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contributo inviato da redazionepd il 5 dicembre 2010
Da oggi è online il nuovo sito del Partito democratico, caratterizzato da una nuova veste grafica più semplice da consultare.
Il sito, www.partitodemocratico.it, si apre con un’inchiesta sul caso Eutelia, con l’invito a firmare personalmente la sfiducia a Berlusconi e prepararsi a venire l’11 dicembre alla manifestazione di piazza San Giovanni, a Roma, e con una galleria di video con i dirigenti del partito che dicono “sarò a Roma perché…”.
L’apertura del nuovo progetto, che si consoliderà nelle prossime settimane, presenta molte novità, soprattutto in direzione dell'utilizzo dei social network e della partecipazione dell'utente. Il nuovo sito del partito democratico, accanto alla parte dedicata alle informazioni sull’attività e sull’organizzazione del partito, darà ampio spazio agli approfondimenti, alle inchieste, alle news provenienti dal territorio, alle iniziative di mobilitazione. Gran parte degli articoli sarà commentabile. 

“Il progetto PD2011 ha l’obiettivo di rendere più efficace la comunicazione online del Partito Democratico e di sfruttare al meglio le opportunità della rete e le sue evoluzioni, mettendo a disposizione degli utenti contenuti multimediali che consentono di fruire di materiali programmatici, articoli, comunicati, foto, video, e anche post tratti dai social network” dichiara Stefano Di Traglia, responsabile della Comunicazione del Pd.
Diverse le novità proposte sia nell’organizzazione dei contenuti che nell’offerta di servizi ai navigatori, a partire dalla home page in cui sarà dedicato molto spazio alle proposte programmatiche del Pd e dalla quale sarà possibile seguire in diretta le trasmissioni di Youdem, televisione del partito.
Il sito conterrà una serie di nuove rubriche, tra cui una dedicata all’attività dei gruppi parlamentari Pd di Camera, Senato e Parlamento europeo; in un altro spazio, chiamato Question time, i dirigenti del Pd presenteranno video-risposte alle domande degli utenti; Sotto la lente sarà una rubrica aperta alle denunce e alle richieste dei visitatori. 
Grande importanza sarà data infine alle iniziative di mobilitazione con mobilitanti.it. Oltre a coinvolgere gli iscritti in nuove campagne, da questa sezione del sito partiranno newsletter tematiche. L’obiettivo è di creare una community in cui possa essere valorizzato il ruolo dei tanti visitatori del sito e il loro rapporto diretto con i rappresentanti del partito, ognuno dei quali avrà una propria pagina dedicata. A disposizione degli utenti ci saranno nelle prossime settimane applicazioni per iPhone e iPad.

Il trasferimento di tutte le pagine proseguirà nelle prossime settimane. E 'possibile consultare la vecchia versione dall'indirizzo http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/prehome.htm
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commenti a questo articolo 0
commento di clint333 inviato il 10 dicembre 2010
Caro PD,
una ne fai e cento le pensi !

E' possibile che non abbiate nessuno in grado di indicarvi la strada maestra per convincere gli italiani a darvi la loro fiducia ?
Elucubrazioni mentali di dettaglio non producono altro che l'effetto di venir messi da parte: mettetevi in testa che la gente comune vuole discorsi brevi, a basso contenuto, e chiari. Quindi pochissime cose, e molta più cura nell'immagine che si dà del partito: bisogna prendere atto che la dirigenza del passato e i loro collaboratori sono persone BRUCIATE, e, indipendentemente dal loro valore, vanno prima messe a tacere e dopo defilate da qualsiasi incarico.
Tutto il resto non serve a nulla, finché avrete dei portavoce come Veltroni, D'Alema, La Torre, Fassino. Sono tutti odiati dalla gente, e il fatto che siano stimati da alcune frange di elettori "esperti" non ha nessun peso.
BERSANI, FRANCESCHINI, BINDI ? vanno bene, il loro handicap è farsi carico dei morti viventi sumenzionati. Enrico Letta ? troppo sfigato (se non altro per la parentela) per stare nel PD. Il suo posto è con Rutelli, con Casini...
commento di fabri73rn inviato il 8 dicembre 2010
E' giusto che la manovra vada a colpire il settore pubblico, visto che in italia allo stato viene destinata una quota di pil superiore rispetto agli altri paesi europei, pultroppo come al solito si sono colpiti i piu' deboli ovvero i precari e non di dirigenti e alti buracrati. I percettori di redditi privati non sono stati colpiti dalla manovra, ma sono stati colpiti e anche pesantemente negli ultimi anni dalla crisi economica, quante aziende hanno chiuso e ridotto il personale?? solo le aziende ed enti pubblici possono andare avanti anni in deficit, tanto a pagare è sempre pantalone!!
Quante aziende private potrebbero continuare ad operare se potessero pagare un po' meno tasse??? e godere di servizi e infrastrutture pubbliche di livello europeo?
commento di magnagrecia inviato il 8 dicembre 2010
Con la manovra correttiva 2010, i percettori di reddito privati - esclusi i farmacisti e i grossisti di farmaci - anche milionari o miliardari non pagheranno neanche un centesimo per il risanamento dei conti pubblici. Il conto lo pagheranno i dipendenti pubblici (in particolare i lavoratori precari) e soprattutto i pensionandi inattivi.
commento di fabri73rn inviato il 8 dicembre 2010
Sara' un caso ma quando prodi stava cominciando a fare una vera lotta alla evasione fiscale è caduto, adesso che questo governo stava facendo tagli agli apparati statali, (criticabilissimi perchè orizzontali, però mi pare che l'opposizione non ne abbia proposti di più credibili) sta cadendo. E fra i burocrati mangioni e gli evasori a pagare il conto sono sempre i dipendenti delle imprese private, che sicuramente saranno ancora una volta chiamati in nome del risanamento della crisi a pagare un obolo. Altro giro di valzer altra fregata.
commento di frapem inviato il 7 dicembre 2010
Tu Cimmi, ha in dividuato in questo overno il male assoluto, io credo che il male assoluto sia nel sistema. E chi dice di volere il cambiamento deve partire da riforme di sistema.. prima fra tutte la riduzione a trecento membri invece dei mille attuali, qunati ne hanno gli americano ma che sono in trecento milioni.
Di questo nessuno parla: Vendola Renzi Bersani, Fini, Casini, Montezemolo, ti dice niente questo?
commento di cimmi inviato il 7 dicembre 2010
TUTTO é NECESSARIO MA LA PRIORITA' é SMANTELLARE QUESTO GOVERNO, POSSIBILE CHE
IN COSì POCHI COMPRENDANO QUANTO QUESTO GOVERNO SIA PERICOLOSO ?
UN FENOMENO CHE TIENE IN SCACCO UN INTERO POPOLO, O ALMENO UNA GRAN PARTE,ATTRAVERSO UN GOVERNO FANTOCCIO,AD UN NUOVO CALIGOLA E AD UN GRUPPO DI SUOI PREZZOLATI CORTIGIANI CHE RIECONO A MANIPOLARLO A LORO PIACIMENTO NELLA
VANAGLORIA DI UN SOGGETTO CHE LE RIVELAZIONI DI NIKILICS HANNO DIMOSTRATO
QUANTO ANCHE ALL'ESTERO VENGA CONSIDERATO.
GLI ITALIANI SONO ALLA FAME, I NOSTRI FIGLI SENZA FUTURO NE AVVENIRE,I PENSIONATI CHE VIVONO CON 500 EURO AL MESE E CHIEDENDO LA CARITA',MENTRE UNA
GENIA DI PARACULI DELLO STATO E DELLA POLITICA SGUAZZANO CON STIPENDI E PENSIONI DA NABABBI. MA CHE SOCIETA' E' MAI QUESTA ? LA CHIESA NON SI INDIGNA ?
NON E FORSE MEGLIO LA MAFIA CHE UN SUO STATO SOCIALE LO MANTIENE,LE SUE REGOLE
LE FA' RISPETTARE, A TANTI RAGAZZI DA' UNO SCOPO, CERTO NEL PUTRIDUME DI
QUESTA SOCIETA' MA PUTRIDUME PER PUTRIDUME, QUALCUNO POTREBBE SCEGLIERE.
commento di cristinasemino inviato il 6 dicembre 2010
Magari sarebbe utile fornire di computer collegati a internet tutti i circoli territoriali.
Il mio (Castelletto - Manin, Genova) non lo possiede e non conosceva neppure l'esistenza di un net del PD sul web.
Utilizzare al meglio la rete dovrebbe essere il primo passo per un partito moderno......i giovani vanno lì......e se non puntiamo sui giovani non si va da nessuna parte.
commento di frapem inviato il 6 dicembre 2010
Brava redazionepd, continua a censurarmi.
commento di frapem inviato il 5 dicembre 2010
Come misurare la credibilità del nuovo governo e di chiunque pronuncia la parola cambiamento.
La prima riforma che vogliamo dal nuovo governo: almeno seicento parlamentari a casa a partire dalla prossima legislatura.Un deputato ogni duecentocinquantamila elettori per la camera nazionale.Un senatore ogni cinquecentomila elettori, per il senato delle regioni.E sarebbero anche troppi..
QUESTA E' LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME
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