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contributo inviato da team_realacci il 11 novembre 2010
Roma, 11 novembre 2010
 
“Sul credito di imposta del 55% per gli interventi di miglioramento energetico nell’edilizia il Governo parla con lingua biforcuta.  Non solo sono state approvate dal Parlamento due mozioni che impegnavano il Governo a stabilizzare la misura, e il Ministro dell’Ambiente in più di un occasione aveva assicurato il suo impegno in questa direzione, ma da ultimo nel Programma nazionale di Riforma presentato dal Ministro delle Politiche Europee Andrea Ronchi e approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 novembre, fra le misure strategiche per una crescita intelligente del paese e per raggiungere gli obiettivi nazionali di riduzione di Co2 si evidenzia “che la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici si è rivelata di particolare efficacia non solo in termini di risparmio energetico, ma di emersione del lavoro e di maggiori entrate tributarie, con conseguenti benefici per le casse dello Stato e per la collettività”. Ci troviamo di fronte ad una nuova vergognosa schizofrenia del “Governo del fare” che non solo penalizzerà i cittadini, ma che avrà ripercussioni pesanti sulle migliaia di piccole e medie imprese del settore dell’edilizia e nell’indotto”,  lo rende noto Ermete Realacci, responsabile green economy del PD, commentando il taglio del 55% dalla legge di stabilità.
“Il Partito democratico”, conclude Realacci, “darà battaglia durissima per far rientrare questa decisione grave e miope. Si tratta della misura anticiclica di gran lunga più importante che è stata attivata in questi anni, uno dei successi più significativi della green economy nel nostro paese, affossarla sarebbe sbagliato e senza senso”.
 
Ufficio stampa On. Realacc
TAG:  STABILITÀ  LEGGE  ECO INCENTIVO  DETRAZIONI  55%  RIQUALIFICAZIONE  ENERGETICA  EDILIZIA  RIDUZIONE  CO2 

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