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contributo inviato da pdbergamo7circ il 21 novembre 2010

Contributo di Giovanni Rossi


Dopo oltre dieci anni di centrodestra, conconseguenti forzature economiche sociali, era ben dubbioso che l’elettoratodelle primarie del centro sinistra di Milano, per l’elezione del sindaco dellacittà, potesse scegliere il candidato del PD. La storia, grande formatrice dicoscienze, ci insegna che dopo momenti negativi socialmente, economicamente, civuole il suo tempo per ritrovare equilibrio; non che il candidato vincente, Pisapia, non sia degno, anzi, si può direcertamente che rappresenti senza difficoltà la maggioranza del centro sinistrapartecipativo milanese, semmai ha il limite di non rappresentare, in tutto eper tutto, il partito di maggioranza del centro sinistra nato con forti propositidi governo locale e nazionale, mentre l’eletto è di formazione culturale d’opposizionema anche stimato da più parti, come, probabilmente, non rappresenta la totalitàdei votanti del PD che non partecipano attivamente alla politica. Il fatto hascatenato nella direzione regionale del PD le dimissioni dei dirigenti, richiestedi chiarimenti e linee d’indirizzo aprendo, di nuovo e per ennesima volta, ladiscussione nazionale sulle strategie del partito: è forse proprio questo ilnodo della questione.

Il PD, a Milano, non poteva fare delleprimarie di partito perché non è maggioritario, servono alleanze per vincere egovernare. A Milano il partito non doveva dare indicazioni su chi votare perchéè una forma di centralismo democratico, interno a un partito, che non può legarecon delle primarie d’area di centro sinistra, si sta forse facendo un uso smodatoe in parte sbagliato di uno strumento certamente utile e affascinante e che,piano- piano, perde però consenso fra gli iscritti. Questa IBRIDAZIONE può nonessere capita, è anche vista all’interno del PD come qualcosa che indebolisceil partito, non lo fa crescere, tanto da rimettere in discussione vertici elinee, ma è veramente cosi? Può essere una causa del calo delle partecipazionialle primarie, che devono essere sicuramente migliorate nel merito e nellagestione; ma non vi è alcun dubbio che le PRIMARIE rimangano una forte e veicolanteforma democratica di aggregazione politica; se è vero che per noi il partito èun mezzo, un tramite, per sviluppare idee e programmi, quando non si èautosufficienti non ci sono che le alleanze che devono essere costruttive evincenti, questo è quello che conta riuscire a governare sviluppando i nostri programmie valori nella misura possibile.


Giovanni Rossi

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