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contributo inviato da torquemada58 il 26 novembre 2010

Riassumendo, le principali ipotesi interpretative sono sostanzialmente tre  :

1 - In via del tutto ipotetica si potrebbe sostenere che il Mangano nel dire
che ho trovato per il suo cavallo  si riferisca ad una partita di droga in mano a o gestita dal Dell’Utri stesso e che quindi il senso delle frase sia ho trovato da vendere o da sistemare la partita di droga di cui mi aveva detto e che in tal senso il Mangano si aspettasse una provvigione per l’affare ma questa ipotesi è probabilmente inconsistente, non solo «la telefonata in questione costituisce il solo contatto evidenziato, nel corso di quelle indagini, tra Marcello Dell’Utri e i diversi personaggi attenzionati dagli investigatori» ma in effetti, nonostante le amicizie pericolose  - due mesi dopo,  il 19 aprile 1980, Dell’Utri partecipa a Londra alle nozze di un altro narcotrafficante, Jimmy Fauci  non ci sono mai stati finora riscontri concreti su questo fronte, è il dell’Utri stesso a ricordare che : « L’intercettazione telefonica fatta per fatti di Mangano, naturalmente coinvolge anche me, per cui mi fanno una perquisizione in casa, proprio qualche giorno dopo, allora abitavo in via Chiaravalle, nello stesso palazzo di Rapisarda e ricevo anche lì un avviso di garanzia o qualcosa. Vado a parlare con il Giudice Isnardi a Milano, al quale spiego come sono avvenute le cose, spiego il contenuto della telefonata, chiarissimo, non avevo… mi porto anche, mi pare, il certificato della cavalla Epoca, cioè era proprio tutto talmente chiaro, per cui il Giudice Isnardi archivia questo provvedimento senza che ci siano problemi di sorta, come non potevano essercene ».

Pizza Connection è il nome di una indagine sul traffico di droga tra Italia e Stati Uniti iniziata il 12 luglio 1979 e nella quale si dice che compaia il nome di Silvio Berlusconi ma il sostituto procuratore di Roma Aurelio Galasso, che condusse a suo tempo il troncone italiano dell'inchiesta sulla Pizza Connection, ha escluso in seguito che il nome di Silvio Berlusconi sia mai finito tra quello delle persone indagate. Nel 1983 la Guardia di Finanza, nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di droga,  metterà  sotto controllo anche i telefoni di Berlusconi :  «È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo...».  L’indagine fu archiviata nel 1991.

2 - Sempre lavorando nel campo delle ipotesi, si potrebbe sostenere che il Mangano nel dire che ho trovato per il suo cavallo  si riferisse a un vero cavallo e volesse dire che ho trovato [una sistemazione o una soluzione]  per il suo cavallo [ quello del  Dell’Utri o quello di altra persona  ]  oppure ho trovato da vendere il suo cavallo [ quello del Dell’Utri o di altra persona ] e che in tal senso si aspettasse una provvigione per l’affare o per il favore ma questa ipotesi non è stata presa in considerazione nella linea difensiva del Dell’Utri stesso e quindi va scartata a priori. Eppure sul piano logico poteva essere questa l’ipotesi più facile da sostenere, perché non è stata presa in considerazione ?

3 - Se invece prendessimo la frase intera Il secondo affare che ho trovato per il suo cavallo  e la legassimo all’anzitutto un affare  che la precede, l’insieme che ne risulterebbe sarebbe anzitutto un affare  : il secondo affare che ho trovato per il suo cavallo  e allora ci potrebbe essere un’altra ipotesi interpretativa più precisa : se leggiamo l’insieme nella sua consecutio naturale e quindi prendessimo il significato della locuzione  il secondo affare alla lettera, saremmo appunto in presenza di un secondo affare tra i due, è per questo che il Dell’Utri capisce al volo l’allusione del Mangano, diventa evidente che in questo caso il "cavallo" non può essere un cavallo vero ma è un codice che indica qualcosa o qualcuno, i due alludono ad affari comuni pregressi e per il suo cavallo  potrebbe indicare il genere di affare che sta per essere ripetuto o meglio ancora una terza persona coinvolta nel giro, per il suo cavallo  potrebbe indicare allusivamente una persona incaricata di fare qualcosa oppure una persona che ha interesse nell’affare, di sicuro non si tratta di un cavallo vero.

Insomma, c’è una questione da risolvere di cui il Mangano è il mediatore  o comunque una figura di raccordo, per il suo cavallo  indica una persona da coinvolgere in un prossimo affare importante, i problemi finanziari del Dell’Utri sembrano essere al momento un fattore marginale,  sembrerebbe invece fondamentale vedersi per discutere di una faccenda. Chi ci è invischiato ?  Cosa c’è in ballo ?


Il 1980 è un anno piuttosto particolare per Dell’Utri : nel 1977, dopo aver lasciato Berlusconi,  il Dell’Utri era entrato nel giro del duo
Alamia-Rapisarda,  ma proprio nel gennaio del 1980 la Bresciano fallisce, nella telefonata del 14 febbraio il Dell’Utri ne parla brevemente [DELL’UTRI-La società falluta, è venuto il Tribunale, curatori sigilli, eccetera, ed hanno chiuso, tutto … e quindi sono in mezzo ad una strada], è un momento in apparenza difficile, tra l’altro nella telefonata intercettata del 14 febbraio 1980 c’è un curioso particolare, il Dell’Utri dice al Mangano : Ho dovuto pagare per mio fratello soltanto otto milioni solo per la perizia contabile, in seguito i due fratelli Dell’Utri verranno denunciati dal Rapisarda per una distrazione di 8 milioni a proprio favore.

Ma l’apparenza potrebbe ingannare: proprio il Rapisarda, anni dopo, ricorderà nei seguenti termini il suo rapporto con il Dell’ Utri:  

«Tra il dicembre del 1978 e il gennaio del 1979, mentre stavo tornando dallo studio del notaio Sessa, incontrai, non lontano dalla sede dell’Edilnord, Stefano Bontate e Mimmo Teresi, i quali mi invitarono a prendere un caffè con loro in un bar di piazza Castello. Teresi e Bontate mi dissero che dovevano andare da Marcello Dell’Utri, il quale aveva loro proposto di entrare nella società televisiva che di lì a poco Silvio Berlusconi avrebbe costituito. Teresi mi disse che occorrevano dieci miliardi e, tra il serio e lo scherzoso, mi domandò se per me quello era un buon affare. Io ci rimasi male, anche se non feci trasparire nulla. Dell’Utri in quel periodo lavorava formalmente solo per me. Nel 1977, con lui al mio fianco, avevo aperto Milano Tele Nord, la prima tv privata della città, e avevo anche firmato un contratto con due consulenti che ci avevano insegnato tutto sul sistema pubblicitario... Il discorso di Teresi mi diede dunque la prova di quello che già sospettavo: Dell’Utri faceva la spia per Berlusconi».

Secondo il Rapisarda : Dell’Utri faceva la spia per Berlusconi»  e anche Stefano  Bontate,  ai quei tempi ancora vivo,  parlava del Dell’Utri come di un  imbrugghiunazzu (imbroglione ). Insomma, il Dell’Utri stava con il Rapisarda ma forse lavorava per Silvio ? Silvio è sempre rimasto il principale di Dell’Utri ? Mangano lo dice  : «Vada dal suo principale! Silvio! »

Sul finire del 1979 le società del Rapisarda sono in grave crisi mentre sull’altro fronte le attività fervono :

 - A Milano il 3 ottobre 1979 nasce Publitalia 80 SpA

 - Il 4 ottobre 1979 tramite una piccola Srl di nome Ponte arrivano 11 miliardi alle Holding 7-17 sotto  forma di prestito obbligazionario.  I soldi partono dalla Ponte srl, passano per Saf, Holding 7-17, Fininvest,  Italiana Centro Ingrosso srl, e con cinque giroconti ritornano alla Ponte. Il rappresentante della Srl è un certo Enrico Porrà, un invalido di 75 anni colpito da ictus.

 - il 19 ottobre 1979 viene costituita la Palina Srl, l’amministratore è sempre il solito Porrà.  L’attività della Palina Srl è un mistero, la contabilità è inesistente, secondo alcune ricostruzioni il 28 novembre 1979  la Palina Srl acquisisce per un controvalore  di 1.7 miliardi di lire le 800 mila azioni della Cantieri Riuniti Milanesi, società amministrata da Marcello Dell’Utri, che la marchesina Anna Maria Casati Stampa aveva ricevuto in permuta per Villa San Martino e le proprietà terriere nei comuni di Usmate e Cusago. Il 14 dicembre 1979 la Palina fa girare sul suo conto corrente acceso presso la sede milanese della Popolare di Abbiategrasso, ben 27,68 miliardi che verranno poi bonificati alla SAF, che a sua volta li gira alle Holding italiane, le quali rigirano la somma sui conti Fininvest e quest’ultima la passa alla Milano 3 Srl  che compra per 27,68 miliardi le 800 mila azioni della Cantieri Riuniti Milanesi derivanti dalla transazione Casati Stampa e altre 1.200.000 della CRM accumulate non si sa come generando nel giro di poche settimane una clamorosa plusvalenza virtuale.

 - il 1° novembre 1979 è il giorno in cui un tale di nome Adriano Galliani incontra Silvio Berlusconi ad Arcore  e gli spiega  come sviluppare le televisioni private attraverso  la moltiplicazione dei ripetitori del segnale televisivo per tutta la penisola. Il Galliani cede il 50% della sua società "Elettronica Industriale" allo stesso Berlusconi e poi parte per un tour di acquisizioni. Per puro caso il tour comincia in Sicilia con acquisizioni  e accordi con le  TV locali come Tvr e Retesicilia, Sicilia Televisiva Spa, Siciltele e Trinacria Tv ecc. ecc.

 - il 12 novembre 1979 viene registrato a Milano il marchio di proprietà Fininvest  Canale 5”.

 - tra il 24 ed il 31 dicembre 1979 la Fininvest riceve  25 miliardi dalle Holding

Insomma, c’è molta carne al fuoco durante gli ultimi mesi del 1979 e anche i primi mesi del 1980 non sono da meno : poche settimane dopo la telefonata del Mangano al Dell’Utri, a Roma si ritrovano Carboni, Comincioli e Berlusconi. Nel  “memoriale Pellicani” messo a verbale dalla Commissione Parlamentare d’ Inchiesta sulla P2 si legge : “A metà marzo 1980, al Grand Hotel di Roma, si incontrano Carboni, Comincioli e Berlusconi. Dalla riunione scaturisce l’iniziativa di ‘Olbia 2’: prevedeva un primo investimento di 7 miliardi… Si programma una visita in Sardegna. Il viaggio avviene verso la fine di marzo, ci accompagnano Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri [e altri, ndr]. Il 30 marzo arriva il primo finanziamento. Berlusconi versa un miliardo di lire.[…]

Sono gli anni in cui la mafia siciliana decide di reinvestire il denaro sporco in Sardegna : in prima fila ci sono Pippo Calò, capo della famiglia mafiosa di Porta Nuova e un certo Flavio Carboni, appunto.

Angelo Siino, figura di primo piano delle cosche tanto da essere chiamato il Ministro dei Lavori Pubblici di Cosa Nostra, in seguito collaboratore di giustizia, dirà : "Io so benissimo che Pippo Calò era in ottimi rapporti con Flavio Carboni". Lo confermerà anche Gaspare Mutolo: "In quel periodo c’era in Sardegna il Pippo Calò con questo Flavio Carboni ed altri personaggi, come Faldetta ecc..., che raccoglievano soldi". 

Mangano è un uomo di Pippo Calò, vuoi vedere che Olbia 2 è il secondo affare di cui parlava il Mangano al Dell’Utri nella telefonata intercettata del 14 febbraio ? Magari il Dell’Utri ha sempre lavorato per Silvio anche quando voleva far credere di lavorare per il Rapisarda. E se davvero fosse Silvio il “cavallo” di cui parla Mangano ?

Già, il Mangano. Secondo il camorrista Pietro Cozzolino,  Mangano si occupava di piazzare su Milano i soldi sporchi :  «... nel 1979 sorse il problema di come investire 70 miliardi del traffico di droga, io e mio fratello Riccardo li affidammo ai palermitani... decidendo che i miliardi sarebbero stati affidati a Vittorio Mangano e Marcello Dell' Utri...».

Mangano smentirà  : « [ Cozzolino ]  su Dell'Utri dice cretinate enormi, come la storia del 70 miliardi consegnati a me e a Dell'Utri perche' fossero riciclati».


Eppure sul Mangano come riciclatore di denaro sporco riferirà in seguito anche Gaspare Mutolo :  «Mentre eravamo in carcere assieme, Vittorio Mangano mi disse che alcune somme provenienti da Pippo Calò, Salvatore Riina, Ugo Martello e Pippo Bono erano state investite a Milano da parte di Dell’Utri, che veniva considerato una persona seria, cioè affidabile ai fini della nostra organizzazione. Sempre Mangano mi disse che in passato Dell’Utri era stato vicino a Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti».

Sul conto corrente n° 6861 acceso da Antonio Virgilio presso la Rasini transitano, tra il 28 febbraio 1980 e il 31 maggio 1982, operazioni per circa 50 miliardi di lire. E’ inutile dire che Antonio  Virgilio è amico di Vitttorio Mangano e che verrà arrestato in seguito nel contesto dell’”Operazione San Valentino” . I beni del Virgilio erano gestiti dalla Par.Ma.Fid. , la stessa fiduciaria alla quale erano intestate  – secondo quanto riferisce Max Parisi nel 1998 durante la campagna di stampa della Lega contro il Mafioso di Arcore - importanti quote di diverse delle 22 Holding che detenevano il capitale Finivest.

Laconico il rapporto della Criminalpol dell’epoca :  "L'aver accertato attraverso la citata intercettazione telefonica il "contatto" tra il Mangano Vittorio, di cui è bene ricordare sempre la sua particolare pericolosità criminale, e il Dell'Utri Marcello, ne consegue necessariamente che anche la Inim spa e la Raca spa, operanti in Milano, sono società commerciali gestite anch'esse dalla Mafia e di cui la Mafia si serve per riciclare il denaro sporco provento di illeciti".

Magari il “cavallo” di cui parla il Mangano nella telefonata del 14 febbraio è uno “spallone” o forse è un “prestanome”, figura questa di una rilevanza nel carosello degli affari di quegli anni oppure potrebbe essere il solito Silvio.



© Edoardo Baraldi

(continua)


TAG:  BERLUSCONI  ERGASTOLO  ALCATRAZ  41BIS  MARCELLO DELL'UTRI  MANETTE 

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