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contributo inviato da dianacomari il 15 novembre 2010

A Milano si è appena conclusa una domenica di primarie. Il centrosinistra ha scelto il suo candidato sindaco per le elezioni comunali: Giuliano Pisapia.

In corsa, questa volta, c’erano dei validissimi candidati e la sfida è stata vera.
Giuliano Pisapia aveva il sostegno ufficiale di Sinistra Ecologia e Libertà, ma è stato largamente apprezzato anche dalla base del Pd (come poi ha dimostrato l’esito del voto). Stefano Boeri aveva l’appoggio del Pd (tutto a livello ufficiale e con qualche distinzione rimasta però per lo più in ombra). La candidatura di Valerio Onida è nata con l’appoggio di un comitato esterno anche se vicino al Pd (e forse proprio questa candidatura ha giocato in sfavore di Boeri). L’ecologista Michele Sacerdoti era il candidato più in ombra e autonomo.

La giornata di pioggia non ha certamente incentivato le persone ad andare a votare, anche se guardando le tante code ai seggi, il calo di affluenza che è poi risultato dai conteggi non era affatto percepibile.
Quello che invece si percepiva benissimo era il tipo di elettorato che partecipava: a sfilare davanti ai seggi delle primarie erano in prevalenza persone anziane (anche molto anziane), tutti ex qualcosa (ex-pci, ex-ds, ex-socialisti, ex-sinistra). Sono loro la base che sempre si mobilita per questi appuntamenti elettorali in prevalenza e, se da un lato è ammirevole l’impegno e la dedizione per degli ideali da parte di queste persone che spesso, pur acciaccate, escono di casa e si mettono pazientemente in fila, dall’altro lato non si può non notare che puntualmente esprimono scelte di voto più vicine al passato che non al futuro. Alle primarie per l’elezione del segretario del Pd vinse Bersani e qui ha vinto un candidato di chiara espressione di sinistra: insomma, se non è ancora chiaro, la base che il Partito Democratico riesce a mobilitare è sempre la stessa ed è di sinistra e non smette di chiedere al suo partito di fare scelte di sinistra.

Il Pd ci prova in tutti i modi a scommettere su progetti diversi e su candidati meno legati a quel passato ma, non c’è nulla da fare, il nuovo non si mobilità, non viene a votare e trionfa l’ideologia: “gli elettori hanno preferito un candidato di bandiera”, ha scritto qualcuno su facebook ed è così.
È evidente che se la situazione è questa, il Pd dovrà anche cominciare a studiare altre forme di partecipazione (oltretutto in questo caso le primarie sono state anche poco partecipate) e soprattutto prestare più attenzione alle candidature che sceglie di mettere in campo.

La scarsa affluenza ai seggi delle primarie di per sé dovrebbe far aprire una discussione interna: davvero è solo la pioggia che ha tenuto gli elettori a casa?
Probabilmente no.
Probabilmente la bellissima campagna elettorale organizzata non ha saputo raggiungere adeguatamente tutti i cittadini (del resto bastava partecipare a qualche appuntamento per comprendere che le facce presenti erano più o meno sempre le stesse di persone dei circoli o legate alle amicizie dei circoli e pochissimi gli estranei). In questo senso il “porta a porta” è sicuramente una scelta utile, da intendersi come “fare una comunicazione capillare in grado di raggiungere tutti” e non tanto di suonare ai vari campanelli e quindi c’è senza dubbio la necessità di organizzazione.
Ma questo da sola non basta, occorrono anche scelte politiche credibili.

Qualche considerazione sulle scelte fallimentari del Pd milanese e lombardo, infatti, va fatta perché la sconfitta del candidato che aveva scelto di appoggiare alle primarie è solo l’ultima di una lunga serie.
In queste primarie, molti hanno contestato che il Partito Democratico sostenesse ufficialmente un candidato, ma la realtà è che il Pd ha diritto di schierarsi, scegliere chi gli pare e sostenerlo; esattamente come Sel ha appoggiato Pisapia.
Solo che, forse, il Pd ha scelto il candidato sbagliato a cui si è aggiunta la successiva candidatura di Onida (arrivata poco dopo che il Partito Democratico aveva espresso il suo sostegno a Boeri) e che inevitabilmente ha sottratto voti.
L’architetto Boeri era quello di minor spessore dal punto di vista politico tra i candidati in campo (per non dire per nulla politico). Il Pd ha sostenuto Boeri perché lo ha ritenuto in grado di raccogliere un consenso vasto sulla città di Milano, così da poter battere il centrodestra (perché l’obiettivo vero che deve essere chiaro a tutti è che non basta vincere le primarie, ma conquistare il comune).

Per Boeri è stata fatta una splendida campagna elettorale, moderna, aperta, partecipata ma, probabilmente, il problema vero era proprio Boeri stesso e la sua non appartenenza politica per la base dell’elettorato che ha votato alle primarie (senza contare le implicazioni nella vicenda expo dell’architetto e l’amicizia con il tanto contestato palazzinaro Ligresti).
Insomma, Boeri è stato bravissimo, simpatico, ha mostrato grandi competenze e capacità e magari sarebbe stato anche un ottimo sindaco ma politicamente è inconsistente e l'elettorato arrivato a votare oggi era fortemente connotato politicamente.
“Le indicazioni del partito da una parte, gli elettori dall'altra”, ha commentato qualcuno sulla rete. E non è una novità, per questo, il Pd milanese qualche responsabilità è il caso che se la assuma.
Ovviamente è difficile che ciò accada perché il sostegno alla candidatura di Boeri è stato espresso ufficialmente da tutti, anche da coloro che non erano d’accordo (innanzitutto perché non ci sono state molte occasioni per discuterne e poi perché le defezioni sono rimaste piuttosto “silenziose” e hanno agito senza disturbare troppo il lavoro ufficiale, per giusto senso di responsabilità verso il partito) e la candidatura unitaria implica una responsabilità generale e quindi è come dire che non è colpa di nessuno.

Più facile sarà cercare di scaricare la colpa sulle primarie, che certamente qualche problema lo creano se vengono gestite male, ma anche su Valerio Onida (che sicuramente ha portato via dei voti utili a Boeri e che ha fatto una campagna elettorale piuttosto brutta e tutta giocata contro il Pd per guadagnare qualche titolo sui giornali).
La realtà, però, è che Onida è una persona di alto spessore politico e noto sia nel mondo cattolico che tra i giustizialisti di sinistra che lo hanno ascoltato tante volte nei convegni in cui si parlava della difesa della costituzione e, forse, se fosse stato sponsorizzato al posto di Boeri (nonostante l’età non proprio giovane in tempi di “rottamazione”) avrebbe potuto spuntarla, ma ormai il Pd aveva scelto l’architetto ed era difficile tornare indietro.
La domanda che sorge spontanea è: ma possibile che nel Pd non si sapesse che Onida stava per accettare la candidatura? E se lo si sapeva, perché non si è scelto un candidato dal così alto spessore politico ma certamente non un estremista per preferire un candidato “civico” fratello di un economista famoso (perché ovviamente quello noto era Tito, non l’architetto Stefano)? Ha senso puntare su un candidato “civico” dopo la gestione disastrosa della Moratti (che politica non è) quando si ha a disposizione un così valido esponente politico non legato ai partiti?
Domande da riunioni interne al Pd. Domande che forse adesso sono inutili e che comunque difficilmente avranno risposta perché adesso sono già tutti pronti a concentrarsi sulla nuova campagna elettorale che dovrà portare Pisapia a Palazzo Marino. Cosa giustissima, anche se la politica fatta all’esterno non deve essere un alibi per nascondere il problema interno.

Il vero problema di oggi è: Pisapia, potrà battere la Moratti?
Quanti elettori non di sinistra lo voterebbero?
L’affluenza alle primarie al di sotto delle aspettative, come scrive Civati (in una cautissima analisi), indica che in questo momento il centrosinistra non sta bene.
E soprattutto ha senso una candidatura legittimata da una parte ristretta di elettorato? È chiaro che non è colpa di quelli che hanno votato se una parte, magari in disaccordo con il loro voto, non si è presentata alle urne ed è chiaro anche che una legittimazione di 68mila persone è sempre molto più ampia di quella di pochi dirigenti chiusi in una stanza, ma il problema esiste.

La città di Milano è grande e tendenzialmente vota a destra... Basteranno i disastri fatti dalla Moratti per convincere i cittadini a non rivotarla?
Oltretutto Pisapia è il candidato di Sel, che è un partito che conta poco o nulla ma che adesso alzerà inevitabilmente la posta in gioco e pretenderà di avere un bel peso.
Adesso sono tutti bravi a dire che daranno il loro sostegno a Pisapia e non c’è dubbio che lo facciano davvero: la base del Pd non avrà difficoltà a appoggiarlo e il voto di oggi lo ha dimostrato ma il problema è capire se il resto della città vorrà votare un candidato così marcatamente di sinistra. Probabile un ritorno sulla scena di Berlusconi che gridi il pericolo del ritorno dei comunisti o una campagna martellante della Lega su immigrazione e insicurezza.
Ovviamente gli elettori di Pisapia non si sono mai posti questi problemi, per loro è il miglior candidato che ci sia (e sicuramente è validissimo). Qualcuno, su facebook, afferma che ha vinto Vendola (per il grosso apporto che il leader di Sel ha dato alla campagna elettorale), qualcun altro ironizza “Per il futuro della sinistra rivolgersi a Fini”.

Altro punto su cui discutere, infatti, è l’assenza dei big nazionali Pd per Milano. Lo scenario si era già visto ai ballottaggi per le elezioni provinciali che portarono alla sconfitta di Filippo Penati (giugno 2009), alle elezioni regionali (con qualche iniziale eccezione) che portarono sempre alla sconfitta di Penati e adesso (mentre per Pisapia è arrivato Nichi Vendola).
La domanda che viene da farsi è: i leader nazionali hanno così paura a metterci la faccia sulle questioni lombarde perché sanno di andare incontro a sconfitte certe? Nel caso dei ballottaggi alle provinciali, Penati disse di non volere l’appoggio di nessuno perché in Lombardia ce la saremmo cavati da soli. Difficile dire se era la verità, una scelta tattica perché anche allora il Pd nazionale non stava benissimo (inoltre era guidato da Franceschini e non è che con Penati andasse proprio d’accordo) o se fu una scelta per dimostrare che il Nord sa compiere le sue scelte senza bisogno che arrivino imbeccate da Roma. Sta di fatto che il Pd ha sempre perso e l’attenzione che sanno suscitare esponenti di spicco della scena politica nazionale, difficilmente riesce ad averla un candidato locale e, anche solo dal punto di vista della “capillarità della comunicazione” e dell’attenzione dei media, avere qualche politico di peso da spendere sul campo sarebbe stato utile (il centrodestra stesso mette in campo Berlusconi in prima persona).

La realtà comunque è che Pisapia non è Vendola e adesso ha bisogno di campagna elettorale forte e che sia in grado di parlare davvero a tutti e non solo ad una parte politica.

TAG:  PD  MILANO  PRIMARIE  ONIDA  BOERI  PISAPIA  SEL 

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commenti a questo articolo 0
commento di paolorol inviato il 18 novembre 2010
Carthago delenda est
Il Partito Democratico, posto che nel frattempo non scompaia definitivamente, dovrebbe se non altro cambiare la sua ragione sociale. Che cos’ha di “Democratico” un partito che non solo ha perso del tutto di vista il suo potenziale target elettorale, ma pratica il disconoscimento assoluto nei confronti dei superstiti?
La COMUNICAZIONE?? Non si sa cosa sia, è in mani pessime, così inette da far pensare che si adoperino proprio per ottenere risultati opposti a quelli auspicabili.
QUESTO SITO è il simbolo del distacco e del disprezzo del PD nei confronti dei suoi sostenitori,residuali o potenziali.
E’ vero che ogni tanto compaiono “Contributi” a nome Bersani o a nome di qualche altro dirigente, ma si tratta di una messinscena perché sono scritti dalla Redazione,che per il resto è inesistente.
Non esiste moderazione, infatti,e quella solita dozzina di utenti che scrive post su post a raffica si parla addosso, nessuno risponde loro..
Non per nulla nel corso degli ultimi 4 mesi la frequentazione del sito si è ridotta del 30%

Tanto per peggiorare le cose, non c’è fine al peggio, gli “aficionados”, grafomani, politici wanabe, ecc.. , invece di adoperarsi per rendere questo sito operativo cosa si sono studiati, una notte che non riuscivano a prendere sonno?
Un nuovo sito!!! Mirabile genialità, se ne sentiva la mancanza, che siano benedetti nei secoli.
Sono sempre loro, 3-somari-e-tre-briganti, che, non paghi di versare inani fiumi di bit su questo sito morto, hanno aperto il PD ONLINE (http://circolopd.ning.com/).

Speriamo si rendano conto della vacuità del loro gesto (di buone intenzioni è lastricata…ecc…) al più presto.
PS: qualcuno ha idea di come raggiungere, via mail, qualche vero “Bersani” o qualche altro rappresentante del PD?

Grazie!
commento di paolorol inviato il 18 novembre 2010
Carthago delenda est
Il Partito Democratico, posto che nel frattempo non scompaia definitivamente, dovrebbe se non altro cambiare la sua ragione sociale. Che cos’ha di “Democratico” un partito che non solo ha perso del tutto di vista il suo potenziale target elettorale, ma pratica il disconoscimento assoluto nei confronti dei superstiti?
La COMUNICAZIONE?? Non si sa cosa sia, è in mani pessime, così inette da far pensare che si adoperino proprio per ottenere risultati opposti a quelli auspicabili.
QUESTO SITO è il simbolo del distacco e del disprezzo del PD nei confronti dei suoi sostenitori,residuali o potenziali.
E’ vero che ogni tanto compaiono “Contributi” a nome Bersani o a nome di qualche altro dirigente, ma si tratta di una messinscena perché sono scritti dalla Redazione,che per il resto inesistente.
Non esiste moderazione, infatti,e quella solita dozzina di utenti che scrive post su post a raffica si parla addosso, nessuno risponde loro..
Non per nulla nel corso degli ultimi 4 mesi la frequentazione del sito si è ridotta del 30%
commento di paolorol inviato il 18 novembre 2010
A "CAR ME":

Mi hai risposto (ti ringrazio, è consolante che qualcuno ogni tanto non mi prenda per uno squallido provocatore..):


>>>>>>Bersani tutto il male del PD. Ma che cazzo ci stiamo raccontando?
Non buca lo schermo, non è presentabile in TV, poco animale da palcoscenico, pessima immagine.
Perchè non commenti quello che secondo lui è la sinistra o quello che secondo Fini e la destra oggi.
Questi sono i risultati della televisione, i risultati del berlusconismo.
Oggi nell'immaginario degli italiani è prioritario che ci vuole una persona che buchi lo schermo non più una persona che ragioni e risolva i problemi dell'italia. Siamo diventati telespettatori. Abbiamo perso la capacità di essere cittadini.<<<<<<<


Bisogna prendere atto della realtà, che, ci piaccia o meno, è questa: conta di più saper bucare lo schermo che essere dei buoni politici. Punto.

Chi si scandalizza, per citare Pasolini, ha bisogno di una terapia morale o psichiatrica.
Ebbene sì, lo sappiamo, non mettiamo la testa sempre sotto la sabbia di un'ideologismo ormai vecchio ed ammuffito.

Anche a me fa schifo un'italia piccola piccola, povera ed indementita dalla TV, ma questo è il catalogo..


A parte ciò Bersani è una nullità, sia come uomo politico che come "TV personality".

Se lo rottamiamo non perdiamo nulla, ormai non ha più sostenitori, è già MORTO.

Rispetto al fatto che possa interessare a qualcuno un mio o un tuo commento sui valori della sinistra e della destra... ma per favore...CRESCETE RAGAZZOTTI!!!!! Sono adulto (molto) e penso che i lunghi post dove si teorizzano in modo epilettoide teoriche ricostruzioni deliranti dell'universo della Sinistra... siano semplici SEGHE AL VENTO!!!

Non concordi?
commento di nino55 inviato il 18 novembre 2010
Complimenti veri a clint, questo è il discutere di colui che vuole il bene del paese, senza falsi moralismi.
commento di clint333 inviato il 17 novembre 2010
Il compito più importante che ha oggi la dirigenza del PD è quello di "educare" gli italiani a dismettere gli stereotipi destra/sinistra. Essi non dicono più nulla, tutti (Casini, Fini, Berlusconi) concordano nel definirle categorie sorpassate, eppure tutti continuano, nei discorsi "quotidiani", a tirarli fuori. Ebbene, che i dirigenti PD inizino ad accusare di "QUALUNQUISMO" coloro che ne fanno uso, perché è puramente strumentale (come ancor oggi continua a fare Berlusconi quando parla al suo elettorato (che sia perché non lo stima proprio nulla ?) ).
Questa vittoria di PISAPIA diventi l'occasione per iniziare, finalmente, questa opera di educazione degli elettori, anche nei confronti di quelli berlusconiani e leghisti. C'è molta più credibilità in persone che abbiano un passato cristallino, onesto, professionalmente valido, che nei palloni gonfiati prodotti dalla politica. Smettetela di pensare che il rispetto vada solo agli unti dal signore, sia perché sono normalmente incompetenti e incapaci, sia perché spesso sono incapaci di interpretare la realtà, essendo cresciuti in un microcosmo che, negli ultimi trenta anni, è marcito e imputridito al di la di ogni pessimistica previsione. Parliamo di PISAPIA, lasciamo da parte sinistra, libertà, comunismo, destra, berlusconismo, e quanto di ormai marcio ci riempie la bocca e annacqua il cervello. GUARDIAMO ALL'UOMO e gettiamo le etichette nel cesso !
commento di dianacomari inviato il 17 novembre 2010
Peana, intanto mi chiamo Diana e quindi dovrebbe esser chiaro che sono donna. Io non dico che non mi piacciono le primarie o che non mi piace Pisapia. Io dico che queste primarie hanno dato un risultato numerico deludente e allora c'è un problema. Pisapia, a me personalmente può andare benissimo ma il punto non è se va bene a me o no, il punto è che il Pd sosteneva un altro e quest'altro ha perso. Milano vota da anni a destra e Pisapia è chiaramente di sinistra.... Se poi Pisapia vincerà le elezioni, saremo tutti strafelici!

La notizia dell'ultima ora è che le dimissioni sono finte: tutti si sono dimessi per i ruoli che non hanno.
Penati si è dimesso da caposegreteria Bersani, cioè dall'incarico che ha a Roma e non dalle cose che fa o non fa a Milano.
Majorino si era dimesso da capogruppo in comune, che un ruolo istituzionale che ricopre anche bene e oggi le dimissioni gliele hanno respinte, ma non ha detto nulla sul ruolo che ha ricoperto (e forse non aveva neppure) dentro il partito.
Cornelli e Laforgia sono stati eletti da Assemblee, Martina è stato eletto con le primarie e fino adesso non è arrivata alcuna convocazione... Faranno rientrare tutto come niente fosse.

commento di no-rating inviato il 17 novembre 2010
Non ho seguito direttamente la campagna elettorale, ma l'analisi di dianacomari mi sembra ragionevole. Vincere a Milano e' molto dura ed un candidato ex parlamentare di rif. com. non mi sembra il migliore per "grattare" qualche voto al centro, ma questo e' uscito e questo va sostenuto.
Venendo alle sterili polemiche:
- come dice anpo in Italia non esiste nessun partito/movimento che possa dare lezioni di democrazia al PD (che fa partecipare ad una scelta vincolante anche aperti contestatori per giunta non iscriti al partito)
- ho l'impressione che, fuori dalla Puglia, Vendola abbia una fascino attrattivo solo sui numerosi scontenti del PD. Mi auguro si rimbocchi le maniche per riportare al voto qualche elettore che nel 2008 e 2006 a votare non c'e' andato proprio!
commento di Anpo inviato il 16 novembre 2010
Per me invece fanno bene a dimettersi. Si sonoa ssunti aal repsonsabilità ddi candidare Boeri , ahnno fallito ed è giusto che mollino, lasciandospazio ad altri.

Per il resto adesso il Pd sostenga con convinzione Pisapia perchè anche se un'eventuale candidatura di Albertini con il terzo polo darebbe più fastidio al sindaco Morattti l'elezioni sarà comunque dura
commento di F.Rosso inviato il 16 novembre 2010
Certo che questi che, se le cose non vanno come pensavano, si dimettono somigliano a quei bambini che prendono la palla e se ne vanno se non li fanno vincere...
Insomma: chi si vergogna di stare a sinistra è ora che vada per altri lidi. Francamente mi sono stufato di questa gente che vorrebbe gli elettori del Nano senza stare con lui.
commento di peana inviato il 16 novembre 2010
Bravo o brava DIANACOMARI!!
Se l'esito di una consultazione non ti piace, invochi altre forme di partecipazione!
Spero invece che si dia la giusta intelligenza a chi ha votato prima Bersani poi Vendola e adesso Pisapia. E' altamente ideologico attribuire l'ideologia a chi vota come non piace a te! Mi pare che la moderazione vaga che tenta di inseguire un modello economico - politico decadente come l'attuale non paghi affatto e che avere idee e proposte di Sinistra sia da giovani -vedi la forza e il coraggio degli operai e degli immigrati in lotta.
commento di dianacomari inviato il 16 novembre 2010
Sono in molti a non aver votato Boeri proprio perché amico di Ligresti (i cui progetti sono stati spesso anche oggetto di battaglie del Pd) e implicato professionalmente in progetti di forte impatto sulla città che sono stati mal digeriti dai cittadini...

Intanto pare che le dimissioni del gruppo dirigente siano finte e la cosa venga fatta rientrare... Però si è dimesso Penati...
commento di car me lo inviato il 16 novembre 2010
......a dimenticavo ce ne stanno 2 o 3 personaggi di cui uno è il n. (1) che bucano bene lo schermo sono animali televisivi presentabilissimi nella TV ma impresentabili nella vita ma stanno tutti nel centro destra.
commento di car me lo inviato il 16 novembre 2010
Bersani tutto il male del PD. Ma che cazzo ci stiamo raccontando?
Non buca lo schermo, non è presentabile in TV, poco animale da palcoscenico, pessima immagine.
Perchè non commenti quello che secondo lui è la sinistra o quello che secondo Fini e la destra oggi.
Questi sono i risultati della televisione, i risultati del berlusconismo.
Oggi nell'immaginario degli italiani è prioritario che ci vuole una persona che buchi lo schermo non più una persona che ragioni e risolva i problemi dell'italia. Siamo diventati telespettatori. Abbiamo perso la capacità di essere cittadini.
commento di paolorol inviato il 16 novembre 2010
Bersani da Saviano: impietosa conferma di quanto sto affermando da sempre... Bersani, ammesso e non concesso che non sia pesantemente colluso,è del tutto impresentabile in TV.
Tremava peggio di papa Wojtila, sembrava avesse in mano non un foglietto, ma un martello pneumatico...
Aveva una faccia tesa e torva.. Pessima immagine, mille volte peggio di Fini, molto più "animale da palcoscenico", un pò teso pure lui, ma rispetto a Bersani 1000 volte vincente..

Bersani è moscio, inefficace e troppo carente sotto il profilo comunicativo. Non "bucherà" mai lo schermo, e questo sarebbe ancora il meno... E' vecchio e stantio, prima ce lo togliamo dai piedi meglio sarà.. (di sicuro non per rimpiazzarlo con Dalemoidi vari, per carità..)
commento di car me lo inviato il 16 novembre 2010
Esempio per Rotondi: Se un architetto con idee dichiaratamente di sinistra progetta il palazzetto dello sport della tua città governata dal centro destra che fai dopo, per motivi di opportunità, non lo riconosci più come possibile candidato delle tue attenzioni. Mi pare tu confonda il lavoro, una prestazione d'opera come può essere una qualunque prestazione professionale nel caso svolta secondo le procedure stabilite non dall'architetto che semmai deve far bene il suo lavoro, ma da scelte scellerate fatte in primis dalla politica.
Tu hai notizie che l'architetto Boeri non abbia fatto bene il suo lavoro?
Lo so che tu non la vedi da questo punto di vista e non discuti la sua professionalità ma non è per come la vedi tu che il PD non doveva puntare su Boeri. Il pd come la vedo io doveva puntare sulla qualità e la qualità era offerta da tutte e quattro i candidati.
Grazie per avermi risposto
commento di Rotondi inviato il 16 novembre 2010
Per carmelo che critica la mia osservazione.
Ho espresso un giudizio politico sulla candidatura Boeri, non sulla persona, che non conosco e che tutti dicono essere degnissima, né ho messo in dubbio la sua professionalità di architetto, ci mancherebbe.
Tuttavia, le vicende della vita, che hanno portato Boeri a occuparsi dei Expo a Milano e dei lavori alla Maddalena, che sono finiti poi come tutti sappiamo, a mio parere avrebbero dovuto suggerire al PD di non presentare Boeri come candidato ufficiale, per ragioni di opportunità.
commento di scompala inviato il 16 novembre 2010
PRIMARIE SUBITO PER
PRESENTARSI ALLE ELEZIONI
CON NUOVI DIRIGENTI
CHE SAPPIANO SCALDARE IL CUORE E LA MENTE
DI TUTTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
commento di scompala inviato il 16 novembre 2010
PRIMARIE SUBITO PER
PRESENTARSI ALLE ELEZIONI
CON NUOVI DIRIGENTI
CHE SAPPIANO SCALDARE IL CUORE E LA MENTE
DI TUTTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
commento di scompala inviato il 16 novembre 2010
PRIMARIE SUBITO PER
PRESENTARSI ALLE ELEZIONI
CON NUOVI DIRIGENTI
CHE SAPPIANO SCALDARE IL CUORE E LA MENTE
DI TUTTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
commento di car me lo inviato il 16 novembre 2010
Frapem le primarie di cui stiamo parlando sono state fatte nel comune di Milano che se pur importantissime dovevano esprimere un candidato sindaco contro la Moratti ed il centrodestra milanese. Ti ricordo che nelle passate elezioni nel comune, io non sono e non vivo a Milano ma me lo ricordo, milanese non si è trovato un candidato spendibile. Oggi ce n'erano addirittura quattro, attenzione non è vero che erano annacquati e sconosciuti e non è vero nemmeno che da terzi non si poteva far conoscere i suddetti candidati al cittadino elettore.
Ogni volta decontestualizzaimo i fatti, che se pur importanti perchè denotano lo scollamento della gente nei confronti della dirigenza PDniana non considerano l'elemento principale della situazione generale della politica in Italia.
Qual'è la nostra situazione. Non siamo un paese maturo mettiamocelo in testa. La sinistra quella a cui aspiriamo anche noi, è divisa in mille partitini, ieri sera da Fazio e Saviano si sono contati circa una ventina, pensi davvero che il candidato terzo che dal nulla diventi credibile sia la soluzione. La destra succube di un miliardario "malato" detto dalla sua ex moglie e da una Lega dimostratasi incoerente e deleteria sia dei valori nazionali ma anche degli stessi disvalori di cui vanno blaterando. Ma davvero pensiamo che oggi in Italia si vince così come viene prospettato. La lungimiranza è quello che manca di più al nostro PD. La capacità di prevedere gli eventi e di farli coincidere con i nostri valori a questo non ci pensa nessuno, pensiamo tutti all'oggi e non guardiamo cosa ci aspetta domani dietro l'angolo. é successo ieri con Bertinotti potrebbe succedere domani con lo stesso Vendola che io stesso considero un ottimo leader.
commento di claudio fondelli inviato il 16 novembre 2010
Una chiarezza e conseguenti azioni di discontinuità dirigenziale non possono essere rinviate oltre, non solo perchè la sfiducia da parte dell'elettorato di riferimento ha raggiunto un livello non più sostenibile al puto di rischiare l'implosione, ma perchè tale dinamica ha assunto una tale pressione all'interno della stessa classe dirigente del partito al punto di essere oramai prossimi a fibrillazioni interne a confronto delle quali il "rottamatore" Renzi (che dovrebbe, pur con qualche critica sui modi, essere ringraziato per l'aver reso palese questo stato delle cose) sarà ricordato come un moderato mediatore cerchiobottista. E non possono essere rinviate perchè oramai tale divisione ha oramai quasi raggiunto ed investito il segretario stesso che oramai appare in bilico tra il politico che fortemente crede nelle parole pronunciate davanti a milioni di spettatori televisivi al programma "vieni via con me" ed il prigioniero a cui è interdetto di agire liberamente di una vecchia classe dirigente che come berlusconi non è disposta a farsi da parte e preferisce il diluvio al solo immaginare che si possa andare avanti anche senza di lei.
Caro Bersani noi siamo disposti a rimboccarci le maniche per un'Italia migliore ma abbiamo bisogno che altrettanto tu sia disposto a rimboccartele per un migliore, rinnovato e plurale PD che non teme il confronto delle primarie ma anzi trova da esse lo stimolo per mettere in campo solo il meglio di se.
commento di frapem inviato il 16 novembre 2010
Non sono d'accordo, Carmelo, le primarie devono essere un lavacro, attraverso il quale l'elettore deve conoscere vita morte e miracoli del candidato a partire dal suo patrimonio, come si è formato, i suoi valori, il suo programma, ecc.ecc.
Sono tutte persone perbene, siamo sicuri? Cosa è emerso della loro vita? niente.. queste sono solo presentazioni annacquate non sono primarie.
Io mi auguro ch vendola non si faccia intrappolare in questo neo buonismo.. e rinfacci a Bersani la sua storia, i suoi rapporti con le cooperative rosse, il perchè ha rifiutato di prendere in mano il partito dopo Veltroni, e viceversa..
Solo in questo modo può emergere un candidato terzo, e dal nulla diventare un candidato credibile.. Insomma o ci crediamo ad un PD con queste prerogative o torniamo indietro e cerchiamo candidati vincenti perchè fotogenici ecc.ecc.
commento di claudio fondelli inviato il 16 novembre 2010
Una malafede - reiterata più volte (non è certamente questo il primo caso)- che è invece essa stessa causa principale della progressiva perdita di credibilità del partito e che dovrebbe essere efficacemente contrastata trovando la forza ed il coraggio di fare chiarezza. Chiarezza che certamente non ci si può aspettare da chi di tale malafede si ammanta (utilizzandola come scudo per difendere le posizioni personali acquisite nel tempo) ma dal segretario nazionale si.
Da bersani ce la dobbiamo aspettare e - di più - la dobiamo pretendere.
Ce la dobbiamo (e possiamo) aspettare perchè Bersani è una brava persona ed in gamba, certamente ha un debito di riconoscenza nei confronti di chi di una visione macchiavelica (che considera, tra l'altro, la malafede un valore) della politica, ma è anche una persona responsabile e capace di autonomia.
La dobbiamo pretendere perchè Bersani accettando la carica di segretario nazionale si è assunto una responsabilità ed un impegno che travalica l'area che lo ha sostenuto e coinvolge - come suoi interlocutori diretti - tutti noi.
commento di claudio fondelli inviato il 16 novembre 2010
Ciò che a mio avviso appare preoccupante, ancor più del segnale giunto da Milano che evidenzia (dal mio punto di vista in modo inequivocabile) la crisi di fiducia, la frattura, creatasi tra PD e la maggioranza della sua base elettorale (che seguendo gli esiti delle primarie pugliesi d fiorentine, siamo a tre indizzi che insieme costituiscono una prova) è la reazione che una parte dello stato maggiore del PD ha manifesto a seguito di tale esito. Non - come sarebbe logico attendersi - una riflessione sulle ragioni del deficit di fiducia che il PD incontra e - conseguentemente - la messa in discussione del loro stesso ruolo (certamente non dimettendosi ma facendo un passo in dietro a favore di un rinnovamento autentico - ovvero NON eterodiretto - della classe dirigente del partito) ma, sembra incredibile quant'è assurdamente folle, la messa in discussione delle primarie indicate come la ragione della sconfitta. E dato che a sostenerlo non sono semplici attivisti di base o elettori come me ma i vertici nazionali del partito (area Dalemiana soprattutto ed in primis) non si può certo pensare che si tratti di un'errore di analisi lo scambiare le cause per gli effetti (bocciatura dei candidati ufficiali alle primarie di coalizione) ma pura e semplice malafede.
commento di car me lo inviato il 16 novembre 2010
"Ma veramente si poteva pensare che candidare un architetto che fino ha ieri aveva lavorato ed era stato pagato da quelli contro cui avrebbe dovuto poi andare a combaterre era una scelta intelligente?"
Rotondi ha scritto.
Criticare Boeri per la sua professione e per il suo presunto lavoro a me pare eccessivo. Incandidabile perchè Architetto siamo alla frutta.
Il problema mi pare non sia questo anzi c'erano quattro candidati, tutti e quattro uno più degno dell'altro allora bastava non schierarsi, bastava lasciare libero il cittadino elettore di esprimersi e tutte ste polemiche con conseguenti dimissioni non sarebbero certamente successe.
Che Vendola sia stato il motore di Pisapia anche questa è una stronzata. Pisapia non aveva bisogno nè di Vendola, nè del PD per essere eletto alle primarie. Non perchè non avesse bisogno di un sostegno ma perchè il suo curriculum bastava ed avanzava, lo stesso dicansi di Boeri persona degnissima, per non parlare poi di Onida. La lungimiranza è quello che manca al PD. Di fronte a queste candidatura sarebbe bastato sedersi ed aspettare. Quì l'errore.
commento di grandmere inviato il 15 novembre 2010
Anche la Bindi ha detto che lei aveva suggerito di non schierarsi con nessun candidato , visto che tutti erano persone degnissime di stima e assicurare solo il pieno appoggio a chi avesse vinto.
commento di Anpo inviato il 15 novembre 2010
Non vedo perchè il partito questa volta dovrebbe disattendere l'indicazione data dalle primarie che in passato è sempre stata rispettata.

Il cosidetto terzo polo candidi chi vuole. Certo rispolverare un ex sindaco forzista la dice lunga su quale novità rappresenti questo schieramento.
commento di frapem inviato il 15 novembre 2010
Certo Anpo, Pisapia ha vinto e dovrà essere sostenuto da tutto il partito guai a segure il terzo polo sul nome di albertini come si vocifera, ma siamo matti? anzi mi piacerebbo che scrivessi un post su questo argomento..

Parola mia, non è question di cambiare nome.. è il termine democratico che alla dirigenza dà fastidio.. e allora visto che ha in mano il partito e lo sta portando in una direzione che non è da partito democratico, cambi il nome, come del resto più volte ha accennato Bersani.
commento di Anpo inviato il 15 novembre 2010
Coloro che vengono qui (oppurtamente celati dietro un nick) a dire che il Pd fa schifo senza saper proporre uno straccetto di idea magari non votano nessuno.

Se invece votano posso solo ribadire che sono meglio partiti che fanno le primarie e le perdono (con tutte le conseguenze del caso in capo ai loro amminsitratori locali) che i partiti come IDV, movimenti 5 stelle e sinistra varia ed eventuale che sproloquiano di democrazia diretta ma che non sanno nemmeno doive stanno di casa le primarie.

Il Pd è criticabile sotto molti aspetti. Le primarie per fortuna sono una delle poche cose riuscita bene
commento di Parola Mia inviato il 15 novembre 2010
Una domanda ingenua:

visto che con le primarie si puó democraticamente scegliere il candidato (benissimo Pisapia a Milano) nonché il segretario (se Bersani non piace alle prossime primarie si puó cambiare), e visto che anche il programma in un partito democratico si puó scegliere votandolo democraticamente,


Cosa ci impedisce di formare un solo partito dove i programmi, i dirigenti, i candidati una volta decisi dalla maggioranza li appoggiamo tutti insieme ?

Non va bene il nome PD ?
si puó cambiare, ne abbiamo giá cambiati tanti.

E se, una volta che abbiamo un nome del partito che piace a tutti, Vendola, Di Pietro, Bersani, Grillo, Casini (invito pure lui perché so che non accetta), si mettono in gioco sul serio e chi vince le primarie guida il partito e gli altri lo appoggiano lealmente ?
e se lo stesso si fa per il programma ?

É chiedere troppo o questa storia dell primarie vale solo quando si vincono mentre quando si perdono si ritorna alla logica dei partitini ?



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