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contributo inviato da frapem il 7 novembre 2010

Il sito di Pompei doveva essere trattato con i guanti, aperto ai visitatori giorno e notte, trecentosessantacinque giorni all'anno. Era ed è una miniera d'oro attorno alla quale costruire migliaia di opportunità di lavoro.

I veti dei sindacati e la cecità della classe politica locale e nazionale hanno invece impedito che tutto questo accadesse. L'odio dei politici e delle segreterie sindacali verso il loro paese è insopportabile.

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commento di seamusbl inviato il 9 novembre 2010
Mi sa che sto crollo di Pompei (che Bondi non ha picconato e quindi ha la coscienza a posto) sia emblematico di dove vada a finire l'Italia.
Invero la maggioranza degli italiani, che come direbbe qualcuno hanno avuto troppo dalla DC e si sono montati la testa, senza rendersi conto che vivevano al di la delle possibilita' e non rispettavano piu' l'elite indigena.
commento di frapem inviato il 8 novembre 2010
Brava Cristina, ma non sentirti sola, con te siamo in tanti.
commento di cristinasemino inviato il 8 novembre 2010
La metafora Pompei - Italia purtroppo non è lontana dalla realtà.
L'Italia è in avanzato dissesto, non solo idrogeologico. Il "bel paese" non esiste: è finito in una discarica insieme ai rifiuti di Napoli, umiliato, offeso, tradito. Eppure avremmo tutto per essere il luogo più bello e più felice della terra: cultura, arte, musica, bellezze naturali, cibo, città uniche al mondo...insomma...tutto. Il problema è che non ce ne rendiamo conto.
E' giunto il momento, però, per tutti noi di indignarci nei confronti di coloro che con i nostri soldi stanno distruggendo l'Italia e le sue bellezze.
Ci raccontano che i soldi per mantenere il nostro patrimonio artistico e culturale non ci sono? Si devono trovare. Come? Con l'eliminazione di tutto ciò che non ci possiamo più permettere di mantenere: i vitalizi per i nostri politici, le loro inutili scorte, i loro mille enti dove imboscarsi....potrei continuare all'infinito. Sapete come la penso.
commento di frapem inviato il 8 novembre 2010
Caro Salvatore, Pompei è solo il simbolo del degrado in cui versano le nostre risorse più significative. Di Pompei sparse ce n'è parecchi, Roma in primis.
I palazzi del potere e il cemento non avrebbero mai dovuto entrare nei centri storici i quali dovevano essere luoghi di accoglienza per i turisti, aperti giorno e notte tutto l'anno. Le città dovevano svilupaparsi in altezza dove sono nate squallide periferie. E in quelle insediare tutte le istituzioni.
Dobbiamo rifare questo paese..
commento di salvatore1 inviato il 8 novembre 2010
Ok, frapem, hai indicato quasi tutti i responsabili. Visto però che dici dei pompeiani, aggiungerei gli italiani per i quali l'ambiente e il patrimonio culturale-artistico non sono fra le priorità. E aggiungerei la responsabilità delle persone consapevoli che non si sono battuti abbastanza per spiegarlo. Chiarirei poi che l'ambiente e i cosiddetti beni culturali sono sì occasione di reddito e di lavoro, ma rappresentano anche e soprattutto l'opportunità di una migliore qualità della vita per tutti noi che abbiamo ereditato senza merito alcuno un patrimonio enorme che disinvoltamente distruggiamo. I posteri ci perdoneranno o saranno più stupidi di noi?
commento di partigiano49 inviato il 8 novembre 2010
Bondi : non mi dimetto perchè non è colpa mia (non l'ha mica buttata giù lui!!)

Probabilmente il pelato leccaculo non si rende conto di essere un ministro e per questo di doversi assumere responsabilità che esulano dalle sue attività strettamente manuali.
Forse le dimissioni ritiene di doverle dare solo qualora fosse sorpreso col piccone in mano ed intento ad abbattere qualche monumento ?
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