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contributo inviato da team_realacci il 7 dicembre 2010
ROMA - Sono ben 6.633 i comuni in cui sono presenti aree ad alta criticità idro-geologica, pari all'82% del totale delle amministrazioni comunali italiane. Lo denuncia 'Ecosistema rischio 2010', dossier di Legambiente e Protezione civile sullo stato di salute del nostro paese, presentato a Roma. Ben cinque le regioni con il 100% dei comuni a rischio (Calabria, Molise, Basilicata, Umbria e Valle d'Aosta), cui si aggiunge la Provincia autonoma di Trento. Ma il resto d'Italia non se la passa meglio: è infatti a rischio il 99% dei Comuni di Marche e Liguria, e il 98% di Lazio e Toscana (98%). Se poi si aggiungono i dati di Abruzzo (96% di comuni a rischio), Emilia-Romagna (95%), Campania e Friuli Venezia Giulia (92% per entrambe, emerge come 13 regioni su 20 (più Trento) siano ad alta criticità.

Ma nelle restanti sette regioni non bisogno abbassare la guardia: infatti sebbene in alcune zone la percentuale di comuni interessati dal fenomeno possa essere leggermente più ridotta, la dimensione del rischio "è comunque preoccupante, come testimonia l'ultima alluvione che ha colpito una vasta area del Veneto", regione che risulta con la percentuale minore di comuni interessati da fenomeni di dissesto idro-geologico (56%) ma in cui "evidentemente l'entità del rischio, seppure in aree di limitata estensione, è molto elevata".

Per valutare quanto sia elevata l'esposizione al rischio idrogeologico nel nostro Paese si può notare come secondo le stime contenute nel dossier, "oltre 3 milioni e 500 mila cittadini siano presenti ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane o alluvioni, circa il 6% della popolazione dell'intera Penisola". Un valore stimato, spiegano i curatori dello studio, calcolando nelle risposte pervenute da parte dei comuni intervistati il numero medio complessivo di persone potenzialmente presenti ogni giorno in zone esposte a rischio idrogeologico. Il metodo utilizzato è stato quello di moltiplicare il valore medio di ogni fascia di popolazione (ad esempio 50 nella fascia da 0 a 100; 500 nella fascia da 100 a 1.000, ecc.) per il numero dei comuni che hanno risposto al questionario indicando la fascia corrispondente. La stima ottenuta sul nostro campione (il 37% dei comuni a rischio), è stata poi estesa a tutti i comuni italiani classificati a rischo.

Più nel dettaglio, dai dati risulta che nel 65% dei comuni intervistati il numero di persone presenti in aree a rischio è compreso fra 0 e 100, nel 27% dei comuni fra 100 e 1.000 e nel 7% fra 1.000 e 10 mila. Per quel che riguarda i comuni più grandi e densamente popolati sono 6 quelli in cui la popolazione residente in aree a rischio è compresa fra 10 mila e 50 mila, 2 quelli in cui è compresa fra 50 mila e 100 mila e 1 quello in cui sono presenti oltre 100 mila persone in zone esposte a pericolo. Soltanto in 18 comuni, pur essendo presenti strutture in aree a rischio, le amministrazioni comunali non sono state in grado di fornire una stima della popolazione residente in aree a rischio idrogeologico.

Fonte: Agenzia Dire
www.dire.it
7 dicembre 2010
TAG:  DISSESTO  IDROGEOLOGICO  FRANE  ALLUVIONI  ECOSISTEMA RISCHIO  ECORISCHIO 2010  LEGAMBIENTE  PROTEZIONE CIVILE 

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