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contributo inviato da team_realacci il 28 novembre 2010
NAPOLI (28 novembre) - Cala un po' la quantità di rifiuti lungo le strade di Napoli: oggi la città si è svegliata con 2680 tonnellate a terra; ieri erano 2910. Secondo quanto spiega l'assessore all'Igiene Urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli , «ieri abbiamo raccolto e conferito oltre 1600 tonnellate. Questo è stato possibile perchè gli impianti Stir di Tufino a Giugliano hanno funzionato quasi a pieno ritmo». 

Protesta al Plebiscito. Sacchetti di immondizia in mano, bimbi compresi, hanno attraversato, tra turisti incuriositi, il centro della città. Poi, in piazza del Plebiscito, cuore di Napoli, con i sacchetti hanno formato un vero e proprio cumulo. Obiettivo? Protestare affinché la raccolta differenziata parta sul serio. Il corteo è stato organizzato dalla Rete Campana Salute Ambiente. E in un presidio davanti alla Prefettura, hanno spiegato perché. La premessa: «Berlusconi è tornato a Napoli promettendo un altro miracolo. Ma mentre lui gioca a fare San Gennaro, migliaia di tonnellate di spazzatura marciscono sui marciapiedi, davanti alle scuole, sotto i balconi», spiega Antonietta. 

Lo scaricabarile. Sotto accusa «il solito scaricabarile tra Governo, Regione, Comune, ma è ormai chiaro a tutti che Berlusconi, come Caldoro, Cesaro e Iervolino, continuano a mentire spudoratamante soprattutto quando danno la colpa dell'emergenza alle popolazioni che lottano per non essere avvelenate». Quindi, la soluzione: niente discariche, inceneritori, ma una raccolta differenziata che comporti, però, il recupero e il riciclo totale della materia. Insomma «un piano rifiuti zero». In bella mostra striscioni "Uniamo le ribellioni in difesa di salute e ambiente", e anche i disoccupati del progetto Bros che in questi anni sono stati formati proprio per fare la differenziata.

Mezzi da Roma. Da oggi, inoltre, «sono in azione anche i dieci mezzi messi a disposizione dal Comune di Roma». E se la periferia della città, sottolinea Giacomelli, è un po' più pulita, difficoltà restano nel centro storico. La causa, spiega ancora l'assessore, è «dovuta ad un passaggio di consegne tra due ditte esterne che fanno capo all'Asia», l'azienda servizi di igiene ambientale che si occupa della raccolta dei rifiuti a Napoli. Una ditta di Genova subentrerà ad un'altra di Savona il 1 dicembre. «Da oggi a quella data - conclude - potrebbero registrarsi dei problemi nella raccolta di immondizia in quell'area specifica della città».

Natale senza rifiuti. Napoli, il suo Natale, lo vivrà senza rifiuti. Si dice ottimista, in tal senso, l'assessore all'Igiene Giacomelli, che aggiunge: «Puntiamo ad arrivare a domenica prossima con la città in condizioni decorose». Intanto la priorità, in questi giorni, per ciò che riguarda la raccolta di immondizia dalle strade, sono soprattutto gli itinerari turistici. Via i cumuli da piazza Garibaldi, "biglietto di presentazione" della città con la stazione ferroviaria, e dalla strada dei presepi nota in tutto il mondo, San Gregorio Armeno, che fino ad oggi non aveva segnalato criticità. 

I turisti. Del resto, anche stamattina, sono diversi i bus con turisti a seguito che circolano in città, «faremo, dunque, di tutto per fare in modo che gli itinerari turistici si presentino al meglio», assicura l'assessore. Domani, conferma Giacomelli, si terrà la riunione operativa per mettere a punto la raccolta umido-secco in venti piazza delle città. Non solo, «si metterà a disposizione delle autorità regionali che hanno la competenza dei sottosuoli, lo studio fatto dal Comune di Napoli su tutte le cavità disponibili ad accogliere frazione organica stabilizzata. Che, sia chiaro, è terriccio, non rifiuti».

400 soldati per pulire Napoli. Quattrocento militari per ripulire Napoli e provincia dall’assedio dei rifiuti: in una intervista al Mattino il ministro della Difesa La Russa dà corpo all’intervento dell’esercito. Prima fase dell’intervento sarà la provincia: Quarto, Volla e Sant’Antimo. Le discariche saranno trasformate per decreto in siti strategici sotto il controllo dei militari. Saranno impiegati anche i siti militari per lo stoccaggio dell’immondizia. 

La società civile scende in piazza. Avvocati, imprenditori, commercianti. La società civile scende in piazza, a Napoli. E sacchetto di immondizia in mano, sta sfilando lungo le strade della città per esprimere la «rabbia nel vedere una città così sporca» e anche per dire chiaro e tondo «che non è colpa dei cittadini se la città è piena zeppa di rifiuti». Piuttosto, «la colpa è di una politica irresponsabile». Un corteo che va ad aggiungersi ad un'altra iniziativa di protesta che, sempre nel centro della città, vede però in prima linea la Rete Campana Salute e Ambiente. Le adesioni sono partite attraverso Facebook ed oggi, «siamo oltre un migliaio», dice Francesco Forzati, avvocato e docente universitario nonchè presidente dell'associazione Cambiamo Napoli. 

Fonte: Il Mattino
28 novembre 2010
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