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contributo inviato da team_realacci il 18 novembre 2010
ROMA (17 novembre) - La Corte costituzionale ha rigettato, dichiarandoli infondati o inammissibili, i ricorsi presentati dalle Regioni Puglia, Liguria, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Marche riguardanti diverse norme del decreto Ronchi sui servizi pubblici locali, in particolare sulla privatizzazione dei servizi idrici. La Consulta - con una articolata sentenza di 136 pagine, scritta dal giudice Franco Gallo - ha escluso che sia stata lesa la competenza regionale residuale in quanto «le regole che concernono l'affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, ivi compreso il servizio idrico, ineriscono essenzialmente alla materia "tutela della concorrenza", di competenza esclusiva statale».

La Corte, nella sua lunga sentenza, si richiama a precedenti decisioni per rilevare che, per quanto riguarda lo specifico settore del servizio idrico integrato, «la normativa riguardante l'individuazione di un'unica Autorità d'ambito e la determinazione della tariffa del servizio secondo un meccanismo di "price cap" attiene all'esercizio delle competenze legislative esclusive statali nelle materie della tutela della concorrenza(articolo 117, secondo comma, lettera e della Costituzione.) e dell'ambiente (articolo 117, secondo comma, lettera s), materie che - viene sottolineato - hanno prevalenza su eventuali competenze regionali, che ne risultano così corrispondentemente limitate». E questo perché - spiega la Corte - «tale disciplina, finalizzata al superamento della frammentazione della gestione delle risorse idriche, consente la razionalizzazione del mercato ed è quindi diretta a garantire la concorrenzialità e l'efficienza del mercato stesso», come già stabilito da precedenti decisioni della Consulta. Ed infatti, nella sentenza n. 246 del 2009 «è stato ulteriormente precisato che la forma di gestione del servizio idrico integrato e le procedure di affidamento dello stesso, disciplinate dall'art. 150 del decreto legislativo n. 152 del 2006, sono da ricondurre alla materia della tutela della concorrenza, di competenza legislativa esclusiva statale, trattandosi di regole» che - ricorda la Corte - sono «dirette ad assicurare la concorrenzialità nella gestione del servizio idrico integrato, disciplinando le modalità del suo conferimento e i requisiti soggettivi del gestore, al precipuo scopo di garantire la trasparenza, l'efficienza, l'efficacia e l'economicità della gestione medesima».

Fonte: Il Mattino
17 novembre 2010
TAG:  ACQUA  PRIVATIZZAZIONE  RICORSO  REGIONI  CONSULTA  DECRETO RONCHI  SERVIZI PUBBLICI LOCALI  SERVIZI IDRICI 

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