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contributo inviato da Achille_Passoni il 24 novembre 2010


Pochi giorni fa ho incontrato assieme ad alcuni dirigenti del Pd e ad altri parlamentari toscani i lavoratori dell’Opera Laboratori Fiorentini, l’azienda che gestisce i servizi al polo museale fiorentino. La loro assemblea ha promosso due giorni di sciopero perché il Ministero per i Beni e le Attività Culturali si rifiuta di inserire nel bando di gara per l’assegnazione dei servizi museali una clausola di salvaguardia per il loro posto di lavoro. 

Si tratta di un rifiuto irragionevole e miope, considerando che parliamo di 350 lavoratori - tra cui 250 con contratti a tempo indeterminato – di grande professionalità, che da anni offrono un servizio dal quale dipende il funzionamento di un grande polo museale, composto da importantissimi centri come la Galleria degli Uffizi e l’Accademia, oltre a 14 musei diffusi su tutto il territorio fiorentino. 

Il loro contratto collettivo nazionale di riferimento - quello del commercio – purtroppo non prevede la cosiddetta “clausola sociale”, presente in tutti gli altri contratti, con la quale si garantisce la tutela del posto e le medesime condizioni di lavoro in caso di cambi e successioni di appalti e commesse. 

Assieme ad altri senatori toscani del Partito Democratico, tramite un’interrogazione analoga a quella già presentata da alcuni nostri deputati a Montecitorio, ho chiesto al ministro Bondi e al ministro Sacconi se intendano impegnarsi per garantire l’applicazione della clausola e con essa il futuro dei 350 lavoratori del polo museale fiorentino.

Per leggere il testo dell'interrogazione, potete cliccare qui.
TAG:  CULTURA  FIRENZE  MUSEI  INTERROGAZIONE  POLO MUSEALE FIORENTINO 

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