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contributo inviato da verduccifrancesco il 12 novembre 2010

C'è una cosa che mi lascia perplesso riguardo all'alluvione che ha colpito il veneto, la mancanza di ricerca delle responsabilità su quanto accaduto da parte delle istituzioni locali. Sembra quasi che nel veneto l'evento sia da attribuire esclusivamente alla natura. Nessun riferimento alla cementificazione in atto anche in veneto, al mancato intervento delle autorità locali per la messa in sicurezza del territorio. Eppure, o forse proprio per questo, in molti comuni del veneto incluse le grandi città, la maggioranza è leghista, un partito che del territorio ne a fatto una bandiera (l'ho già scritto altre volte ma val la pena ricordarlo), una sorta di carta d'identità politica. La difesa del territorio, ovvero, la gestione in nome e a favore del popolo (come predica la lega), dovrebbe includere soprattutto la gestione dello stesso in termini di urbanizzazione (impedire costruzioni in posti a rischio) e di sicurezza (la dove ci sono gruppi urbani preesistenti al cambiamento climatico messa a punto di strutture che li mettano in sicurezza). Ma tutto ciò sembra non sia stato fatto! I fiumi sono straripati come in altre parti d'Italia!

Tutto ciò sembra non essere degno di considerazione da parte delle autorità locali ma anche da quelle nazionali; l'unica cosa certa - come d'altra parte è giusto che sia visto gli ingenti danni che si sono verificati - è la richiesta di aiuti che, a quanto sembra, verranno elargiti in modo copioso e veloce.

E neanche della disponibilità di fondi esistenti sul territorio attraverso Veneto Sviluppo viene tenuta in considerazione anzi, la richiesta dei consiglieri del PD di destinare 35 milioni alle famiglie colpite è stato bocciato proprio dal centrodestra:

"I consiglieri del Pd ricordano di ''aver presentato e sottoposto al voto un emendamento firmato da Franco Bonfante, Piero Ruzzante e Laura Puppato, con il quale si proponeva di spostare la somma di 35 milioni di euro, destinata in sede di assestamento a  Veneto  Sviluppo, alla voce 'Interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali (secondo quanto previsto dalla legge regionale n.4 del 1997)''.

''La manovra che abbiamo chiesto di fare - spiegano gli esponenti del Pd a palazzo Ferro-Fini - era semplice e non avrebbe causato particolari problemi a Veneto Sviluppo, che non si trova nell'urgenza di ricevere questi finanziamenti.

Piuttosto Veneto Sviluppo può e deve intervenire direttamente mettendo a disposizione delle imprese alluvionate gran parte del suo fondo di rotazione. Eppure il centrodestra ha detto no all'emendamento. Perché? Probabilmente preferiscono le grandi sparate propagandistiche come lo sciopero fiscale piuttosto che iniziare a dare dei segnali concreti di aiuto a chi e' rimasto pesantemente danneggiato''. Dall'agenzia asca

 

Che il Veneto sia una regione operosa lo si sa, che sia virtuosa nelle sue scelte è solo propaganda. La cementificazione ha seguito anche qui, come in tutta Italia, il suo corso basato più sul profitto che sul territorio. E questo vale per tutto il nord, si veda la vicenda di Milano sui terreni edificabili in zone dove prima c'erano discariche di sostanze inquinanti. O a Montichiari (BS) dove il problema è rovesciato, si fanno discariche vicino agli abitati. In tutti i casi sono coinvolte le amministrazioni poiché sono loro che danno i permessi.

 

Allora perché in veneto si è "corso ai ripari" cosi celermente quando nello stesso tempo si stava verificando in altre parti d'Italia - Campania e Calabria - lo stesso dramma?  Certo, tutti avranno qualcosa, ma il problema non è questo. Il problema è 

politico. La dove le amministrazioni hanno forza contrattuale - e il Veneto, Lombardia e Piemonte ce l'hanno - al punto di determinare la tenuta del governo, si corre ai ripari senza ricercare le cause o, comunque, si danno i finanziamenti senza controlli (in veneto il controllo è stato dato al presidente di regione Zaia) mentre in altre parti d'Italia si parla sempre di "dissesto ecologico" determinato dalla mala gestione pubblica.

Lo sta a dimostrare lo sciopero fiscale proposto dagli imprenditori veneti e ripreso da Zaia qualora il governo non fosse intervenuto subito. Cosa questa estremamente contraddittoria visto che al governo c'è la lega, lo stesso partito che governa il veneto.

 

Due Italie due misure? No! l'Italia è una sola visto che ciò che succede è comune a tutto il territorio, casomai, un'Italia divisa nella distribuzione delle risorse.

TAG:  ALLUVIONE  VENETO  ZAIA  GOVERNO  FINANZIAMENTI 

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commenti a questo articolo 0
commento di scompala inviato il 14 novembre 2010
PISAPIA VINCE A MILANO
DOVE C'E' VENDOLA SI VINCE !!!!!!!!!!!!!!!!
VIA I PERDENTI BERSANI VELTRONI D'ALEMA FASSINO E C!!!!!!!!!!!!!!!
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