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contributo inviato da verduccifrancesco il 9 dicembre 2010

La Gazzetta del mezzogiorno

Dopo la richiesta di Vendola (Puglia), rivolta alle aziende pugliesi, di diminuire il volume di rifiuti  provenienti dal veneto seguita all'affermazioni di Zaia (Veneto) di non voler ricevere in Veneto i rifiuti Campani, si è innescata una disputa a suon di comunicati.

 

La disputa si svolge sulla quantità di rifiuti e la loro qualità. Da una parte, Zaia afferma che il Veneto riceve dalla puglia 41.567 tonnellate di rifiuti e ne invia in puglia 22.197, dall'altra, Vendola dichiara che i rifiuti provenienti dal Veneto sono per la discarica (non differenziati), mentre quelli spediti in Veneto sono differenziati.

Per spiegare le ragioni del Veneto, Zaia porta le cifre riferite al 2008." Due anni fa sono giunti nella regione dalla Puglia 41.567 tonnellate di rifiuti, di cui 40.479 non pericolosi (prevalentemente ceneri leggere di carbone da centrali termoelettriche e rottami di ferro e acciaio) e 1.088 pericolosi. Il Veneto, viceversa, ha avviato in Puglia 22.197 tonnellate di rifiuti, dei quali 1.093 pericolosi e 21.104 non pericolosi. Il saldo, chiarisce Zaia, vede dunque un bilanciamento nelle due regioni dei rifiuti pericolosi, mentre per i non pericolosi il Veneto registra un import netto di 19.375 tonnellate. "

Vendola ribatte: "Apprezzo molto la furbizia del presidente Zaia, il quale finge di non sapere la differenza tra recupero e smaltimento di rifiuti. Infatti il Veneto conferisce in Puglia “monnezza” da portare in discarica e noi pugliesi inviamo in Veneto rifiuti che sono materia prima per aziende di recupero, come il caso della circa 40.000 tonnellate di ceneri leggere che la Regione Puglia esporta in Veneto per il successivo recupero come materiale per l’edilizia. "

 

Da quanto sopra si deduce che la differenza tra le due regioni è la qualità del "prodotto". Se il Veneto manda in puglia rifiuti non differenziati significa che, a differenza di quanto sembrerebbe dalla propaganda politica, la raccolta differenziata sia in uno stadio più avanzato in Puglia visto che manda in Veneto rifiuti differenziati. Inoltre, come dice Vendola, il Zaia finge di non conoscerne la differenza mettendo sullo stesso piano i rifiuti differenziati e quelli non differenziati.

Questo implica che anche al sud la differenziata esiste. Il problema vero, però, oltre alla diffusione della cultura necessaria a questo tipo di approccio verso i rifiuti da parte degli enti locali e della popolazione, sono le strutture necessarie al riciclaggio.

Strutture che andrebbero, da una parte a rivalorizzare il territorio perché diminuirebbero le discariche e i termovalorizzatori, dall'altra a creare lavoro. Inoltre, incentiverebbero la raccolta rendendola più capillare perché sarebbe nell'interesse sia dei cittadini che degli industriali del settore.

Non si capisce come mai, sia il governo che l'industria, non facciano investimenti in questo senso. Si preferisce investire in termovalorizzatori e centrali nucleari, peraltro prodotti/e all'estero, che non risolvono ne il problema rifiuti ne quello energetico, piuttosto che in strutture dove almeno la materia prima la produciamo noi ed è "gratis".

Ma la cosa più inquietante i posti di lavoro a cui si rinuncia.

Per concludere, la disputa tra Zaia e Vendola, se all'apparenza sembra interessante, alla fin fine non è altro che la solita diatriba politica da politici di cui faremmo volentieri a meno.

TAG:  RIFIUTI  RACCOLTA DIFFERENZIATA  VENDOLA  PUGLIA  ZAIA  VENETO 

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