranno, tutte le proposte di legge delle destre.

Finalmente, il PD potrà bloccare tutte le leggi non condivise e restituire all’Italia ed agli italiani qualche legge accettabile, a cominciare dalla spazzatura del napoletano, dalla Riforma della Gelmini ai precari, ai terremotati.

Queste le modalità se davvero il Governo pensasse, con questa risicata ed inesistente maggioranza, di governare.

Credo che si tenteranno altre soluzioni; ma, politicamente, al di là di qualche altro numero, racimolato, secondo il metro del mercanteggiamento, qui e là, quindi, in modo apolitico e privo di qualunque condivisione programmatica, non è pensabile che, sia i finiani, sia i casiniani possano dire di si ad un Governo guidato dal Premier Berlusconi.

L’hanno già manifestato in dichiarazioni ripetute tantissime volte e lo hanno ribadito nella dichiarazione di voto sulla sfiducia.

L’impossibilità di potere pensare di governare svanirà nel giro di un battito di ali di farfalla.

Si perderà del tempo prezioso e, non credo che l’Italia possa permettersi il lusso di stagnare altro tempo; la crisi incombe e la Grecia è vicina!!!!!

Pertanto, tra non molto assisteremo alla caduta definitiva delle destre; poi, sarà il Presidente Napolitano a decidere il futuro degli italiani.

Probabilmente, si andrà a votare; ma, non credo che il PD e le altre opposizioni accettino di andare alle elezioni con questa legge elettorale; essa va cambiata.

Pertanto, o verrà cambiata con questo Governo o necessita la costituzione di un altro Governo, finalizzato alla legge elettorale ed a qualche intervento prioritario, per affrontare i milioni di problemi insoluti.

TAG:  FIDUCIA GOVERNO  PD  FLI  UDC  PDL  LEGA  API   

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