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contributo inviato da pierluigi bersani il 20 novembre 2010
Da parte nostra l'impegno, come forza di opposizione, per i cassintegrati della Vinyls ma anche perché l'Italia non può mollare pezzi della sua industria, si chiami 'chimica', si chiami 'siderurgia', si chiami 'auto'.

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commento di nino55 inviato il 28 novembre 2010
Appunto Gpetrus, l'Italia non deve mollare l'eccellenza dell'industria ma al suo fianco deve crescere l'altra eccellenza, che è l'affermazione di un turismo non sostenuto, l'affermazione di un artigianato annichilito dalle norme tributarie.Nell'ultimo trentennio il voler favorire a tutti i costi il fatturato delle grandi industrie a discapito dei piccoli imprenditori è stato un errore fatale per la sinistra.Lo sviluppo non lo si può immaginare, solo ed esclusivamente puntando su di una produzione industriale costretta a fare il bilancio condizionato dai salari italiani.lo sviluppo si deve immaginare, incentivando tutte le energie migliori dell'Italia, e l'incentivazione la possiamo trovare preparando una nuova cultura del lavoro, che inizi da un orientamento concepito nelle scuole, dove gli studenti devono convincersi che i tempi sono cambiati, e che continuare a sperare nel futuro iscrivendosi a corsi di laurea giusto per occupare il tempo, è e sarà sempre un fallimento,che compromette essenzialmente il bilancio familiare.L'incentivazione la si può trovare anche nel creare nuove scuole professionali, dove si approfondisce l'argomento del recupero dei materiali di rifiuti di ogni genere.Il benessere,ci deve aiutare a capire come fare a smaltire ed a reinserire nel circuito del consumo tutto ciò che noi produciamo.Non si può pensare, solo ed esclusivamente ad una civiltà consumistica per eccellenza, dove produrre è un divino comandamento e lo smaltimento sono cavoli di chi rimarrà nelle prossime generazioni.
commento di gpetrus inviato il 28 novembre 2010
Oltre a non mollare pezzi della sua indstria, l'Italia non deve mollare l'eccellenza delle sue produzioni (non solo industriali); anzi non deve mollare le sue eccellenze. Ma oltre a non mollare occore anche pensare che l'industria, e la classe operaia ad essa collegata non rappresenta più la maggioranza dei lavoratori del paese. Essi sono nel turismo, nei servizi, nell'agricoltua e nell'agroidustria; ma soratttto, ormai, sono nel terziario e molti sono autonomi e precari. In quanto all'industria ha ragione il cassintegrato di Mirafiori: appena gireremo la serratura di palazzo Ghigi per rientrarci (se ma ci rientrassimo), ci troveremo di fronte alle macerie. E allora toccherà di nuovo a noi spremere con lacrime e sangue sempre gli stessi (sono i più facili da colpire). Ecco segretario, rimbocchiamoci le maniche (e questo non è solo lo slogan da te coniato) e sappiamo che questo sarà il nostro compito: dopo il bengodi berlusconiano dovremo riprendere gli arnesi in mano per ricostruire; poi ci faremo odiare e riperderemo le elezioni, se non sapremo dire che abbiamo fatto bene e non diamo in cambio almeno la fiducia nel futuro.
commento di maxo7533 inviato il 27 novembre 2010
Ieri sera ho visto Bombasei Vs la Camusso e l'impressione che ho avuto, è un Bombasei impaurito, stava attento a come parlare e misurava le parole sia per non irritare la Camusso, ma nello stesso tempo cercava di non irritare nemmeno il Governo.

Da questa mia impressione ho dedotto, che gli industriali italiani sono alla canna, per muoversi Montezzemolo la situazione è disastrosa, 10 anni di Governi Berlusconiani hanno distrutto l'economia italiana (avranno ingrassato qualche amico disonesto, ma il resto sono macerie).

Mi dispiace dirglielo, ma sè la mia impressione è giusta, Lei non può fare proprio niente, ormai tutto il mondo produttivo è corrotto e il Berlusconismo oltre a metterci del Suo, ha piazzato molti dirigenti corrotti nelle amministrazioni pubbliche e di controllo, bisognerebbe fare un ripulisti (come si dice dalle mie parti) e questo non è possibile e nemmeno pensabile.

Allora la soluzione migliore è non far fare i sacrifici sempre ai soliti, ma far bruciare tutto e poi ricostruire dalle ceneri un popolo migliore, altruista,onesto e volenteroso, che non cerca scorciatoie, ma sacrifici per arrivare. Che i valori ritornino quelli di una volta, una Escort è una puttana e le puttane oltre a fottere gli uomini, fottono pure le loro colleghe oneste, pertanto, le prime che dovrebbero indigniarsi sono proprio le donne.
commento di beppe65 inviato il 23 novembre 2010
Giuseppe Schizzerotto,cassintegrato settore auto(Pininfarina SPA).Apprezzo la sua attenzione segretario Bersani e capacita amministrativa che ha dimostrato nel breve periodo svolto da ministro,ma purtroppo le devo confermare che nel settore auto stiamo svendendo quasi tutto e se prossimamente torniamo al governo temo che troverete sul tavolo una serie di ditte prossime alla chiusura che ad oggi secondo la mia personale opinine ancora riescono a nascondono nei cassetti.
commento di pmarmonti inviato il 23 novembre 2010
sul caso Mastella, se vero, cosa dici?
non centra con la discussione, ma vorrei un bell'articvolo o comunicato di quanto è successo
grazie
commento di Kurtsack inviato il 23 novembre 2010
Certamente non posso vantare una conoscenza dei settori che caratterizzano le dinamica delle attività lavorative e se dovessi giudicare in base alla mia limitata esperienza dovrei ammettere che sotto certi aspetti è difficile aspettarsi la possibilità di un inserimento nel mondo del lavoro che tenga conto ,non dico della Carta Costituzionale ma anche della Magna Charta di antica memoria.
Senza voler criminalizzare i presupposti religiosi della convivenza fra gli uomini che hanno creato un aberrante masochismo il cui riscatto è demandato alla resurrezione dalla polvere attraverzo la via Lattea e limitandosi alla interpretazione dei testi legislativi si comprende che alla fine sono pochi le eccellenze che sanno creare e distribuire ricchezza attraverso l'utilizzazione delle energie lavorative degli addetti.Non credo che le forze politiche siano all'altezza di elaborare disnteressatamente programmi occupazionali che sfuggano alla tentazione di scardinare un sistema economico che deve svilupparsi su regole proprie anche se con un serio controllo delle Istituzioni statali . Eì evidente che l'economia poggia sui capitali e questi appartengono agli istituti di credito.In questo circuito non deve continuare la presenza di IOR e rappresentanti dei partiti....Una economia pulita nasce da un credito corretto...
commento di Kurtsack inviato il 23 novembre 2010
Ho ascoltato alcuni stralci del discorso della Mercegaglia che mi sembra sia presidente nazionale della confindustria .Il discorso era rivolto agli industriali lombardi fra cui si riconoscevano nomi prestigiosi ai quali molto deve l'economia italiana. Questa circostanza mi ha creatouna amara riflessione sia riguardo alla ormai acclarata propensione della rappresentante degli industriali verso un federalismo che risulta ostico a chi ,come me , è ancora
fiducioso nei confronti di una visione unitaria dell'economia italiana sia per la proposta di fare partire e restringere il federalismo operativo solo a vantaggio delle regioni più virtuose quali ,per la Mercegaglia sono la Lombardia de quelle a tentazione accentratrice di consensi anche elettorali.
Scrive Bersani che non possiamo cedere pezzi della industria nazionale .
Ma il piano industriale italiano è nazionale o federalista ? E' in funzione di consumo interno o per operare sui mercati internazionali ?
Qual'è la cultura politico -economica della Mercegaglia ?
Chiarisco che non intendo entrare nel merito perchè sono solo un consumatore.
commento di fabri73rn inviato il 22 novembre 2010
Grazie ai movimenti dei lavoratori, molti oggi possono godere di una pensione che gli permette di vivere in momenti della vita in cui non si può più lavorare, però va bene pensioni fino a 1000 euro, ma che senso hanno pensioni di 2000 3000 euro quando molti lavoratori vengono retribuiti per 1000 euro??? non sarebbe logico prevedere un tetto massimo per le pensioni, permettendo così sia di ridurre i contributi pagati dalle imprese, favorendo cosi' l'occupazione, sia magari sostenendo la pensione per i precari????
Soprattutto poi nel pubblico il livello dei dirigenti è spaventoso, se in un'azienda privata ci saranno 10 dirigenti ogni 1000 dipendenti, nelle aziende pubbliche si può arrivare a 100 dirigenti ogni 1000. Per fare ripartire il paese bisogna avere il coraggio di cambiare.
commento di aregolo inviato il 22 novembre 2010
Forza Bersani! Stai facendo la politica giusta. La piccola e media industria sono le gambe su cui si regge questo malfermo Paese. E sono state lasciate alla deriva dal malgoverno di Centrodestra. Il PD, dimostrando costante e concreta attenzione ai problemi di questo fondamentale comparto dell'economia nazionale recupererà rapidamente speranze e consensi sia dall'area dell'astensione che da quella di tradizionale predominio leghista e per il centrodestra, già in fase di disgregazione, sarà la definitiva sconfitta politica ed elettorale.
commento di scompala inviato il 22 novembre 2010
COMINCIAMO A FARE AUTENTICAMENTE LA RIVOLUZIONE
L’IDEA E’ DI ERIC CANTONA’
“IL SISTEMA E’ COSTRUITO SULLE BANCHE , QUINDI DEVE ESSERE
DISTRUTTO ATTRAVERSO LE BANCHE ” IL 7 DICEMBRE POTREBBE ESSERE IL GIORNO DEL RITIRO DEI NOSTRI SOLDI !!!!!!!!!!!
commento di aregolo inviato il 22 novembre 2010
Il settore secondario o industriale rappresenta in tutti i paesi progrediti l"interfaccia" tra quello primario agricolo-energetico-minerario e quello terziario sia di base turistico-commerciale-finanziario che avanzato dei servizi per le imprese.In Italia abbiamo assistito negli ultimi trenta anni ad una massiccia e sistematica detrutturazione del comparto secondario-industriale specie quello pesante (chimico-siderurgico-metalmeccanico)con gravissimo depauperamento della dinamica economica del nostro Paese sia interna che internazionale.Gli ultimi governi sia di centrosinistra che quello di centrodestra hanno totalmente trascurato il problema di ridare fiato e impulso all'industria nazionale a cominciare dal settore della formazione scolastica e tecnico-professionale.E' mancata sopratutto una forza politica che abbia fatto del rilancio industriale la propria base programmatica.Non potrebbe e non dovrebbe essere proprio il centrosinistra e in particolare il PD, vista la pochezza in merito dell'attuale Governo, la nuova forza politica capace di abbracciare tale importante questione nazionale ?
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27 febbraio 2008
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