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contributo inviato da Stefano51 il 8 dicembre 2010

Tremonti dice di essere stato lui. Di aver “messo in sicurezza” il paese mentre il resto del mondo andava a fondo. Se fosse vero oggi l’Italia navigherebbe con il vento in poppa e invece siamo spinti sempre più in basso, qualsiasi indice economico si osservi. La domanda a questo punto, un punto di non ritorno perché siamo a un passo dalla caduta di questo esecutivo, diventa allora la seguente : di quale paese parlano Tremonti, Berlusconi, Sacconi e Brunetta, Larussa e Gasparri, la stessa ineffabile Gelmini che è l’unica ad aver portato a casa qualcosa per il rotto della cuffia, una “riforma” della scuola che è esattamente la cifra culturale, etica ed economica di questo sciagurato esecutivo.
 
Berlusconi, Tremonti e gli altri hanno salvato il loro paese. Quello dei ricchi, degli evasori, dei furbetti di palazzo. Quella parte, esigua ma potente, che nella crisi ci ha sguazzato dentro e se ne è anzi giovata oltre ogni vergogna. Una casta arrogante e ignorante, che si mescola spesso e volentieri con la criminalità organizzata al punto che è difficile distinguere un colletto bianco da un malavitoso a tempo pieno, nell’Italietta di oggi. Al di là del gossip e del fango, al di fuori dei bungabunga, delle minorenni a palazzo, dei linguainbocca  e dei lucrosi affari del premier con Putin e Gheddafi (non propriamente campioni di democrazia), al di à di tutto questo chiedetevi : chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso dal 2008 con questo governo ?
 
La crisi, i tagli indiscriminati e i risparmi, chi li ha davvero fatti ? Basta guardarsi in giro, e non è più neanche necessario andare nei quartieri poveri, nei mercati rionali perché è tutta l’Italia, intendo il 95 % del paese escluso dal circolo dei benefit presidenziali, che ormai se la passa male, mentre a palazzo si fanno i festini selvaggi con prostitute assoldate a migliaia di euro a botta. Osserviamo attoniti  il maelstrom gigantesco che inghiotte ora dopo ora, giorno dopo giorno i miseri salari e stipendi della povera gente, le ormai esigue risorse dei piccoli imprenditori e degli artigiani, gli stessi sogni dei nostri figli, e nessuno che ammetta, in questo famigerato governo, di aver sbagliato qualcosa. Ci hanno ridotto alla fame senza tirare fuori dalle loro tasche neanche un euro, hanno cancellato tutele e diritti sul lavoro, congelato i contratti e ridotto gli stipendi, hanno utilizzato i fondi FAS destinati al meridione per pagare la cassa integrazione soprattutto nel nord del paese, vogliono varare un federalismo fiscale feroce e antisolidale, e poi ci dicono che LORO HANNO MESSO IN SICUREZZA IL PAESE ? Che vadano via.
 
Devono andarsene, e senza neanche l’onore delle armi. Segnatevi i loro nomi, imprimetevi bene nella mente i loro volti perché dopo cercheranno di tornare a galla, di infiltrarsi ancora una volta nella parte sana del paese per continuare a fare i loro comodi. Togliere di mezzo Berlusconi è solo una piccola parte del problema, mi duole constatarlo ma se da parte dell’antistato che ha infettato l’Italia negli ultimi vent’anni non ci sarà una resa veramente e totalmente incondizionata al bene comune, si dovrà necessariamente aprire nel paese una fase energica e rigorosa per riportare l’assetto democratico. Che potrebbe costare anche sangue, ricordiamoci la storia. La fame, la miseria e la disperazione hanno ormai messo fra di noi stabili e robuste radici. Chi ha perso tutto e non ha più voce, chi è stato dissanguato senza riuscire nemmeno ad avere la soddisfazione di dire “almeno ho salvato il mio paese”,  dopo che Berlusconi sarà caduto non si accontenterà di semplici parole se ad esse non seguiranno immediatamente segnali concreti di una vera inversione di tendenza. La politica torni a governare la democrazia prima ancora della economia o sarà la catastrofe.
 
Stefano Olivieri
 
TAG:  BERLUSCONI  CASTA  RINASCITA  ANTISTATO  CADUTA REGIME 

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