.
contributo inviato da xpress il 1 dicembre 2010
Tim Berners Lee è il fisico nucleare che ha inventato il concetto di link e ha creato il primo browser. E' insomma il padre del web. In un articolo pubblicato su Scientific American, dal titolo "Lunga vita al web", lancia l'allarme e spiega perchè il web è in pericolo.

Nell'articolo il baronetto spiega perchè Internet vuol dire libertà e democrazia: "... è stato costruito su principi di uguaglianza nonché sul lavoro di migliaia di individui, università e aziende che hanno agito sia in maniera individuale che collettiva come parte del World Wide Web Consortium, affinché lo stesso web potesse espandere le sue possibilità".
("Because the Web is yours. It is a public resource on which you, your business, your community and your government depend. The Web is also vital to democracy, a communications channel that makes possible a continuous worldwide conversation. The Web is now more critical to free speech than any other medium. It brings principles established in the U.S. Constitution, the British Magna Carta and other important documents into the network age: freedom from being snooped on, filtered, censored and disconnected.")


Oggi il web è in pericolo, continua Berners Lee e i pericoli provengono da più fronti. L'universalità di Internet, suo principio ispiratore e fondatore è minacciato dai nuovi protagonisti del web, "ecosistemi isolati di dati o piattaforme recintate e proprietarie". Il riferimento è ai social network come Facebook e Friendster, colpevoli di spezzettare il web in "una sorta di arcipelago, fatto di tante isole separate, ambienti chiusi in se stessi e dunque slegati da quello che invece dovrebbe essere un unico, gigantesco universo fatto di bit (...) Ognuno di questi siti rappresenta come un sito separato rispetto agli altri. Una volta che si immettono dei dati verso uno di questi servizi, non è facile riutilizzarli in un altro spazio". In pratica, quello che si viene a creare con le pagine/profili che ogni utente apre è l'ingabbiamento in un "walled garden" delle informazioni inviate e scambiate.

Nell'articolo Berners Lee parla anche di neutralità della Rete principio fondamentale messo in pericolo dal controllo di connessione da parte dei provider. Gli ISP potrebbero favorire e velocizzare la connessione a taluni siti e bloccare e rallentare l'accesso ad altri:
"What if your ISP made it easier for you to connect to a particular online shoe store and harder to reach others? That would be powerful control. What if the ISP made it difficult for you to go to Web sites about certain political parties, or religions, or sites about evolution?"


Il baronetto del web si è infine scagliato contro Apple, rea di trasformare la Rete in un ambiente chiuso anzichè aperto, rinchiudendo gli utenti di iTunes in un mercato obbligatorio:
"In contrast, not using open standards creates closed worlds. Apple’s iTunes system, for example, identifies songs and videos using URIs that are open. But instead of “http:” the addresses begin with “itunes:,” which is proprietary. You can access an “itunes:” link only using Apple’s proprietary iTunes program. You can’t make a link to any information in the iTunes world—a song or information about a band. You can’t send that link to someone else to see. You are no longer on the Web. The iTunes world is centralized and walled off. You are trapped in a single store, rather than being on the open marketplace. For all the store’s wonderful features, its evolution is limited to what one company thinks up."

Berners Lee spera che Web developers, imprese, governi e cittadini lavorino insieme e con spirito cooperativo al fine di tutelare i principi findamentali di Internet, anche nel rispetto dei principali valori umani:
"The goal of the Web is to serve humanity. We build it now so that those who come to it later will be able to create things that we cannot ourselves imagine."

 world-wide-web-symbol
world-wide-web-symbol 

TAG:  DEMOCRAZIA  INFORMAZIONE  INTERNET  WEB 
Leggi questo post nel blog dell'autore XPRESS
http://XPRESS.ilcannocchiale.it/post/2573720.html


diffondi 

commenti a questo articolo 1
commento di F.Rosso inviato il 1 dicembre 2010
Ha ragione. A me lo snobismo di Apple, e del suo fondatore, non mi sono mai piaciuti. Idem per FB, di cui, per inciso, non ho masi compreso l'utilità, a parte rintracciare ex fidanzate o perfetti sconosciuti.
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
20 settembre 2008
attivita' nel PDnetwork