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contributo inviato da verduccifrancesco il 8 novembre 2010

    Tra le tante notizie che non quadrano in questa nostra disastrata Italia, una m'è saltata subito all'occhio:

    Crollo a Pompei, Bondi: «Se avessi

    delle responsabilità mi dimetterei»

    Pubblicato su il corriere dell'8 novembre.



    Il ministro dei beni e delle attività culturali, Sandro Bondi, quindi, non si sente responsabile del crollo negli scavi di Pompei che, tra l'altro, secondo gli esperti ne seguiranno altri. Rivendica, invece, il lavoro svolto ed è pronto a riferire in parlamento "rispetto a quanto ho potuto verificare e conoscere oggi dopo l'incontro avvenuto a Pompei, sulla base di un atteggiamento di serietà e di responsabilità".

     

    Suona veramente male questa affermazione. Solo dopo il crollo egli ha potuto verificare lo stato del sito, e prima?  Se è ministro dei beni culturali, non spetterebbe a lui, e al suo dicastero, di cui ne è il responsabile, fare controlli e predisporre l'organizzazione necessaria, con relativi finanziamenti?

     

    Dice ancora il ministro:

    "Provo un sentimento di angoscia perché questi crolli, come mi è stato spiegato dai nostri tecnici, potrebbero riguardare anche altre zone archeologiche, soprattutto nella parte che si affaccia nelle aree ancora scoperte e non restaurate."

    "C’è un grande lavoro da fare, ne riferirò al presidente del Consiglio, al Parlamento e al capo dello Stato".  evidenziando che non esiste solo una carenza di fondi, ma anche una mancanza di capacità di gestione. "Credo che il problema non sia solo di risorse finanziarie perché, in questi anni, Pompei ha usufruito di incassi abbastanza significativi che ammontano a circa 20-25 milioni di euro l’anno. Il problema non è solo di risorse economiche, ma c’è bisogno di spendere meglio i fondi e di affiancare ai sovrintendenti, che svolgono il loro ruolo di tutela del patrimonio, nuove figure professionali», ha concluso.

     

    Scusi, signor Bondi (a questo punto mi è difficile definirlo ministro), ma lei, dov'è stato in questi quasi tre anni di governo?

    Il problema che lei espone sulla necessità di fondi e di personale, se non vado errato, è proprio ciò che le opposizioni vanno dicendo dopo la finanziaria, dove sono stati effettuati tagli proprio là dove lei chiede soldi. Anche lei fa parte del governo, e pertanto, avrebbe dovuto vedere, da subito, i danni che avrebbe provocato una simile politica - oltre, naturalmente, ad accorgersi, prima, dello stato in cui versano i beni culturali italiani.

     

    Purtroppo, come al solito, in Italia, sembra che per affrontare i problemi - quelli reali, s'intende - ci voglia il morto - in senso figurativo.

     

TAG:  FINANZIARIA  POMPEI  BONDI  BENI CULTURALI 

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