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contributo inviato da Achille_Passoni il 9 dicembre 2010


AGGIORNAMENTO: ecco il link all'interrogazione che ho presentato assieme a Paolo Nerozzi e altri senatori del PD

Dopo il post che ho già scritto sulla vertenza Phonemedia e l’interrogazione che ho presentato al Ministro Romani, voglio tornare sulla questione più generale Eutelia-Agile, per riepilogarvi un po’ la situazione, spiegare quali sono le richieste dei lavoratori e annunciarvi un'altra interrogazione sul tema che presenterò nei prossimi giorni. 

Innanzi tutto, il punto centrale su cui ruota ad oggi la vertenza è il ritorno del ramo di Information Technology di Agile in Eutelia. La cessione di questo ramo è infatti parte dell’operazione fraudolenta per cui sono in corso il processo presso la Procura di Arezzo ed un’indagine alla Procura di Roma che ha portato in carcere 8 persone, tra cui venditori e acquirenti del ramo. Al momento, e da diverso tempo ormai, l’azienda è gestita da due team di commissari straordinari, uno per Eutelia e l’altro per Agile.

La cessione del ramo IT di Eutelia ad Agile è stata un’operazione che non aveva nessuna ragione industriale, tant’è che, dopo il primo mese dalla cessione, i lavoratori non hanno più percepito il loro stipendio sino alla presentazione dell’istanza di fallimento da parte dei sindacati (cosa che ha portato al sequestro della società Agile). Il problema principale per l’azienda è che la maggior parte delle amministrazioni pubbliche non ha mai accettato la cessione dei contratti d’appalto da Eutelia ad Agile, e questo ha comportato la perdita di moltissime commesse e enormi difficoltà nei pagamenti, a tal punto che molte amministrazioni evitano di pagare quanto dovuto per non incorrere in problemi legali. Contemporaneamente, la custodia giudiziaria di Agile ha avviato un contenzioso legale enorme verso Eutelia: in ballo ci sono fatture per 15 milioni di euro incassate da Eutelia e non girate ad Agile, nonostante i lavori fossero stati realizzati da quest’ultima. 

Si tratta in effetti di una vertenza estremamente intricata, ma secondo i sindacati una soluzione giusta e immediata ci sarebbe: bisognerebbe riportare il ramo di Agile in Eutelia, annullando gli effetti della cessione fraudolenta. Un’operazione che, oltre a ottemperare alla sentenza che ha stabilito l’antisindacalità del comportamento aziendale ordinando la rimozione degli effetti della cessione, darebbe una qualche speranza per il futuro all’azienda e a una parte dei lavoratori coinvolti.

Questo è il quadro della situazione. Ovviamente, in questa storia c’è un grande assente: il Governo. Nel corso del tavolo tenutosi alla Presidenza del Consiglio dopo lo sciopero della fame dei lavoratori Eutelia e di diversi parlamentari dell’opposizione, erano emerse precise richieste dei sindacati su cui il Governo aveva promesso di impegnarsi, concedendo un punteggio più favorevole nelle gare d’appalto per le associazioni temporanee d’impresa con all’interno aziende in amministrazione straordinaria, per le aziende che assumono lavoratori in cassa integrazione straordinaria e misure per premiare la professionalità e l’anzianità dei lavoratori sulla commessa.

Si tratta di misure concrete, necessarie per dare risposte ai problemi di una realtà lavorativa in condizioni disperate, ma che ha ancora una possibilità di salvarsi, e per cominciare a lavorare al consolidamento e al recupero delle commesse già in carico all’azienda. Dal Governo però, nessuno si è più fatto sentire.
TAG:  LAVORO  ECONOMIA  INTERROGAZIONE  EUTELIA  AGILE 

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